| Film Festival Senza Frontiere - Without Borders |
| Scritto da Caterina Gangemi | |
| mercoledì 24 giugno 2009 | |
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Sono state le parole, lucide e toccanti, della giornalista di origine palestinese Iman Sabbah ad aprire la conferenza di presentazione del Festival senza frontiere - Without borders che, giunto alla sua seconda edizione, si propone anche quest’anno di “dimostrare mediante storie di vita vissuta come, attraverso il cinema, la musica, il lavoro comune, si possano superare le separazioni create dalla paura, dal pregiudizio e dall’ignoranza”. Il Festival, che si terrà dall’1 al 3 Luglio presso la Casa del Cinema di Roma, si pone con uno spirito del tutto particolare, come spiega Marina Fabbri, del comitato di selezione: “vogliamo presentare lavori ispirati all’idea di un mondo unico, che registri i conflitti ma che sappia creare una via d’uscita attraverso il dialogo. Un mondo collegato da una rete, concetto molto importante in quanto simbolo di vicinanza e comunicazione, ma anche delle nuove tecnologie come internet. Ebbene, a nostro avviso, le forze che maggiormente possono tenere insieme e dar voce a questa rete sono le donne e i giovani, ai quali sono dedicati i film presentati”. Tra i vari temi proposti nelle opere selezionate, infatti, un ruolo fondamentale è ricoperto dalla donna e degli adolescenti nelle varie culture, rappresentati da pellicole di pregio come, tra le altre, Ramchand Pakistani di Mehereen Jabbar, che aprirà la rassegna, e Off and Running, di Nicole Opper, proveniente direttamente dal Tribeca Film Festival. Si parlerà inoltre del peso della censura in Nord Corea, e soprattutto in Iran, tema di grande attualità, visti i tragici eventi che stanno interessando in questi giorni il Paese, al quale sarà interamente dedicato il secondo giorno di programmazione. Nel corso del Festival verrà inoltre presentato in anteprima per l’Italia, Walkabout, ultimo lavoro del grande regista inglese Nicholas Roeg, al quale è dedicata una proiezione speciale, e sarà inoltre proposto You cannot hide from Hallah, di Petr Lom, selezionato dal programma promosso dal Goethe Institute “Democracy now” che si rivolge ai giovani autori delle scuole di cinema europee. Particolarmente ricca l’offerta di eventi collaterali, che va dalla grande musica internazionale di Nour Eddine, alla mostra fotografica “The course of history” di Bart Michiels, che raccoglie le più suggestive immagini dagli storici campi di battaglia europei. Infine, in linea con lo scopo del Festival, ampio sarà lo spazio dedicato ai ragazzi, protagonisti dell’evento attraverso la scuola pubblica Pistelli di Roma e la Public School 140 di New York, che presenteranno una serie di cortometraggi e fotografie ispirati al tema “Senza frontiere”. Per maggiori informazioni sul festival e il suo programma, vi rimandiamo al sito ufficiale www.withoutbordersfilm.org
(Caterina Gangemi)
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“L’Italia sta vivendo un momento molto difficile. Vedo confusione tra la gente, soprattutto nel rapporto con l’altro, lo straniero, dove si nota un razzismo crescente dovuto proprio a un senso di smarrimento imputabile anche ai media, che preferiscono porre le notizie enfatizzando gli aspetti negativi, anziché cercare di approfondire la realtà. Perciò iniziative come questa sono molto importanti, perché permettono di guardare oltre le barriere e i pregiudizi, e dimostrare che siamo tutti sulla stessa barca”



















