Home arrow Segnalazioni arrow Profondo Rock

Profondo Rock
Scritto da Alessandra Sciamanna   
sabato 27 dicembre 2008

Categoria Saggistica

In breve- Profondo Rock, un volume interamente dedicato al compositore Claudio Simonetti edito da Coniglio Editore. Abbiamo intervistato per voi l'autrice Gabrielle Lucantonio.

 

"PROFONDO ROCK"
Claudio Simonetti tra cinema e musica da Profondo Rosso a La terza madre

Scritto da Gabrielle Lucantonio Prefazione di Dario Argento
Edito da Coniglio editore (www.coniglioeditore.it)
Pagine: 200 Prezzo: € 16.50

 

DAL LIBRO:
Profondo Rock è un viaggio nel mondo di uno dei più importanti compositori del nostro tempo: il Maestro Claudio Simonetti. Autore di spicco nel campo delle colonne sonore, è entrato di diritto nella storia del cinema grazie alle musiche ideate per i film di Dario Argento (il cult Profondo Rosso, il cui tema musicale è l'emblema stesso degli horror-movies, ma anche Suspiria, Tenebre, Phenomena, Opera, Nonhosonno, il Cartaio, Jennifer, Pelts fino a La terza madre). Il nome di Simonetti è strettamente legato alle pellicole dell'orrore, le sue partiture hanno avuto un peso importante nella realizzazione di film che sono riusciti a segnare l'immaginario del grande pubblico come Zombi di George A. Romero, Demoni di Lamberto Bava o Inferno in diretta di Ruggero Deodato.
L'autrice ha incontrato oltre trenta collaboratori o amici del Maestro – dai membri dello storico gruppo Goblin a Dario Argento, dalla cantante Vivien Vee al complesso Daemonia, passando per le dichiarazioni esclusive che hanno rilasciato registi del calibro di Ruggero Deodato ed Enzo G. Castellari, proprio per questo volume – oltre ad aver effettuato accurate ricerche per far luce su quella che è stata la produzione extra-cinematografica di Simonetti (direttore d'orchestra in programmi televisivi, pioniere della disco music italiana nelle vesti di produttore del gruppo Easy Going). Oltre l'icona, oltre il musicista: Profondo Rock cerca di delineare il profilo di un grande artista, un uomo che è riuscito a far tremare mezzo mondo con poche, fantastiche note.

 

INTERVISTA ALL'AUTRICE GABRIELLE LUCANTONIO

a cura di Alessandra Sciamanna

 

Gabrielle Lucantonio è critica cinematografica e musicale. Si è laureata in Lettere Moderne a Parigi ed è stata corrispondente italiana per la rivista francese "L'Ecran Fantastique." Cura mensilmente una rubrica sulle colonne sonore per "Alias", supplemento del quotidiano "Il Manifesto". Dal 2001 al 2005 ha fatto parte della redazione di "Cinéfonia Magazine" (ex-dreams magazine) che si occupava unicamente di colonne sonore. È stata la collaboratrice di Antoine de Baecque per "La petite anthologie des Cahiers du cinéma"; ha scritto e collaborato a volumi su Lars von Trier, Dario Argento (3 libri), Michelangelo Antonioni e sul cinema horror in Italia. È curatrice di numerose edizioni Dvd per la Rarovideo/Minerva ( Lars von Trier, Godard, Chabrol, Vadim...)
Web: www.myspace.com/gabriellelucantonio

 

Parlaci di questa tua forte passione per le colonne sonore.
La colonna sonora ha un ruolo fondamentale nella narrazione filmica e un vero amante del cinema non può essere insensibile a questo aspetto. Il mio interesse è cresciuto nel tempo ed è diventato passione quando ho iniziato a collaborare con "Dream's magazine" (che diventò poi "Cinéfonia magazine" prima di chiudere i battenti durante l'estate del 2006), una rivista francese che si occupava unicamente di colonne sonore. Per circa quattro anni mi sono occupata dei più importanti compositori italiani di musica applicata, credo di averli intervistati quasi tutti: Ennio Morricone , Pino Donaggio, Carlo Siliotto, Carlo Crivelli, Franco Piersanti, Paolo Buonvino, Riz Ortolani, Armando Trovajoli, Claudio Simonetti, Nicola Piovani, Andrea Guerra, Luis Bacalov, Stelvio Cipriani, Ludovico Einaudi, Ezio Bosso, Pasquale Catalano, Salvatore Bonafede ed altri. Incontrarli di persona è stata per me un'esperienza molto importante poiché mi ha permesso di capire anche le problematiche del mestiere. E la passione è cresciuta sempre di più.

Il tuo è un libro completo: Claudio Simonetti ci viene presentato sia dal punto di vista umano che artistico; i particolari sono tantissimi e hai raccolto molte dichiarazioni di personaggi illustri. Ci racconti qualcosa sulla realizzazione di un volume simile?
È una lunga storia. Il libro, inizialmente, doveva essere sui Goblin poi, strada facendo, ho cambiato idea e ho deciso di incentrarlo su Claudio Simonetti. Concentrarmi sul suo personaggio mi ha permesso di ricavare un discorso più ricco e ottenere quindi un lavoro più interessante. Simonetti non è stato soltanto un Goblin, vanta anche una carriera propria molta ricca. I problemi che ho incontrato durante la lavorazione del libro, in linea di massima sono stati due. Il primo è stato quello di trovare un editore interessato che avesse una distribuzione nazionale e soprattutto che avrebbe permesso di mettere all'interno delle foto a colori. Basta guardare i libri di musica o di cinema, in qualsiasi libreria, per capire che non è stata cosa facile... Ci tenevo molto che, ogni singola cosa riportata nel libro, fosse corretta e attendibile. Così, il secondo problema che ho incontrato è stato proprio quello delle fonti: ho dovuto fare moltissime ricerche e ho cercato di intervistare il maggior numero possibile di persone che avessero lavorato con Claudio Simonetti o che lo avessero anche solo frequentato. Ho messo a confronto le loro risposte (anche con quelle di Claudio) e a volte saltavano fuori delle verità diverse da quelle ufficiali. Un esempio eclatante: il gruppo Cherry Five non è mai esistito e si chiamava già Goblin. L'ho dimostrato con una copia del contratto originale che mi è stata data da Tony Tartarini.

Alla luce delle difficoltà che hai incontrato e dell'esperienza che hai accumulato in questi anni, credi che in Italia il ruolo del compositore, e delle colonne sonore in genere, sia sottovalutato?
Ci sono sicuramente delle differenze tra l'Italia e il resto del mondo. Per esempio, l'Italia è uno dei pochi paesi al mondo a non includere la musica nel budget del film che viene quasi sempre pagata da un editore musicale. Quindi l'effettivo guadagno, si ha dalla vendita dei cd e dai diritti legati ai passaggi televisivi e alle proiezioni in sala. Ma il successo di un film non è sempre garantito, quindi il rischio è altissimo e gli editori musicali investono sempre meno in questo campo. Cosa che non succede negli altri paesi, dove una percentuale del budget va appunto al compositore, che può quindi lavorare con più mezzi e con maggior tranquillità. Perciò, in Italia, il vero problema è proprio questo pessimo sistema che si è venuto a creare dovuto, in parte, anche alla mancata organizzazione degli stessi compositori. Per esempio, in Francia esiste un'associazione che ne tutela i diritti contrattuali e non, e si stanno organizzando anche per insegnare la musica per film nelle scuole.


Nella foto: Claudio Simonetti, Dario Argento, Gabrielle Lucantonio

» 1 Commento
1"Da leggere"
il domenica 01 febbraio 2009 13:28by Giacomo Ioannisci
Consigliato a tutti. Un autentico tributo al rock. E al cinema. Un libro che scorre come un proiettile sul ghiaccio. Gabrielle Lucantonio conosce la materia e la gestisce quasi fosse lei stessa una compositrice di musica da film. Per appassionati del cinema di Argento, rockettari e ovviamente per i fan dei Goblin. Grazie Gabrielle.
» Invia commento
Email (non verrà pubblicata)
Nome
Titolo
Commento
 caratteri rimanenti
 
< Prec.

Recensioni

Rubriche

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU