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Il mondo di Jan Švankmajer
Scritto da Redazione   
Tuesday 17 March 2009
Home video Doppio dvd targato Minerva/Rarovideo che raccoglie 14 cortometraggi del cartoonist ceco Jan Švankmajer. La riscoperta di un grande maestro surrealista. Data uscita: 25/02/2009

 

IL MONDO DI JAN SVANKMAJER (2 DVD)

Regista Jan Švankmajer Genere Cortometraggi, animazione
Durata 166' Etichetta Minerva/Rarovideo
Sottititoli Italiano Area dvd Area 2 (Europa/Giappone)

 

CONSIGLIATO DA BIZZARRO CINEMA

Il nostro parere
Ancora una volta, il Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo, guarda lontano e recupera lavori insperati e inaspettati, come quelli di Jan Švankmajer: maestro dell’animazione e del surrealismo cinematografico che in Italia è stato visto poco e male. Il prezioso cofanetto Il mondo di Jan Švankmajer curato da Bruno Di Marino, raccoglie ben 14 cortometraggi che forniscono un quadro piuttosto completo del regista/artista, portando alla luce un universo inquietante e folle, inconscio e irriverente. Un lungo viaggio contaminato da diverse tecniche e diversi linguaggi, dove predomina il movimento in stop-motion che anima maschere, giocattoli e personaggi d’argilla e dove c’è spazio anche per l’animazione tradizionale, per il collage e per il teatro. Un’edizione fondamentale per gli amanti del cinema surreale e bizzarro che, finalmente, colma un buco, facendo scoprire la radici di buona parte del cinema moderno e contemporaneo. Ricordiamo che Švankmajer è stato fonte d’ispirazione per registi come Tim Burton e Terry Gilliam, e rappresenta una vera e propria leggenda per i cartoonist di mezzo mondo. Non a caso, nella sezione degli extra, è contenuto un’importante raccolta di interviste a cura di Gianluca Aicardi, dove molti maestri odierni dell’animazione (tra cui Bill Plympton, Barry Purves, Koji Yamamura) raccontano le suggestioni di Švankmajer, in interventi a metà strada tra l’omaggio e l’analisi critica. Questa serie di autorevoli commenti, unitamente al booklet di 17 pagine (in allegato), forniscono gli strumenti necessari per godere a pieno dell’opera.

Perché acquistarlo
Svankmajer è un maestro che non può essere ignorato e i suoi corti sono ancora oggi estremamente moderni. Una fondamentale (ri)scoperta.

 

CONTENUTO

14 cortometraggi: - Poslední trik pana Schwarzewaldea a pana Edgara (L’ultimo trucco del signor Schwarzewald e del signor Edgar) (1964) - Johan Sebastian Bach: Fantasia in g-moll (J.S. Bach: Fantasia in sol minore) (1965) - Et cetera (1966) - Rakvièkarná (Punch & Judy, or The Coffin House) (1966) - Historie Nature Suita (Historia Naturae Suite) (1967) - Byt (The Flat) (1968) - Zaharada (The garden) (1968) - Tichý týden v domì (A Quiet Week in the House) (1969) - Kostnice (The Ossuary) (1970) - Leonardùv deník 72 (Leonardo's Diary) (1972) - Otranský zámek (Il castello di Otranto) (1973-79) - Zánik domu Usherù (The Fall of House Usher) (1980) - Moznosti dialogu (Dimensions of Dialogue) (1982) - Tma-svìtlo-tma (Darkness-Light-Darkness) (1989)
Extra: Il mondo dell’animazione parla di Jan Svankmajer (a cura di Gianluca Aicardi). Intervengono: - Barry Purves (Gran Bretagna) Uno dei massimi animatori di pupazzi della storia dell'animazione - Bill Plympton (USA) Il grande gagman surrealista americano, due volte candidato all'Oscar - Ilan Nguyen (Vietnam/Francia/Croazia/Giappone) Esperto cosmopolita di animazione internazionale, insegnante all'Università di Tokyo - Koji Yamamura (Giappone) Il più premiato dell'ultima generazione di autori indipendenti giapponesi, tendenze surrealiste - Giovanni Russo (Italia) Fondatore di eMotion, direttore del festival Lucca Animation - Rao Heidmets (Estonia) Quotato animatore di pupazzi estone - Bruno Solarik (Repubblica Ceca) Membro del movimento surrealista ceco - Stanislav Ulver (Repubblica Ceca) Direttore di "Film & Doba", la più antica e prestigiosa rivista di cinema di Praga

 

Da “Conversazione con Jan Svankmajer”
(estratta dal booklet di 17 pagine):

“La maggior parte dei miei film è stata prodotta dagli istituti statali poiché, fino al novembre del 1989, in Boemia, lo stato deteneva il monopolio, quindi era impossibile realizzare film autonomamente. Sembra incredibile che opere come queste siano state girante durante il sistema totalitario...”
“[...] io spero di riuscire a comunicare il fatto che gli oggetti dei miei film sono realmente 'trovati' e non creati. [...] Se dovessi tradurre alla lettera in immagini la sceneggiatura farei un lavoro da impiegato, mentre se le cose si mettono per iscritto solo cinque minuti prima di girare è possibile far confluire atmosfere e suggestioni colte sul momento.”
“Gli oggetti che mi piacciono e che utilizzo nei miei film sono quelli che hanno rivestito una funzione in un determinato contesto, assumendo precisi contenuti. Questi oggetti sono impregnati di esperienza. Lo stesso vale per le persone.” “Il dettaglio ha sempre un potere magico perché all'improvviso sullo schermo possiamo ingrandire qualcosa che è realtà, ma che nella vita quotidiana non percepiamo.”
“[...] nella mia opera la maggiore influenza l'hanno sicuramente esercitata i pittori anziché i registi [...] mi ritengo un pittore ancor prima che un cineasta, inoltre sono nettamente contrario a qualsiasi tipo di professionismo. Il cinema è solo uno dei tanti mezzi espressivi che utilizzo, credo che sia solo per pigrizia che ci si dedica a un singolo campo.”
“Al mercato dell'arte oggi non interessa più il surrealismo. Nutro un profondo disprezzo per il mercato, non ho mai cercato di vendere le mie opere e sono fiero di appartenere al gruppo surrealista anche negli anni '90. Il surrealismo rappresenta per me un modo di vita e mi interessa soprattutto come movimento di gruppo...
” [...] io cerco l'elemento fantastico nella realtà vera e propria. In questo modo lo spettatore riesce a mettere in dubbio il rapporto utilitaristico con le cose e a recuperare la relazione magica con le cose che avevano i nostri predecessori. La mia aspirazione è in pratica quella di fare “documentari surrealisti”. Penso che quanto più il nucleo del film è fantastico, tanto più bisogna essere concreti nel mostrare i particolari, altrimenti si perde l'effetto sovversivo del tutto".

 

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