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NeroSuBianco: Il cinema comico Usa
Scritto da Daniele 'Danno' Silipo   
Tuesday 22 May 2012

NeroSuBianco: un libro, una storia. Angelo Moscariello, autore del Dizionario del cinema comico americano, ripercorre assieme a noi il miglior cinema "da ridere" made in Usa.

 

Il Libro

Dizionario del cinema comico americano
Il lessico, i protagonisti, i film dal 1914 al 2011
di Angelo Moscariello (Un mondo a parte Edizioni)

"Il cinema comico americano attraverso i suoi protagonisti e i film che ne hanno determinato il successo in tutto il mondo. Da Max Linder ai Fratelli Marx, da Chaplin a Jerry Lewis, da Woody Allen a John Belushi... E tanti cult movie dal 1914 ai giorni nostri. Un volume ricco di gustose notizie e imperdibili aneddoti. Uno strumento dettagliato, preciso e divetente!"

 

 

 

Intervista all'autore

a cura di: Daniele 'Danno' Silipo

 

Nella premessa al libro si distingue tra il genere commedia e il genere comico. Andando all'essenziale, quali sono le differenze più significative tra i due generi?

Detto in sintesi, la commedia privilegia la storia e l’approfondimento psicologico dei personaggi pur non trascurando l’aspetto umoristico delle situazioni; il comico è strutturato in funzione delle possibili gag e della maschera fortemente tipizzata dell’attore protagonista che spesso è anche il regista del film.

 

La storia del genere comico inizia ovviamente, con il cinema muto e con personaggi del calibro di Charlie Chaplin e Buster Keaton (per citare i primi che mi vengono in mente). In questa “prima fase”, quali sono le opere più significative e perché?

Le comiche del cinema muto, soprattutto quelle di Chaplin e di Keaton ma anche molte di quelle con la coppia Laurel-Hardy, hanno inaugurato la vera comicità “cinematografica” esaltando il movimento all’interno dell’inquadratura e il gioco del “campo-fuoricampo”. Con esse nasce la matematica del cinema, tanto che Keaton parla di “meccanismi a orologeria” a proposito delle sue gag. È con la produzione di Mack Sennett che la comicità fa esplodere il linguaggio filmico e lo libera dall’impianto teatrale fino ad allora seguito sul modello del vaudeville e del circo. La gag intesa come “forma pura del cinema di poesia” (Pasolini) nasce e si perfeziona negli anni del cinema muto e ha i suoi geniali creatori, oltre che nei nomi citati, anche in personaggi eccentrici e ricchi di inventiva come ad esempio il bizzarro inventore di strani marchingegni Charley Bowers.

 

Negli anni a seguire com'è cambiato il genere?

Dopo l’avvento del sonoro il comico puro è stato sacrificato a favore della commedia, dove a portare avanti il film sono i dialoghi piuttosto che le trovate visive. Tuttavia in questa transizione alcuni hanno saputo potenziare la loro vena umoristica, come ad esempio i fratelli Marx e W.C Fields. Infine è alla tradizione anarchica delle comiche mute che si richiama il successivo “cinema demenziale” dagli anni Ottanta con le sue provocazioni surreal-dadaiste, mentre è alla classica screwball comedy che guarda l’attuale nuova commedia Usa con il suo gusto in bilico tra dissacrazione e restaurazione delle convenzioni sociali.

 

Veniamo alle parodie: quali sono le più importanti e perché?

Le parodie più riuscite sono quelle che osservano un rispetto filologico verso gli originali nel momento in cui ne rovesciano la logica narrativa. In questa operazione restano insuperabili tutte le parodie firmate da Mel Brooks (soprattutto Frankenstein junior e Alta tensione), le parodie sulla televisione di Landis (a cominciare da Donne amazzoni sulla luna) e infine la parodia del filone catastrofico del trio Zucker-Abrahams-Zucker L’aereo più pazzo del mondo (autentica Bibbia del cinema comico moderno, così come Hellzapoppin' lo era stata del cinema classico). A queste vanno aggiunte la serie Una pallottola spuntata (per ritmo, ricchezza di trovate e soprattutto per l’esilarante personaggio del tenente Drebin interpretato da un grande Leslie Nielsen), la serie parodistica firmata dalla coppia di registi Friedberg-Seltzer (in cui spicca lo spoof 3ciento - Chi l’ha duro… la vince, dove la volgarità diffusa è compensata da un intelligente gioco combinatorio dei linguaggi audiovisivi) e la trilogia Scary movie (in particolare il numero 3 firmato da David Zucker).

 

Il volume contiene un ampio dizionario dedicato ai “protagonisti” (registi e attori) del cinema comico a stelle e strisce. Volendo tracciare una rosa dei nomi essenziali, quali sono i registi e gli attori imprescindibili del cinema comico americano?

I più grandi registi: Charlie Chaplin, Buster Keaton (forse più di Chaplin), Jerry Lewis (attore e regista), Frank Tashlin (il regista dallo stile astratto e surreale tipo cartoonist che ha firmato i migliori film della coppia Jerry Lewis-Dean Martin), Blake Edwards (il regista della serie La pantera rosa ma anche del capolavoro comico Hollywood party), Mel Brooks, Woody Allen (attore e regista), John Landis, i fratelli Zucker insieme a Jim Abrahams e, tra i più giovani, i fratelli Farrelly (quelli dello scorretto Tutti pazzi per Mary) e Todd Phillips (il regista del frizzante Una notte da leoni). I più grandi attori: oltre a Chaplin e Keaton, Stan Laurel in coppia con Oliver Hardy, Roscoe “Fatty” Arbuckle, Harold Lloyd, i fratelli Marx, Peter Sellers (inglese ma attivo anche negli Usa, il mitico indiano provocatore di catastrofi in Hollywood party nonché il celeberrimo ispettore Clouseau nei vari capitoli della serie dedicata alla Pantera rosa), l’imbranato faccia-di-gomma Leslie Nielsen, lo snodabile Jim Carrey e il ciclotimico Ben Stiller. All’elenco vanno aggiunti i grandi caratteristi delle comiche mute come Ben Turpin e James Finlayson e alcuni volti della nuova commedia degli anni 2000 come Zach Galifianakis (il barbuto coprotagonista di Parto col folle) e il dirompente Black Jack (irresistibile nel ruolo del tossicomane in Tropic Thunder).

 

In cosa si differenzia il cinema comico americano dal cinema comico italiano?

Il cinema comico americano ha elaborato una grammatica cinematografica autonoma che ha saputo emanciparsi dalla sudditanza letteraria e teatrale della quale è ancora vittima il cinema comico italiano (unica eccezione storica i film del Totò cubo futurista di fine anni ’40 girati da un regista proveniente dall’avanguardia, Carlo Ludovico Bragaglia, o da Mario Mattoli, tipo Animali pazzi, Totò Tarzan e Totò al giro d’Italia) e anche i primi slapstik di Maurizio Nichetti. Il comico Usa si è nutrito della tradizione dell’umorismo ebraico coniugata con quella della cultura anglosassone e di altri paesi europei, lavorando la comicità in tutte le sue possibili declinazioni, alte e basse. Il comico italiano è rimasto legato ai modelli della Commedia dell’arte della quale ripropone all’infinito le maschere, quando non scade ai livelli di semplice caricatura o di barzelletta filmata. I comici americani lavorano molto sul linguaggio filmico, i nostri sembrano stare su un palcoscenico di teatro o di cabaret dove sfornano battute scontate e lepidezze deprimenti (e infatti sono inesportabili all’estero). Stanlio e Ollio e Clouseau sono icone planetarie, le maschere comiche nostrane sono tutte provinciali, per non dire vernacolari (come del resto quasi tutto il cinema italiano).

 

Per concludere, una battuta, un pensiero, un ricordo: cosa ha significato per te lavorare al libro Dizionario del cinema comico americano...

Ho scritto il libro anzitutto perché mancava sul nostro mercato un repertorio aggiornato del genere. Ma anche per il piacere di rivedere tanti capolavori della comicità americana, condividendo con il lettore le straordinarie gag in essi presenti. Ho cercato ogni volta di “far vedere” le invenzioni comiche invece di citarle soltanto, come accade in altri dizionari (per tutte, la gag dello specchio dei Marx ripresa da Linder). Il percorso filmografico dal 1914 al 2011 mi ha portato a riconfermare giudizi già acquisiti ma anche a riscoprire film dimenticati o sottovalutati come ad esempio Hellzapoppin' (con il suo folle versante metafilmico) e Ragazzo tuttofare (la prima regia di Jerry Lewis, ricca di trovate visive dalla comicità perfetta). Due titoli che crescono con il tempo, allo stesso modo in cui cresce la grandezza del più famoso The blues brothers (e di John Belushi, che è di un talento incommensurabile). Da un punto di vista personale scrivere questo Dizionario ha rappresentato un efficace antidoto alla depressione causatami dalla miseria del cinema comico italiano vecchio e soprattutto nuovo.

 

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