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Mestiere Cinema: Fabrizio "Cico" Diaz
Scritto da Jacopo Coccia   
Wednesday 16 February 2011

Dopo aver parlato del cult-movie Bambulè, abbiamo incontrato Fabrizio "Cico" Diaz, interprete del film (per la regia di Marco Modugno) e oggi produttore di opere come L'Uomo Fiammifero, con un passato "horror".

 

Fabrizio "Cico" Diaz. Coprotagonista nonché coautore del droga-movie di culto Bambulé, production manager nei migliori horror italiani anni ’80 e ’90 (Phenomena, Demoni, La Setta), produttore della rivelazione cinematografica L’uomo fiammifero di Marco Chiarini. Questo è Fabrizio (per gli amici “Cico”) Diaz, una personalità che ormai da anni ama e vive per il vero cinema.

 

 

 

Intervista a Fabrizio "Cico" Diaz

 

Prima di parlare di Bambulé, vorrei che ti presentassi ai nostri lettori: chi è Fabrizio Cico Diaz?
Un amante del cinema, della fotografia, della bellezza presente in quelle storie da raccontare davanti ad un fuoco, magari nel deserto...

 

Come è nata l’amicizia/collaborazione con Marco Modugno?
Semplicemente eravamo vicini di casa al mare, nella mitica località di Ansedonia! Con Marco e Dario (Silvagni) eravamo tra i fortunati che si facevano ben 4 mesi di vacanze, ma la semplice vacanza non ci appassionava più e volevamo, diciamo, “sognare ad occhi aperti”. Marco scrisse il soggetto di Bambulé nel 1977.

 

Ricordi come mai Marco scelse di trattare un tema delicato come quello delle droghe e del disagio giovanile capitolino?
Marco - vivendo nella dorata villa paterna sull’Appia Antica - era all’oscuro di certe realtà, ma si ritrovò inaspettatamente catapultato nel liceo “Virgilio” di via Giulia, dietro piazza Campo dé Fiori. Si limitò ad osservare con attenzione e scrisse quello che succedeva in quegli anni. Bambulé lo abbiamo girato come fosse un'opera neorealista. È stato girato nella zona tra Campo dé Fiori e Trastevere, pensa che mentre giravamo nel Vicolo del Bologna c’erano gli scontri con la polizia!

 

Immagino avrai in mente diversi aneddoti legati alla lavorazione o riguardanti le location utilizzate durante le riprese…
Abbiamo girato sei mesi, dal 19 dicembre 1977 al giugno 1978: prima, dopo e durante il sequestro Moro. Ci hanno anche arrestato diverse volte, giravamo con una Bealieu Super8 ma senza alcun permesso! Poi però ci rilasciavano subito, perché capivano che eravamo semplici cineasti. Ora che ci penso, la stessa Kodak ci aiutò nell'impresa occupandosi dello sviluppo del materiale girato...

 

Sei rimasto in contatto con Marco?
Marco e Dario sono i miei migliori amici, insieme a Michele Penelope (il direttore della fotografia) e Michele Soavi, che al tempo era aiuto di Marco. Con Marco abbiamo anche fatto nel 1995 un docufilm intitolato Via terra Roma-Katmandù (tuttora inedito – ndr), girato nell'arco di quattro mesi e ben 15mila km! Tutto però in totale economia: una troupe di quattro persone con tre moto. Le riprese erano di Fabrizio Lazzaretti...

 

 

Parliamo adesso delle tue successive esperienze come direttore di produzione…
Negli anni ’80 ho seguito numerose produzioni horror: Phenomena, Demoni, Demoni 2, Opera e Dario Argento’s World of Horror per il mercato giapponese, di cui ero anche produttore esecutivo. Poi ancora Michele Soavi con La Setta, Modì di Franco Brogi Taviani, Missione d’amore di Dino Risi (di cui seguii la parte brasiliana). Poi ho lavorato in pubblicità e infine sono entrato in società con Gil Rossellini, fino al 2004, per produzioni in ambito perlopiù documentaristico.

 

So che recentemente ti sei confrontato anche col ruolo di produttore esecutivo in una pellicola che, col tempo, ha conquistato ottimi consensi di pubblico e critica: L’uomo fiammifero, per la regia di Marco Chiarini.
Ci tengo a dire che L’uomo fiammifero l’ho prodotto io, con i miei soldi. Fui conquistato dal libricino di Marco Chiarini con disegni fantastici, probabilmente persino migliori della sceneggiatura finale. Ci abbiamo lavorato quattro anni, io ho seguito le riprese e Marco tutta la postproduzione. Questo perché non aveva molta esperienza nel settore (essendo lui un grande disegnatore) e necessitava quindi di un tempo enorme per montare il girato. Ma lo tranquillizzai dicendogli che, secondo me, anche Dario Argento il massimo lo dà nella postproduzione! Il progetto iniziò nell'Agosto 2005 e venne coinvolto anche Francesco Salvi (avrebbe dovuto interpretare la parte del padre - ndr) ma, due giorni prima dell'inizio delle riprese, è sparito senza dare spiegazioni. Mah… peggio per lui. Così per questo ruolo pensai a Francesco Pannofino, grande attore e doppiatore. Girammo prima tutte le scene con i bambini, visto che a fine Settembre dovevano tornare a scuola, poi ci concentrammo sulle parti riguardanti la figura del “padre”. Pensa, Francesco ci ha dato disponibilità solo per 2 giorni e mezzo: sabato, domenica e parte del lunedì, poi doveva tornare a Roma per impegni professionali. Abbiamo fatto un miracolo, grazie anche alla troupe: eravamo davvero una grande famiglia! Mangiavamo tutti insieme in questo grande casale immerso nella campagna teramana, con Francesco che ci faceva ridere con le voci dei personaggi che abitualmente doppia. Tutto accompagnato da ottimo vino rosso e bistecche. Che ricordi magnifici. Il cinema andrebbe fatto così, mangiando e divertendosi come una grande famiglia, Coppola docet!!

 

Progetti futuri?
Ci hanno proposto di fare un fiction di trenta puntate tratta da L’Uomo Fiammifero, con episodi da ventiquattro minuti ciascuno. Ci stiamo pensando. Il bello sta nel lavorare con gli amici, perciò speriamo che questa sia un’occasione per divertirsi nuovamente insieme!

 

Intervista a cura di Jacopo Coccia

 

 

» 2 Commenti
1"BELLAAAAAAAAAAAA"
il Thursday 17 February 2011 09:31by fabrizio
complimenti a tutti!!
2"me lo ricordo!"
il Tuesday 05 March 2013 15:35by cinzia andrei
vidi bambulè a una proiezione per la critica (gran vivacità, quindi). mi scompiscia, e anche se non ricordo nulla della trama, ho un grande affetto per questo film. quanto mi piacerebbe rivederlo
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