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Incontri d'attore: Barbara Magnolfi
Scritto da Edoardo Favaron   
Thursday 31 March 2011

Conversazione con Barbara Magnolfi, interprete di alcuni cult del nostro cinema di genere: Suspiria di Dario Argento, Morte sospetta di una minorenne di Sergio Martino e Inferno in diretta di Ruggero Deodato...

 

Nata in Francia e cresciuta a Roma, Barbara Magnolfi inizia la sua carriera d'attrice quasi per caso: un giorno, mentre stava pranzando con la madre in un noto ristorante di Roma, viene notata da Antonio Pietrangeli, che le offre il suo primo ruolo in quello che sarebbe stato l'ultimo film del regista, Come Quando Perché. Subito dopo intraprende la carriera di modella comparendo su Vogue in diverse pubblicità, continuando i suoi studi di danza e iniziando a frequentare l'Accademia di Arte Drammatica di Roma. Seguiranno altri ruoli in film di culto come: Suspiria di Dario Argento, Morte sospetta di una minorenne di Sergio Martino e Inferno in diretta di Ruggero Deodato.

 

 

Intervista a Barbara Magnolfi

 

Partiamo dagli inizi della tua carriera. È vero che hai avuto un piccolo ruolo in Di che segno sei? di Sergio Corbucci?
Si è vero, nell'episodio con Paolo Villaggio interpreto la ragazza nella doccia, che lui aiuta ad insaponarsi! Poco più che una comparsata, grazie alla quale diventai amica di Paolo Villaggio e di altri membri del cast. Quindi ne valse la pena. Mentre il mio primissimo film risale a quando avevo appena 12 anni: l’ultimo film di Pietrangeli, che fu poi terminato da Zurlini con il titolo Come Quando Perché.

 

Parlami della tua esperienza sul set di Morte sospetta di una minorenne, ottimo thriller di Sergio Martino...
Morte sospetta di una minorenne segnò il mio debutto ufficiale direi. Era una produzione importante. Mi ricordo che girammo a Milano ed ero molto nervosa ed eccitata al tempo stesso: i miei sogni stavano diventando realtà. Sergio Martino è un signore, mi fece sentire sempre a mio agio; un grande professionista!

 


Barbara Magnolfi in La Sorella di Ursula

 

Come sei stata scelta per la parte di Floriana?
Non ricordo molto bene i dettagli, ma sono quasi sicura che fu proprio Martino a richiedermi. Ero abbastanza in vista allora, ancora non molto dal punto di vista cinematografico ma come modella di servizi fotografici, giornali e riviste come Vogue.

 

Che ricordi hai del protagonista Claudio Cassinelli e del resto del cast (Mel Ferrer, Jenny Tamburi...)?
Claudio Cassinelli diventò uno dei miei migliori amici per molti anni a seguire. Lo adoravo, non solo perché era carismatico e un attore eccezionale di formazione teatrale ma anche perché riconobbe in me del talento, e mi incoraggiò a continuare sempre su questa strada, malgrado gli ostacoli e a volte i dubbi. Un grande amico! Mel Ferrer lo conobbi ma non girai scene con lui. Era un grande personaggio, senza dubbio, e una grande presenza. Con Jenny invece ci siamo divertite moltissimo. Nel film c'era anche un altro mio carissimo amico: Roberto Posse!

 

Il film è un riuscito mix di giallo, thriller erotico e poliziottesco; a rivederlo oggi non perde vigore nella messa in scena della suspense. Martino era puntiglioso nella preparazione delle riprese?
Il film non l'ho più rivisto, ma con grandissimo piacere ho rivisto Sergio Martino al Chiller Theatre, in New Jersey, dove eravamo entrambi ospiti dell'Italian Invasion II. Sergio è un vero professionista, puntiglioso e di grande intelligenza; inoltre è davvero un gentiluomo!

 

Con La madama ti confermi come una delle giovani interpreti più interessanti del cinema poliziesco del periodo e hai avuto modo di lavorare con Duccio Tessari, un altro grande maestro del nostro cinema popolare...
All'epoca in effetti cominciai ad essere una delle attrici più promettenti e fu importante specialmente per sfondare in campo internazionale. Lavorare con Duccio Tessari è stato un onore e poi ho conosciuto Christian de Sica e Carole André. Il mio ruolo era piccolo ma mi ha permesso di maturare esperienza.

 

 

Come sei stata scelta da Argento per il ruolo di Olga in Suspiria?
Avevo appena finito di girare un film ed ero partita con amici a Marbella, in Spagna. Mi ricordo che ero in piscina quando arrivò un cameriere con un messaggio urgente per me, che diceva di chiamare immediatamente il mio agente. Fu così che la sera stessa mi imbarcai sul primo volo per Roma e il giorno dopo incontrai Dario nel suo ufficio di produzione. Ricordo che mi mise al centro della stanza, quasi vuota, e cominciò a girarmi attorno osservando attentamente ogni mio movimento ed espressione. Poi, ad un tratto, capii dal suo modo di fare che in me aveva visto quello che cercava, e così diventai Olga in Suspiria.

 

Raccontaci la tua esperienza in questo film leggendario...
Magica e indimenticabile. Anche se non avevo la minima idea che il film sarebbe diventato un classico dell’horror, mi resi subito conto di esser sul set di un grande film. L'atmosfera era mistica, come se qualcosa di non terreno fosse effettivamente presente tra noi durante le riprese. Le location così austere e la presenza di star come Joan Bennet e Alida Valli, rendevano evidente che stavamo creando qualcosa di importante. Dario me lo ricordo molto intenso e perfezionista, come un pittore che dipinge una tela. Per me fu un'esperienza davvero magica.

 

Com'è Argento sul set?
Argento è un genio, un perfezionista; io lo vedo come un'artista intento a dipingere il suo capolavoro. Una persona adorabile, ma sul set non fa altro che seguire la sua visione artistica. Mi ricordo che a volte passavamo ore ad aspettare che tutti i dettagli fossero come lui voleva, prima di poter girare.

 


Barbara Magnolfi in Suspiria

 

Che ricordi hai di Gianni Martucci, regista di Milano difendersi o morire?
Un tesoro. Non solo Gianni ma anche tutta la troupe e il cast del film: a fine lavoro, ero veramente triste di aver terminato le riprese! Il film tra l'altro l'ho rivisto recentemente con i miei figli e altri giovanissimi... non me l'aspettavo ma è piaciuto! A distanza di anni rimane un filmetto che si può vedere con piacere, per divertirsi in compagnia!

 

Nel film hai lavorato con Al Cliver, Marc Porel e George Hilton. C'era rivalità tra questi attori durante le riprese?
Assolutamente no; come dicevo prima è stata proprio una bella esperienza. Anzi, Marc ed io eravamo molto amici di Al, e spesso ci vedevamo anche dopo le riprese.

 

La sorella di Ursula, di cui sei assoluta protagonista, è un thriller erotico che mostra chiare influenze dello slasher americano...
La sorella di Ursula è un film che poteva essere interessante come thriller psicologico ma che, per fare più soldi, è stato tramutato in una porcata. Il tutto a nostra insaputa e per questo rimpiango di averlo girato. È ironico il fatto che sono protagonista assoluta di un film che proprio non tengo neanche a menzionare...

 

Dov'era situato l'hotel che fa da cornice a numerose sequenze del film?
Ad Amalfi e si chiamava Hotel Saraceno. All'epoca lo stavano ristrutturando così potemmo girare li e anche alloggiarvi.

 

 

Parlaci di Inferno in diretta, un altro cult a cui hai preso parte. Hai avuto difficoltà ad affrontare il cinema esotico di avventura, un nuovo genere nella tua carriera?
Il ruolo in Inferno in diretta mi venne offerto direttamente da Ruggero Deodato quando tornai a Roma, dopo la tragica morte di Marc Porel. Avevo bisogno di rimettermi al lavoro dopo questa traumatica esperienza. Lui mi voleva per un ruolo più ampio ma il mio inglese allora non era abbastanza scorrevole e così finii per interpretare la parte di Rita. Devo dire che Ruggero è stato un grande amico e l'esperienza in questo film d’avventura girato in America è stata ottima! Mi sono innamorata di Miami e non volevo più ripartire.

 

Hai avuto modo di conoscere Michael Berryman, attore di culto e icona dell'horror indipendente americano, che nel film ha un ruolo da coprotagonista?
Sì l’ho conosciuto ma sopratutto ho incontrato Michael Mann e Lisa Blount, con cui ho girato delle scene.

 

Che differenze e affinità hai riscontrato tra Martino, Deodato e Argento, tre grandi autori con cui hai lavorato?
Tra le qualità che hanno in comune c'è senza dubbio la professionalità e l'amore per il cinema di genere. Tra le differenze maggiori posso dire che Sergio Martino è un nobile professionista, Ruggero Deodato un ribelle impaziente e Dario Argento il genio perfezionista! Hanno modi completamente diversi di dirigere e di parlare agli attori. Per esempio Deodato si scoccia facilmente e l'ho visto perdere più volte la pazienza sul set. Martino invece, anche se puntiglioso, era sempre molto gentile. Dario è molto meticoloso e ha una grande passione per il suo lavoro.

 

Il cinema di genere italiano ha avuto negli ultimi anni una riscoperta e sono migliaia i fan nel mondo che studiano e amano queste pellicole. Che effetto fa essere considerata un'attrice di culto?
Quello che sta succedendo è un onore per me, in fondo faccio parte di uno dei periodi più creativi del cinema italiano! Sono felice di averne fatto parte e di avervi contribuito come attrice!

 

Intervista a cura di Edoardo Favaron

 

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