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Intervista esclusiva a Herschell Gordon Lewis
Scritto da Edoardo Favaron   
Tuesday 30 August 2011

Botta e risposta con il leggendario regista Herschell Gordon Lewis, considerato il “papà” del gore. Tra i suoi cult-movie: Blood Feast, 2000 Maniaci, The Wizard of Gore.

 

Herschell Gordon Lewis (Pittsburgh, 15 giugno 1926), non è di certo il tipo che necessita di lunghe presentazioni: nel cinema exploitation è un vera e propria istituzione. Regista/produttore di film a bassissimo costo è passato dal genere sexploitation degli inizi all'horror più sanguinolento, tanto da meritarsi l'etichetta di progenitore del gore. È stato attivo come regista soprattutto negli anni '60 e '70; nel 2002 dopo un lungo periodo di assenza (in cui si è dedicato al giornalismo e alla pubblicità) è tornato dietro la macchina da presa per realizzare Blood Feast 2, il sequel di un film storico. Tra le sue opere più note: Blood Feast, 2000 Maniaci, The Wizard of Gore, Color Me Blood Red, A Taste of Blood, She-Devils on Wheels.

 

Intervista a Herschell Gordon Lewis

 

Perché hai scelto di diventare regista?
Mi sono avvicinato al cinema grazie a uno dei miei primi lavori: ero socio in un’agenzia che si occupava di spot pubblicitari e avevo a disposizione una macchina da presa, l’attrezzatura e la pellicola 35 mm. Avendo la strumentazione sufficiente, ho deciso di realizzare il mio primo film (The Prime Time, ndr), con un budget molto ridotto, in modo tale da limitare un eventuale insuccesso commerciale. Ho deciso di rischiare e mi è andata bene.

 


Herschell Gordon Lewis

 

Hai iniziato la tua carriera realizzando film destinati ai drive-in. Che ricordi hai di quel particolare periodo di rinascita del cinema di genere americano?
I drive-in erano il paradiso di ogni produttore e regista indipendente. Innanzitutto perché erano aperti a ogni tipo di film e di genere: ogni spettacolo comprendeva la proiezione di due film, molti dei quali erano girati con pochi soldi e in modo artigianale. È stata un’epoca unica, anche grazie al pubblico di giovani che affollavano quei luoghi permettendo lo sviluppo di molte società indipendenti.

 

Parlaci della genesi realizzativa dei tuoi primi film erotici destinati ai drive-in (Living Venus, The Adventures of Lucky Pierre e Daughter of the Sun). Erano film a basso budget dalla trama molto semplice e lineare, ma grazie all’ironia, alla comicità e all’erotismo erano perfetti per il pubblico dei drive-in…
Esatto! Abbiamo girato quei film in pochi giorni e hanno avuto un notevole successo. Anche la mia reputazione ne ha beneficiato, perché i produttori e i distributori hanno capito che ero in grado di girare film di successo in pochi giorni e con pochi soldi. I miei primi film infatti venivano venduti prima ancora di essere realizzati, grazie agli incassi assicurati dai drive-in e dalle sale di provincia.

 

Blood Feast è stato il tuo primo grande successo, inaugurando il nuovo genere gore…
Ho capito il potenziale di Blood Feast solo in sala di montaggio, quando le riprese erano già concluse. Riguardando il materiale girato mi sono reso conto di quanto fosse malsano ed estremo. Ormai non potevo più modificare e ho deciso di ultimarlo e di distribuirlo, rassicurato dai pochi dollari spesi per realizzarlo. Pensa che per risparmiare ho composto anche la colonna sonora, pur conoscendo pochissimo la musica! Anche se fosse stato un flop non avrei perso molti soldi… Invece è accaduto ciò che non avrei mai immaginato: dopo i primi giorni di proiezione il film ottenne un successo straordinario, stupefacente. Rivedendolo oggi, rimpiango di non aver speso più soldi per il cast e gli effetti speciali, ma sono orgoglioso di aver creato, con questo piccolo film indipendente, il genere gore!

 

2000 Maniaci è ormai considerato un capolavoro dell’horror ed è un film che colpisce ancora oggi per il riuscito mix di sangue e ironia…
2000 Maniaci è la diretta conseguenza del successo di Blood Feast. Moltissimi esercenti e distributori mi hanno richiesto un altro film gore e quindi ho realizzato un'opera simile ma dal budget molto più elevato. Sapevo che la pellicola sarebbe stata distribuita in moltissime sale e quindi ho corretto alcuni difetti del precedente film e ho curato maggiormente alcuni aspetti tecnici come il realismo degli effetti speciali. Sono molto soddisfatto del risultato finale: tra i miei film è quello che mi piace di più.

 

Perché hai scelto di ambientare il film nel sud degli Stati Uniti? L’atmosfera rurale ha un'importanza fondamentale in questa pellicola…
Molti personaggi di 2000 Maniaci sono discendenti dei soldati che hanno combattuto la Guerra Civile tra le fila dei Sudisti, quindi ho scelto di ambientare il film nelle zone rurali del sud. È stata una scelta legata all’idea stessa del film…

 

Hai visto il remake diretto da Tim Sullivan?
Solo in parte…

 

Che ricordi hai di She-Devils on Wheels?
Volevo realizzare un film con protagoniste delle donne forti e dominatrici, superiori agli uomini sia nella forza che nell’astuzia. Il pubblico lo ha amato molto ed è stato il mio maggiore incasso dopo Blood Feast.

 

The Wizard of Gore è un altro film diventato di culto…
Mi capitò di vedere in televisione uno show sulla magia e rimasi colpito dall’impatto spettacolare dei trucchi e delle illusioni messi in scena. Così pensai: “Cosa potrebbe succedere se un mago usasse per i suoi trucchi delle vere armi e dei veri strumenti di morte?”. Partendo da questa suggestione ho iniziato a scrivere la sceneggiatura, ed è nato The Wizard of Gore.

 

Nel 2002 sei tornato dietro la macchina da presa per dirigere Blood Feast 2. Che differenze realizzative hai riscontrato tra questo sequel e il primo episodio?
La sceneggiatura non era mia, il cast non lo avevo scelto io e la troupe non era composta dai miei abituali collaboratori. Non sono mai stato realmente coinvolto nella preparazione del film e anche durante le riprese sono stato limitato nelle scelte di regia. Il produttore ha semplicemente voluto sfruttare il mio nome. Ho svolto il mio lavoro con poca fantasia sapendo di non avere alcun controllo sul risultato finale, ma mi sono comunque divertito, grazie all’ottimo rapporto di collaborazione con gli attori e con i colleghi.

 

Puoi anticiparci qualcosa sul tuo nuovo film The Uh-Oh Show?
Stiamo iniziando le trattative con i distributori e sono molto fiero di questo nuovo film. L’ho girato interamente in digitale e, grazie alle nuove tecnologie, ho potuto sperimentare soluzioni visive che reputo molto interessanti. Nutro delle grandi aspettative per questo lavoro…

 

La maggior parte del pubblico associa il tuo nome ai film horror e splatter, ma molti non sanno che hai diretto molti film di generi totalmente differenti, come il melodramma Suburban Roulette e il film per bambini The Magic Land Of Mothere Goose...
Ho sempre voluto differenziare la mia produzione, dedicandomi a generi tra loro diversi. Per me ogni film è una sfida e un’avventura da vivere con impegno, e poco importa se si tratta di un fantasy per ragazzi o di un horror. Come ti ho già detto prima il mio film preferito rimane però 2000 Maniaci, anche se The Uh-Oh Show sta salendo in vetta alle mie preferenze!

 

A cura di Edoardo Favaron

 

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