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Siae atto II: com'è andata a finire
Scritto da D. Silipo, A.Sciamanna   
Friday 20 January 2012

Da settimana prossima Bizzarro Cinema riprenderà a postare video, non senza un po' d'amaro in bocca. Di seguito, tutto ciò che c'è da sapere sulla faccenda...

 

Breve riassunto:
1. La Siae si sveglia un bel giorno e decide di tassare i trailer.
2. Giustamente la rete s'incazza e iniziano le proteste dentro e fuori dal web.
3. Quindi la Siae, per nulla intimorita, mostra il suo pugno di ferro, ribadendo le sue scelte e rincarando la dose: “Per ora la SIAE non sta monitorando gli account personali dei social network, ma dice Ercolani (Stefania, responsabile SIAE per la multimedialità ndr) che anche quelli, come qualsiasi altro sito, sono soggetti al pagamento dei diritti d’autore e prima o poi verranno regolarizzati. Molti account di personaggi pubblici e pagine aziendali avrebbero già sottoscritto la licenza SIAE”. (Link: www.ilpost.it/2011/10/26/i-trailer-online-sono-illegali/). In pratica ce l'hanno con il mondo: se tassano i profili facebook anche il blog più piccolo è a rischio...
4. Giustamente la rete si straincazza, siti e blog come il nostro iniziano a oscurare i video e a non postarne più. Personaggi più o meno noti (in realtà molto pochi) si schierano in difesa della libera circolazione dei trailer e, in un batter d'occhio, la rete si riempie di inquietanti immagini come questa (cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_044536.jpg), postata da LegaNerd.com. “Si riempie”, in realtà è un eufemismo, perché poi c'è sempre chi sta in un angolo a non fare nulla “perché mo magari ci ripensano”, “perché poi che ce frega!”, “ perché magari si calmano le acque”, “perché meglio non fare troppo casino che sennò si accorgono che stiamo continuando a postare i video”. Ma, in linea di massima, l'incazzatura è diffusa. Tanto diffusa che la Siae ci ripensa.
5. Scaltra come una faina, poco dopo la Siae rettifica, specificando che in realtà ce l'hanno soltanto con i siti di carattere commerciale (rileggere punto 3). Che quindi è tuttappost! Non dobbiamo preoccuparci di nulla.
6. Bizzarro Cinema nel suo piccolo, come molti altri siti nel loro grande (tranne i soliti per cui è sempre stato tuttappost!-manonlodiciamofortechecisentono), ha continuato la protesta, perché se il giorno prima dicono “profili facebook personali” e il giorno dopo “siti di carattere commerciale”, è chiaro che la Siae è libera di rettificarsi addosso quanto vuole, e magari da “siti di carattere commerciale” si torna a “profili facebook personali”. Tanto chi controlla la Siae? Inoltre cosa diavolo si intende per “sito commerciale”? Quanto bisogna guadagnare per entrare nel mirino della Siae? E se con quei due spicci che “guadagni” da un'eventuale banner non ci paghi nemmeno il dominio sei “commerciale” lo stesso?
7. Fine, ecco dove eravamo rimasti.

 

In pratica sono quasi tre mesi che non postiamo un video e ci saremmo anche un po rotti le scatole di tutta sta storia. La siae continua a dire “commerciale” di qua e “commerciale” di là, straparlando senza tuttavia rettificare più nulla. Dal nostro punto di vista, non siamo un sito commerciale, perché dall'attività svolta su bizzarrocinema.it non ci guadagniamo nulla (anzi, in molti casi ci perdiamo).

 

Inoltre, siamo rimasti davvero in pochi a continuare la protesta, e inizia a non avere più molto senso la battaglia di un piccolo sito come il nostro. Specie se tutto intorno, in molti casi, è come se non fosse successo mai nulla.

 

Riprendiamo quindi a postare i video da settimana prossima. Stando bene attenti però, ai voltafaccia dell'incontrollata Siae.

» 3 Commenti
1Commento
il Monday 23 January 2012 13:52by Monsieurmostro
Massimo rispetto per la vostra decisione. Rimaniamo, purtroppo, un paese piccolo piccolo, anche se il resto del mondo dimostra proprio in questi giorni di non stare meglio.
2"out of control"
il Monday 23 January 2012 13:53by Nemesis
Questi sono pazzi oltre ogni limite. Urge adottamento in massa di licenze creative commons.
3"Jose"
il Thursday 12 April 2012 12:32by Jose
L'idiozia del rappresentante della siae e8 solo in parte iieimdnsronata dall'arretratezza della legge alla quale fa riferimento: una legge che risale addirittura al 1941. Quindi, prima di tutto, occorre cambiare le normative e adeguarle ai tempi correnti (se e8 vero che siamo nel terzo millennio).Ho suonato per due anni in un gruppo rock e ricordo che una delle cose pif9 odiose era compilare, ogni volta che si suonava, il famoso "borderf2", il modulo della siae attraverso la quale l'ente corrisponde i diritti ai titolari di copyright dei pezzi che eseguivamo.Fortunatamente la maggior parte dei pezzi che eseguivamo li scrivevo io (e mi guardo bene dal depositarli alla siae, piuttosto li regalo o li metto a disposizione gratuitamente di tutti), e quindi il disbrigo della formalite0 era piuttosto veloce, ma che tristezza!
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