| The Village Pet Store and Charcoal Grill |
| Scritto da Roberto Fontana | |
| giovedì 16 aprile 2009 | |
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In breve Hot dogs in cattività, bastoncini di pesce che nuotano, salami striscianti e altri improbabili esseri, figli della robotica e della meccanica. Li trovate nel museo-negozio di Banksy.
Partorito di recente dal grembo cerebrale di Banksy, artista inglese dall’estro sconfinato, The Village Pet Store and Charcoal Grill è uno zoo travestito da negozio di animali. Nessuno degli animali esposti è in vendita e, cosa ancor più interessante, nessuna delle creature esposte è un vero animale, anche se a prima vista è vivente e fatto di “carne”. Banksy, meglio noto come “uno dei più famosi e raffinati artisti di strada”, mette da parte gli abiti da writer e dopo anni di bizzarri stencil (tecnica esemplificativa per graffiti che fa uso di maschere con forme preimpostate), si evolve dal punto di vista tecnologico dedicandosi alla creazione di animatronics, ovvero dei robot che nascono con notevoli limitazioni, in quanto eseguono solo determinati movimenti. Una volta entrati nel negozio delle meraviglie di Banksy, ci si trova al cospetto di opere d’arte curate nei minimi particolari. Si tratta di una sorta di bazar alieno, dove è anche possibile acquistare strani gadget a tema alimentare. Tra le invenzioni più originali ci sono gli hot dogs, piccoli e adulti, che strisciano come vermi nelle loro gabbie, insieme ad alette di pollo fritto che si cibano come pulcini. Hot dog
Banksy sfrutta le tecnologie più avanzate per i suoi salami elettronici, ma il suo talento è all’opera soprattutto nei giochi d’illusione. Il leopardo
Il negozio di Banksy è comparso di punto in bianco in una strada di New York ed è stato rimosso dopo circa un mese (viene in mente Safarà, il negozio dell’occulto, che appare e scompare più volte nella serie a fumetti di Dylan Dog). Tutto, nel Village Pet Store, ha un sapore che trascende l’esotico e approda nei deliri fantascientifici. In passato Banksy aveva dimostrato di voler meravigliare la gente, a volte con trovate conturbanti. Lo aveva fatto a Disneyland, in California, esponendo un pupazzo incappucciato e ammanettato, riproduzione fedele di un prigioniero di Guantanamo. Ma già da tempo Banksy è attivo e prolifico, con i suoi murales ed i suoi stencil, che hanno il potere di trasformare la strada in un libro ricco di immagini e messaggi espliciti: topi giganti dipinti sulle facciate dei palazzi newyorchesi ammiccano ai passanti, mentre soggetti sovversivi compaiono sulle mura della Palestina, provocando e aprendo al tempo stesso una breccia di speranza. “Linguaggio libero e cattiva arte”: queste le parole usate dall'artista per definire il suo veicolo standard di comunicazione che, visti i precedenti, non ha in serbo nulla di scontato per il futuro. (Roberto Fontana) Panoramica
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Di cosa si tratta Animatronics




















