|
 Di cosa si tratta Fotografia/Design
In breve Grandi capolavori dell’arte e famosi frame cinematografici riproposti in versione Lego. Abbiamo intervistato il “responsabile” Marco Pece in arte "Udronotto".
Le sue creazioni stanno facendo il giro del web, eppure tutto nasce da un’idea semplicissima: riproporre i capolavori dell’arte sotto una luce completamente nuova e, se vogliamo, più immediata. L’artista torinese Marco Pece, anche noto sotto lo pseudonimo Udronotto, ha fuso insieme due passioni, quella adulta per la pittura e l’arte e quella infantile per i mattoncini Lego. L’ibrido così ottenuto è spiazzante, divertente e, in alcuni casi, grottesco: la Gioconda, per esempio, non ha mai sorriso in maniera così insolita…
Marco Pece "Udronotto" - Cenni Biografici:
Marco Pece aka Udronotto, vive a Torino (città natale). Ama l'arte nelle sue molteplici espressioni: dalle forme più antiche a quelle più moderne. Attraverso le sue composizioni, da qualche anno, è alla ricerca di un personale concetto d'arte moderna. Avvicinatosi al mondo dell’arte in via più continuativa sta percorrendo una nuova strada espressiva utilizzando un medium particolare: i mattoncini LEGO. Sempre alla ricerca di nuove soluzioni sia per quanto riguarda le tecniche che per quanto concerne i contenuti.
Mostre:
• “Sguardi sostenibili” mostra fotografica collettiva - immagini selezionate da Berengo Gardin (Bologna 7/02/2007) • “Luci e ombre” mostra di fotografia creativa digitale Dolceacqua (Imperia 3/11/2007) • “L’uomo e L’Ego”, mostra personale d’arte contemporanea, Spazio Qbo Architetti Associati (Torino 21/02/2008) • “Skull: return to sender”, mostra collettiva d’arte contemporanea, Wannabee Gallery (Milano 15/05/2008) • “Skull: return to sender”, mostra collettiva di arte contemporanea, Zaion Gallery (Biella 20/06/2008)
Web: www.flickr.com/photos/udronotto/
Intervista a Marco Pece "Udronotto"
(nelle foto: varie opere dell'artista)
Com'è nata l'idea di riprodurre quadri e scene di film attraverso i mattoncini Lego?
Da sempre ho affiancato ad una normale attività lavorativa la mia passione per la pittura e l’arte. Prima realizzavo dipinti dove la tridimensionalità era parte integrante dell’opera successivamente, dopo aver ritrovato per caso vecchie confezioni di mattoncini Lego, mi è scattata l’idea di utilizzarli nei miei lavori. In un certo senso, ho avvertito l’esigenza di appropriarmi del mondo dell’arte, rivisitandolo e trasformando la sua magnificenza e aulicità in semplicità e immediatezza di messaggio. Per esprimere questo ho pensato a qualcosa che fosse molto riconoscibile, come un gioco, in questo caso i mattoncini Lego®Bricks. Ho scelto per questo motivo di riprodurre opere di grandi artisti, scene di film famosi o celebri fotografie, tutte diventate nel tempo e nel loro ambito delle icone estremamente riconoscibili.
Immagino che realizzare questo tipo di lavori richieda molta precisione e attenzione. Qual è il procedimento e, soprattutto, quali sono le maggiori difficoltà?
La materia prima sono ovviamente i mattoncini Lego e i suoi personaggi (detti mini figures). Come strumenti utilizzo la macchina fotografica e vari accessori per creare mini set fotografici. Si parte dalla ricostruzione dei vari elementi dell’opera che si vuole riprodurre: architetture, oggetti vari, panorami e si procede poi, quando è necessario, alla creazione degli abiti dei personaggi, facendo sempre molta attenzione ai particolari. L’installazione così ottenuta è pronta per essere fotografata. Esiste anche una successiva calibrazione delle immagini ottenuta con l’aiuto del computer. Con l’atto del fotografare, l’installazione finisce di esistere e si riafferma come opera d’arte nell’immagine, unica testimonianza di tutto il processo creativo.
Quali caratteristiche deve avere un'opera per essere “legolizzata”? Segui il tuo gusto o hai un criterio di selezione ben definito?
Fondamentale nella scelta dell’opera da riprodurre è il mio gusto personale. Generalmente l’immagine deve avere al suo interno dei personaggi per poter sfruttare la simpatia degli omini Lego. Successivamente passo ad un’analisi di fattibilità, perché vi sono dei limiti oggettivi alle realizzazioni coi Lego; limiti che, tra l’altro, col passare del tempo sposto sempre un po’ più in alto. In ultimo, come già detto, privilegio opere che abbiano una riconoscibilità notevole.
Che tipo di riscontro hanno ottenuto i tuoi lavori in Italia e nel mondo?
Si può dire che il riscontro maggiore l’ho avuto sul web, solo nell’ultimo anno ho iniziato a fare alcune esposizioni dei miei lavori e a collaborare con gallerie d’arte. Grazie al web sono riuscito ad ottenere una platea molto vasta: ad oggi il mio sito fotografico ha raggiunto 104.000 contatti differenti e quasi 900.000 visite, svariati blogger sparsi nel mondo hanno inserito mie immagini nei loro post. Altro tipo di riconoscimento l’ho ottenuto dai giornali italiani e stranieri che mi hanno dedicato molti articoli (“Repubblica”, “La Stampa”, “The indipendent” “Daily Record”, “The Times”); il culmine è stato la pubblicazione di una mia immagine sul Time di Dicembre 2008: un mosaico Lego raffigurante il neo presidente americano Barack Obama. Paradossalmente sono forse più conosciuto all’estero che nel mio paese, infatti ho avuto pubblicazioni e collaborazioni varie in Cina, Russia, Brasile, Stati Uniti, Olanda e Germania.

Udronotto al cinema
BLUES BROTHERS

VACANZE ROMANE

IL LAUREATO

A cura di Alessandra Sciamanna
» 1 Commento
1Commento il martedì 07 aprile 2009 14:27
ottima intervista, corro subito a cercare le opere di questo artista geniale!
» Invia commento
|