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Tecniche di resurrezione - Intervista a Gianfranco Manfredi
Scritto da A. Sciamanna, D. Silipo   
Thursday 02 December 2010

Categoria Romanzo

In breve I primi sconvolgenti esperimenti di rianimazione dei cadaveri, in un romanzo storico da brivido ambientato nella Londra previttoriana. Scritto da Gianfranco Manfredi, il creatore del noto fumetto Magico Vento.

 

IL LIBRO

Tecniche di resurrezione.
Scritto da Gianfranco Manfredi
Edito da Gargoyle Books
Acquista on line

Pur riprendendo le vicissitudini dei tre personaggi che animavano il precedente Ho freddo (Gargoyle 2008, www.hofreddo.it) - gli scienziati geniali e libertini Aline e Valcour de Valmont e l'imponente e tormentato pastore battista Jan Vos - Tecniche di resurrezione è un romanzo del tutto autonomo, stavolta l'azione si sposta dal New England all'Europa dei primi dell'Ottocento: tra le nebbie della Londra Giorgiana e gli splendori della Corte di Napoleone, si svolgono i primi sconvolgenti esperimenti di rianimazione dei cadaveri mediante l'impiego di scosse elettriche sulla scia dei trattamenti galvanici avviati da Giovanni Aldini e della diffusione delle cure mesmeriche.

Trama: 1803. I gemelli Aline e Valcour de Valmont, ricercatrice scientifica lei e medico-chirurgo lui, sono tornati in Europa dopo una tragica esperienza americana che ha lasciato in entrambi ricordi angosciosi. A Londra, Valcour assiste a una dimostrazione galvanica dello studioso Giovanni Aldini, condotta sul cadavere di un impiccato. Nel corso dell'esperimento, Valcour rianima un uomo colpito da infarto. Il brillante successo riportato lo precipita però in un agghiacciante intrigo. Proprio mentre gli esperimenti di rianimazione stanno aprendo nuove prospettive alla medicina, un chirurgo folle conosciuto come Doctor Ending si rende responsabile di feroci delitti, trafugamenti di salme e clamorose provocazioni. Aline si trova, intanto, a Parigi, nella speranza di recuperare alcuni beni di famiglia sequestrati dopo la Rivoluzione, entrando in contatto con la Corte di Napoleone. In Francia, una generazione di novelli "medici dell'anima" si avvale delle prime esperienze ipnotiche per esplorare i segreti della psiche umana. Un caso in particolare, per quanto tenuto segreto, suscita inquietanti interrogativi. Salvy San Subra, un'ex guida di Napoleone durante la campagna d'Egitto, è vittima di un processo di degenerazione cellulare che lo sta progressivamente mummificando. Quando Valcour raggiunge sua sorella a Parigi, scopre che tra il caso di Doctor Ending e quello di San Subra, intercorrono sotterranei quanto inspiegabili legami. La vicenda assume presto i contorni di un incubo che rischia di inghiottire i due fratelli.

L'autore: Cantautore, sceneggiatore, attore, scrittore, Gianfranco Manfredi nasce a Senigallia nel 1948 ma si trasferisce a Milano all'età di otto anni. Studia Filosofia e si laurea con Mario Dal Pra. Agli inizi degli anni Settanta, si divide tra la ricerca universitaria sull'Illuminismo francese e l'attività di cantautore: escono gli album La crisi (1972), Ma non è una malattia (1976), e il saggio L'amore e gli amori in Jean-Jacques Rousseau (1978). A un passo dall'ottenimento della cattedra in Storia della Filosofia, Manfredi decide di dare spazio esclusivamente alla sua vena artistica. Come cantautore realizza gli album Biberon, 1978; Liquirizia, 1979 (colonna sonora dell'omonimo film di Salvatore Samperi); Gianfranco Manfredi, 1981; Dodici, 1985 (in coppia con Ricky Gianco); In Paradiso fa troppo caldo, 1993; Danni collaterali, 2003; firma, altresì, brani per interpreti del calibro di Mia Martini, Gianna Nannini, e Gino Paoli. Inoltre, comincia a lavorare per il cinema come sceneggiatore: Samperi (Liquirizia, 1979, e Fotografando Patrizia, 1981) e Steno (Quando la coppia scoppia, 1981) sono solo alcuni dei registi con cui collabora. Come attore recita in Un amore in prima classe, 1980, e Fotografando Patrizia; è protagonista del Tv movie Kamikaze di Corbucci (1986), ed è tra gli interpreti di Via Montenapoleone di Carlo Vanzina (1987). Nel contempo inizia a farsi conoscere come romanziere distinguendosi da subito per la sua raffinata propensione a ibridare i registri narrativi e a rimaneggiare in modo del tutto nuovo i tòpoi della letteratura di genere, ottenendo il plauso di personalità come Oreste Del Buono e Pier Vittorio Tondelli. È autore di: Magia Rossa (Feltrinelli 1983, Gargoyle 2006), Cromantica (1985), Ultimi vampiri (Feltrinelli 1987, Gargoyle 2009 in Extended Version), Trainspotter (1989), Il peggio deve venire (1992), Una fortuna d'annata (2000) e Il piccolo diavolo nero (2001), Ho freddo (Gargoyle 2008, www.hofreddo.it - finalista Premio letterario Francesco Alziator - Comune di Cagliari 2009), Tecniche di resurrezione (Gargoyle 2010). Manfredi è, inoltre, il creatore delle seguitissime serie Magico Vento (tradotta in diversi Paesi, attualmente al vaglio di opzioni cinematografiche americane) e di Volto Nascosto, editi dalla Sergio Bonelli. www.gianfrancomanfredi.com

 

INTERVISTA A GIANFRANCO MANFREDI

a cura di Daniele 'Danno' Silipo e Alessandra Sciamanna

 

 

Franz Anton Mesmer

Tecniche di resurrezione ha alla base un ampio studio storico sugli albori della medicina moderna e non solo. Quanto c’è di vero e quanto d’inventato?
Si tratta di un romanzo storico che avendo al centro, come protagonisti, due medici, non poteva non essere fondato su una documentazione il più possibile scrupolosa. Non ho inventato "dati" , proprio per evitare degli anacronismi. Del resto, poiché sono pressocchè digiuno di medicina ero al riparo dalla tentazione di applicare concezioni e scoperte contemporanee al racconto d'epoca: ho studiato i trattati medici e le cronache del tempo, cercando di comprenderne la terminologia e la portata. Tutto qui. Se facciamo pensare e parlare gli uomini del passato come dei contemporanei "in costume", compiamo una semplificazione "da telefilm" che non aiuta né a comprendere il passato, né a interpretarlo come radice del presente. Dunque di inventato c'è soltanto la dinamica avventurosa, per il resto il romanzo è stato condotto sulla base di quanto accadeva all'epoca, anche nella cronaca quotidiana. Quest'ultimo elemento non mi è stato difficile da reperire in quanto il romanzo si svolge a Londra e Parigi nel 1803. La documentazione a disposizione è immensa . Quel periodo, nelle due grandi capitali europee, è ricostruibile giorno per giorno. Il mio sforzo maggiore non è stato dunque quello di trovare documenti, ma di non farmene sommergere. Una trattazione saggistica è tutt'altra cosa. In un romanzo si devono porre al centro vicende esemplari che sintetizzino i passaggi cruciali e lo spirito di un'epoca.

 

Durante gli studi storici per Tecniche di resurrezione, quali sono state le cose più “bizzarre” che hai scoperto?
Ne spuntavano di continuo, il vero problema era tagliarle perché non dessero la stura a infinite digressioni che avrebbero appesantito la lettura o reso improbabili gli eventi. Al di là di quanto si pensa, spesso sono proprio gli eventi autentici che sembrano più incredibili, mentre quelli inventati, forse perché ci siamo abituati alla fiction, ci sembrano realistici. Per esempio avevo scoperto quale tecnica si usasse nei decenni precedenti per rianimare gli annegati. Pensavo nella mia ingenuità che si praticasse un massaggio cardiaco o la respirazione bocca a bocca, invece si metteva in atto una pratica davvero allucinante: l'annegato veniva spogliato e posto a pancia in giù su una botte, dopodichè lo si tirava per i piedi e per le mani, rollandolo sulla botte per favorire il rigetto dell'acqua. Il risultato era che la frizione li ustionava, per cui se si riprendevano, rischiavano poi di morire scorticati. Se avessi introdotto una situazione del genere nel romanzo, non ci avrebbe creduto nessuno: sarebbe sembrata una "trovata" da parte mia, per colorire di ulteriore horror un romanzo horror. Ma il romanzo non ne aveva bisogno essendo già sufficientemente horror nel suo sviluppo.

 

In genere, quando si parla di resurrezione dei morti, si finisce inevitabilmente a parlare di Mesmer e del mesmerismo. Ci sono stati altri medici (di rilievo) o altre tecniche (degne di nota) che hanno provato a ricreare la vita dopo la morte?
I due filoni che ho indagato sono stati quelli delle ricerche elettro-magnetiche di Giovanni Aldini di Bologna, da lui "dimostrate" a Londra, proprio nel 1803, e del movimento mesmerista in Francia e in particolare a Parigi. Il primo filone introduce l'uso delle macchine nelle cure mediche, aspetto comune ai mesmeristi, che però si qualificavano come "medici dell'anima" e possono per certi versi essere considerati come i progenitori della psicanalisi, visto che usavano anche tecniche ipnotiche e letture dei sogni, in particolare per la cura dei depressi o di patologie come la cosiddetta "isteria" sulla quale Sigmund Freud avrebbe più di un secolo dopo scritto i suoi primi saggi. Il tema dei confini incerti tra la vita e la morte, è cosa distinta. Era però da decenni il tema su cui si discuteva di più e si compivano studi e analisi che suscitavano un appassionato dibattito pubblico sui giornali, come del resto avviene oggi a proposito degli stati di coma e/o di sopravvivenza vegetativa.

 

In Ho freddo, primo romanzo con protagonisti Aline e Valcour de Valmont, si parlava di vampiri. Anche in questo caso il romanzo è frutto di un'attenta ricerca storica. Vuoi dirci qualcosa in merito?
Ho ripercorso l'affermarsi di nuove figure letterarie tra il romanzo gotico e quello pre-romantico. Cioè figure mitiche e fondanti dell'horror moderno, come il vampiro, la creatura di Frankenstein, la Mummia che torna in vita dopo millenni... e figure sociali, in particolare quella del medico che comincia in quel periodo a dilagare come figura protagonista dei romanzi: il dottor Jekill, Frankenstein stesso, il dottor Moreau e tantissimi altri che domineranno la letteratura popolare. Perchè il medico ci appare come "guaritore scientifico" cui affidarci con miracolistica fiducia, e insieme come potenziale carnefice, scienziato pazzo, utilizzatore dei pazienti come cavie e persino di se stessi come oggetto sperimentale? La risposta è nascosta nella ricca cronaca di quegli anni.

 

Hai già in mente altre storie con protagonisti Aline e Valcour de Valmont? Qualche anticipazione?
Sono attualmente impegnato in un romanzo che ha tutt'altro argomento al centro, altri protagonisti, altro scenario storico, ma è prematuro parlane ora. È mia intenzione in seguito tornare ad Aline e Valcour con una loro nuova avventura. Il progetto che vedrà la luce prima è però una miniserie a fumetti che sto scrivendo già da qualche mese per la Sergio Bonelli editore e che è ambientata in Cina nell'anno 1900, al tempo della Rivolta dei Boxer. Dovrebbe cominciare ad uscire nell'inverno dell'anno prossimo, distribuita su un arco di 18 episodi a cadenza mensile.

 

Booktrailer

 

 

 
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