| Speciale: William S. Burroughs |
| Scritto da BizzarroBazar | |
| giovedì 11 febbraio 2010 | |
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In breve Excursus nella vita e tra le opere principali dello scrittore William S. Burroughs (Il Pasto nudo), esploratore della coscienza e del perturbante, psiconauta per antonomasia, cultore di visioni macabre ed estreme.
William S. Burroughs
Esploratore della coscienza e del perturbante, psiconauta per antonomasia, cultore di visioni macabre ed estreme, nonché artefice di un umorismo al vetriolo, il vecchio zio Bill ha praticamente scardinato ogni classico assunto culturale. Angoscia del "controllo", distruzione dell’identità, algebra del bisogno, scarafaggi e disinfestatori, “scimmie” sulla schiena, millepiedi allucinogeni, morbide macchine del sogno, esseri mutanti dalle forme imprecise, tossicomani e omosessuali, il cut-up come metodo non-logico per sottrarsi alla dipendenza del pensiero. Questi, a grandi linee, i temi ossessivamente ripetuti da William S. Burroughs lungo tutta la sua carriera di romanziere e saggista, a partire da quando nel 1959 venne pubblicato Il Pasto Nudo (tutt’oggi considerato il suo capolavoro) e grossi intellettuali e letterati americani si mossero per difendere il romanzo dalle accuse di oscenità e immoralità. La sua vita stessa assomiglia ad un’opera d’arte. In tempi non sospetti (anni ‘40-’50) ha provato tutte le droghe esistenti, è stato eroinomane per sedici anni, ha ucciso sua moglie (sposata con l’unico scopo di darle cittadinanza americana) con un colpo di pistola mentre strafatti giocavano a inscenare la sfida di Guglielmo Tell. È stato omosessuale e tossicodipendente, ha elaborato la teoria secondo cui il linguaggio sarebbe un virus letale, ha cercato di sbriciolare i limiti del dicibile mediante diverse tecniche quali il cut-up, ha confuso il confine fra narrativa e pornografia, ha intrapreso avventurosi viaggi per provare droghe sconosciute come lo yage (la liana magica degli sciamani dell’Amazzonia), ha rivoluzionato ed esploso la forma del romanzo, ha creato dipinti sparando a dei barattoli di colore. Ha lottato per tutta la vita contro il concetto di “controllo”, cercando di liberare la letteratura e la mente dagli insidiosi vincoli del condizionamento. In breve, un autore irrinunciabile. (BizzarroBazar) Bibliografia essenziale
Primo romanzo autobiografico, è ancora scritto in uno stile narrativo “classico”, seppure già tipicamente lucido e beffardo. Burroughs era dipendente da morfina ed eroina già da tempo, e Junkie racconta le sue peripezie per procurarsi la droga attraverso ricette mediche false o al mercato nero. Gli effetti delle due sostanze sull'uomo vengono analizzate con l'occhio clinico e freddo dello scienziato, nonostante lo squallore dei sobborghi in cui si svolge la vicenda. Alla fine del libro vengono introdotte due tematiche che in seguito verranno sviluppate in tutta l'opera successiva: lo yage, droga sciamanica amazzonica, e la telepatia.
Scritto originariamente come un'appendice di Junkie, introduce il personaggio di Lee, alter ego dello scrittore, che parte alla ricerca della mitica droga allucinogena chiamata yage (o ayahuasca), ma che confuso e tormentato finisce per perdersi nella squallida storia di un amore omosessuale non corrisposto. In Queer compaiono per la prima volta le famose routine, monologhi allucinati che ritorneranno più volte nei romanzi di Burroughs e diverranno un riconoscibile stilema della sua narrazione inimitabile.
Pasto nudo è il romanzo che, fra scandali, processi per oscenità e agguerrite difese dei suoi amici della beat generation, porterà Burroughs alla ribalta internazionale. È difficile etichettare quest'opera scritta durante un periodo di intossicazione inverosimile (famosa la dichiarazione di Burroughs che all'epoca era capace di guardarsi la punta delle scarpe per giorni interi). Ogni forma narrativa, letteraria e di stampo cinematografico, vi è parodiata, citata, sminuzzata e rigurgitata con feroce umorismo e una satira disperata e crudele. Come in un circo degli orrori in cui il corpo e la mente si liquefanno, i personaggi che popolano la terra di mezzo chiamata Interzona sono drogati all'ultimo stadio, paranoici del controllo (perché controllati dalla sostanza). Questo è infatti il tema del libro: tutte le situazioni sadico-erotiche, tutte le creature mostruose che abitano i sobborghi, le droghe fittizie e fantastiche, le personalità eccentriche che si incontrano in Pasto nudo servono a smascherare il totalitario e inquietante potere del controllo. Prendete ad esempio il Mugwump: i tentacoli sulla sua schiena secernono una sostanza viscosa che rende dipendenti all'istante. Ogni Mugwump se ne va in giro con quattro o cinque uomini attaccati ai tentacoli, intenti a suggere il suo muco, alcuni di loro sono ormai diventati una massa gelatinosa e quasi trasparente. Oppure prendete il Dr. Benway: l'anestesia se la sniffa lui prima di operare e se, nella sporcizia della sala operatoria d'emergenza, non trova un bisturi adeguato, è capace di rimuovervi un tumore coi suoi stessi denti...
La Trilogia Nova comprende La macchina morbida, Il biglietto che è esploso e Nova Express. In questi tre libri Burroughs sivluppò la tecnica del cut-up: scriveva alcune pagine, le tagliava in minuscoli pezzetti, e poi le ricomponeva in ordine casuale. Come potete intuire, non è una facile lettura. Si tratta di una sperimentazione estrema, che nega il romanzo così come il ruolo dello scrittore. Poco importa che Burroughs lo facesse (come suggerivano alcuni maligni) per sfuggire alle maglie del controllo degli insettoni alieni che credeva stessero controllando la sua mente... l'impatto sull'arte occidentale fu comunque dirompente, influenzando la musica, il cinema e la pittura. Consigliata solo agli aficionados.
Forse la più bella triade di romanzi dell'intera bibliografia burroughsiana. Da decenni ormai completamente disintossicato, Burroughs opera qui la sintesi finale del suo discorso sul superamento della struttura-romanzo. Con equilibrio finalmente maturo, le parti allucinatorie si fondono con quelle più classiche, in un continuo gioco con il lettore, chiamato a “sopperire” ai non detti del testo, ma anche lasciato talvolta a perdersi nei meandri di un cut-up di fine capitolo. Finalmente “addomesticate” dalla sua penna, epoche storiche diverse, figure ancestrali, mitologie antichissime, virus sessuali, ragazzi selvaggi dalle letali cerbottane, città del futuro, impiccagioni libertine, si mischiano in un continuo gioco di specchi. Quello che ne esce è l'affresco impressionante dello sfacelo di un'umanità perduta, che non può che dirigersi in un'estasi dionisiaca verso l'ultima frontiera: lo spazio infinito dell'immaginazione.
Ricordiamo infine che il corpus di scritti che Burroughs ci ha lasciato è in realtà costituito da una galassia di frammenti, talvolta incorporati nei suoi romanzi, ma più spesso editi sotto svariate forme (in CD, opere teatrali, articoli, pamphlet sovversivi, interventi, fanzine, stampa alternativa, letture accademiche, ecc.). Addentrarsi nella sua opera è come entrare in un caleidoscopio o una dream machine, e neppure i suoi più autorevoli esegeti hanno potuto fare chiarezza definitiva sullo sterminato numero di piccole perle che sono ancora là fuori.
A cura di BizzarroBazar
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Categoria Scrittori
Inizialmente associato alla beat generation di Kerouac, Ginsberg & soci, Burroughs ha in seguito intrapreso una ricerca artistica che ha influenzato tutta la seconda metà del ‘900, e che continua ad ispirare le avanguardie moderne. È difficile illustrare quanto importante sia stato il suo peso nei diversi campi artistici: le sue tecniche e i suoi temi si ritrovano nella letteratura, nella musica, nell’arte figurativa, nella body art, nel cinema.
La scimmia sulla schiena (Junkie, 1953)
Queer (scritto nel 1951-53, ma pubblicato solo nel 1985)
Pasto Nudo (Naked Lunch, 1959)
La Trilogia Nova (The Nova Trilogy, 1961-64)
L'ultima trilogia: Cities of the Red Night (1981), Place Of Dead Roads (1983), The Western Lands (1987)





















