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Rockriminal - Intervista a Sergio Gilles Lacavalla
Scritto da D. Silipo, A. Sciamanna   
Thursday 05 May 2011

Categoria Saggistica

In breve Sesso, droga e ovviamente rock 'n' roll: tutti i crimini (e i criminali) del rock, raccolti da Sergio Gilles Lacavalla in un volume di 512 pagine che si lascia leggere come un romanzo. Ne abbiamo parlato con l'autore.

 

IL LIBRO

Rockriminal
Murder Ballads. Storie di rock balordo e maledetto.
Scritto da Sergio Gilles Lacavalla
Edito da Coniglio editore
Acquista on line

Questo libro è un grande saggio-dizionario sugli artisti estremi e maledetti della musica rock. Suicidi, omicidi, drogati, alcolizzati, violenti, psicotici, depressi cronici: ogni musicista che ha avuto a che fare con gli eccessi e i crimini dovuti a quella ricerca di un superamento dei limiti di cui il rock 'n' roll si nutre, ha la sua ampia scheda in questo libro. Un libro sul rock criminale, dunque, che racconta di morti, e di camminate sul filo della morte, che hanno costellato il destino di tante star: la morte per suicidio di Kurt Cobain dei Nirvana con una fucilata in testa; la tempia saltata in aria di Johnny Ace per roulette russa; il suicidio per impiccagione di Ian Curtis dei Joy Division; John Lennon ucciso da un fan; Bertrand Cantat dei Noir Desir che ammazza a botte la compagna, l’attrice Marie Trintignant; la fine alcolica di Serge Gainsbourg. Una parata di vite maledette, che costituisce la zona oscura della storia del rock.

L'autore: Sergio Gilles Lacavalla, giornalista, scrittore, drammaturgo. Critico di musica rock, ha pubblicato per svariate testate tra cui: «Il Corriere della Sera», «Max», «Vanity Fair», «Rockstar», «Ballando», «Il Manifesto», «Prove Aperte», «Virus Mutations», «Sphinx Magazine», «Musica Leggera», «Rockstar». Ha redatto 345 voci per Il Grande Dizionario Della Canzone Italiana edito da Rizzoli. Come sceneggiatore ha collaborato al film Under The Sky di Michele Salimbeni. Attualmente collabora con «Ritual» e «Classix».

 

INTERVISTA A SERGIO GILLES LACAVALLA

a cura di Daniele 'Danno' Silipo e Alessandra Sciamanna

 

 

Rock sembra far rima con Maledizione, come dimostra anche il tuo libro. Quale il motivo secondo te: è solo una mera questione di “vite portate al massimo” oppure per fare del buon rock è necessario un malessere di fondo che spesso sfocia in atti devastanti?
Penso che per fare arte in genere, o anche solo per comunicare qualcosa che abbia un senso, che rifletta/veda la realtà per quello che realmente è (terribile, dunque), sia necessario un malessere di fondo. Solo l’insoddisfazione, il disagio, la sofferenza, il “male di vivere”, ti permettono di esprimere il senso ultimo della vita, della tua vita. E il rock è una delle manifestazioni dell’essere e del vivere che più richiede malessere. Si abbevera al malessere. Ribellandosi alla fine ad esso. Per questo sfocia molte volte in atti devastanti. Siamo destinati a distruggerci, anche solo per il passare del tempo che ci consuma e ci corrompe, ci tarla e ci rovina inesorabilmente, e allora, tanto vale compiere noi quest’opera di distruzione. Compiendola nel modo più veloce e devastante possibile. Il rock 'n' roll nasce come ribellione a un mondo ingiusto: quel mondo, il rock 'n' roll vuole distruggerlo. Distruggendo con esso anche se stesso. Perché comunque, in questo mondo cattivo, ci viviamo, volendo o no, e dunque non possiamo far altro che annullarci, possibilmente nell’atto più plateale possibile. Applausi e urla finali. E poi comparire nelle pagine di un libro: personaggi dell’assurda tragedia umana. Siamo tutti maledetti. Siamo al mondo e quindi siamo maledetti. Chi fa rock, come chi fa letteratura, pittura, arte insomma, semplicemente si fa martire, nel senso di testimone, di questa maledizione, assumendola nella propria carne da espressione. Anche se a volte inconsapevolmente: semplicemente perdendo il controllo.

 

Quali sono i crimini rock più “bizzarri” in cui ti sei imbattuto?
Di certo quelli di GG Allin: un maestro della bizzarria. Lui che voleva morire saltando in aria insieme al suo disprezzato pubblico in un teatro imbottito di tritolo la notte di Halloween; e che invece è crepato d’overdose. GG Allin che non perdeva occasione per mostrare la laidicità della vita, attuò tanti di quei “crimini bizzarri” che non ci si crede. Veniva continuamente arrestato – una volta finì a lungo in carcere per sequestro di persona e violenze su una fan, che bruciacchiò anche legata a una sedia – e ogni suo concerto finiva dopo non più di venti minuti per l’intervento della polizia o in fuga dal pubblico che voleva linciarlo. GG Allin, il cui vero nome era Gesù, veniva da una famiglia di pazzi: poteva non essere un tipo un po’ bizzarro?

 

E i più inquietanti?
La strage di Cielo Drive e gli omicidi della Family di Charles Manson sono indubbiamente tra i crimini peggiori e più inquetanti che abbia conosciuto l’America. La fine del sogno dei figli dei fiori in una notte losangelina imbrattata del sangue delle sue vittime usato per scrivere su una porta quanto fosse tutto un farneticante incubo. E poi gli omicidi, e i suicidi, del black metal, Burzum, Dissection e compari di crimini del Nord Europa. Anche lì il male si manifestò in tutto il suo orrore e nella sua assurdità. Penso comunque che ogni crimine che ho narrato sia inquietante. Smuove il tuo apparente stato di quiete mostrandoti l’orrore delle nostre azioni traslate in quelle di altri. Ogni morte, che sia per omicidio, suicidio o overdose, è inquietante. In fondo il mio è un libro dell’inquietudine. Un libro sulla tragedia dell’esistenza, che assume i caratteri di un fosco noir dove tutti sono vittime e colpevoli.

 

Il trinomio “sesso, droga e rock 'n' roll” è sempre attuale, oppure oggi le cose sono diverse? Il rock sembra si stia pian piano istituzionalizzando e i suoi esponenti più recenti sembrano più delle popstar costruite a tavolino che dei reali ribelli “maledetti”...
Oggi il rock, quello vero, quindi ribelle, è confinato sempre più in piccole “scene” alternative. Si muove nell’ombra di notti oscure e ancora maledette. Il resto è solo, come avete giustamente notato, un fatto di “popstar” (neanche star, poi: le stelle brillano, questi invece) costruite a tavolino – un tavolino pure senza una zampa, traballante. Miseri individui deviati dalla televisione, dunque inglobati nelle istituzioni; funzionali ad esse. Senza un punto di vista, una visione della vita, niente, vuoti pupazzi col sorriso impresso sui loro volti anonimi da un anonimo funzionario televisivo che li rende banali testimonial di una società che ti vuole illudere che “tu ce la farai”. Fai come noi, canta le nostre canzoncine, guarda la trasmissione e compra i prodotti pubblicizzati, e il mondo si illuminerà di milioni di stelle. “Tu ce la farai”, basta che non ti guardi intorno, che non capisci. Altrimenti non puoi partecipare al gioco. E così sì che sei realmente fregato. Il compito di un artista, come dicevo prima, è quello di farsi testimone della realtà. Ma nel “rock” commerciale di oggi non c’è nessuna visione della realtà. Una vita “scellerata” può farti capire quanto sia duro vivere. Quanto siamo alla fine tutti fregati. E magari portarti alla ribellione. A non accettare più di essere fregato. Mentre le vite “per bene” di queste “popstar” non ti portano a niente: se non a credere alle menzogne di una società che ti vuole buono e a posto per controllarti e sfruttarti. Viviamo con pochi centesimi in tasca, senza nessun futuro, umiliati da questo sistema che ci ha reso solo asserviti consumatori incapaci di ogni reazione, e c’è chi ti dice “tu ce la puoi fare”. Bisogna tornare a essere maledetti, se non altro per non subire più così; per rendersi almeno conto di come stanno le cose. Salvarsi, be’ quello è un altro discorso.

 

Se dopo aver letto il tuo enorme saggio, qualcuno volesse comporre una piccola biblioteca del rock, quali libri e/o documenti consiglieresti?
Se parliamo di rock maledetto, innanzitutto i verbali della polizia, gli atti processuali e i referti del coroner – molto istruttivi. Poi ci sono delle biografie rock o libri come Please Kill Me di Legs McNeil e Gillian McCain molto belli. Importanti sono anche i testi delle canzoni raccolti in molti volumi. Ma, soprattutto, consigliere di leggere James Graham Ballard, Hubert Selby Jr., William S. Burroughs, Jean Genet, Louis Ferdinand Celine, Don DeLillo, Edward Bunker, Chuck Palahniuk, James Ellroy, William Shakespeare, Fëdor Michajloviˇc Dostoevskij, Sade, Nick Cave e i suoi bellissimi due romanzi, gli autori della Tragedia greca: nei libri di questi scrittori c’è lo spirito dei drammi, dei delitti e dei castighi dell’essere umano, che ha attraversato anche tanto rock. Questi autori sono alla base del mio libro, che definisco come il romanzo della tragedia non solo del rock ma degli uomini e delle donne in genere (perché non dimentichiamoci che stiamo parlando di uomini e di donne, prima ancora che di rockstar: a me interessa l’essere umano e le sue pene). Un libro esistenzialista su quanto sia difficile vivere e resistere al vuoto delle nostre esistenze. Su come, alla fine, siamo tutti vittime e assassini. Tutti colpevoli.

 

 

 
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