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La piccola cineteca degli orrori - intervista a Davide Pulici
Scritto da Alessandra Sciamanna   
giovedì 01 aprile 2010

Categoria Saggistica

In breve Manlio Gomarasca e Davide Pulici, i fondatori della storica rivista Nocturno, ci portano alla scoperta del cinema più insolito e ignoto con un volume che raccoglie una sfilata di "meravigliosi" orrori.

 

Scritto da Manlio Gomarasca, Davide Pulici
Edito da BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Pagine: 250 Prezzo: €24,50

 

DAL LIBRO:
Rane strateghe guidano la rivolta dei rettili contro l’umanità, dall’avamposto delle paludi della Louisiana nel gracidante e apocalittico Frogs, remake degli Uccelli di Hitchcock. Un mostrone-demonio che vive negli spazi siderali si insinua nei sogni erotici di un malcapitato astronauta assumendo le forme di Pamela Prati in Transformation, a metà strada tra Star Wars e L’esorcista. Uomini-carota, al servizio di aliene discinte nascoste nelle viscere della Terra, preparano una guerra dei mondi in Invasion of the Star Creatures, commedia fantascientifica americana del 1953. E in Pterodactyl Woman from Beverly Hills, del 1994, una compita casalinga californiana si trasforma di notte in uno pterodattilo.
Non sono che alcuni dei divertenti, orripilanti, eccentrici, geniali, caleidoscopici, psicotronici film inseriti in questa piccola cineteca che non sarebbe piaciuta ai fratelli Lumière ma che farà sicuramente la felicità di quanti vanno cercando le più bizzarre stranezze mai portate sullo schermo. Una collezione imperdibile di film che forse vi siete persi. Per vostra sfortuna.

 

Gli autori: Manlio Gomarasca e Davide Pulici (milanesi, classe 1972 e 1964) sono i fondatori di “Nocturno”, rivista di culto per tutti gli amanti del cinema bis italiano, e mondiale. Hanno pubblicato alcuni testi sul cinema, tra cui Io Emanuelle (1997) e 99 donne (1999). Collaborano con numerosi festival europei e hanno al loro attivo il documentario-intervista Joe D’Amato totally uncut (1999).

 

INTERVISTA A DAVIDE PULICI

a cura di Alessandra Sciamanna

 

Nella foto: Davide Pulici

Come avete selezionato il materiale presente nel volume La piccola cineteca degli orrori?
La selezione è stata fatta sulla base del materiale che, nel corso degli anni, io e Manlio Gomarasca abbiamo scritto per la rivista Nocturno. Il materiale era tantissimo e quindi abbiamo cercato di isolare le recensioni dei film più particolari e bizzarri, quei titoli che potevano adattarsi meglio alla nostra idea: creare una sfilata di orrori che però, fosse anche una sfilata di meraviglie. Non a caso, il sottotitolo del libro per esteso doveva essere: “Tutti i film che i fratelli Lumière non avrebbero mai voluto vedere ma che sarebbero piaciuti a Georges Méliès”, per far capire come tutto è relativo, specie il “bello” e il “brutto”. Insomma, abbiamo selezionato tutte quelle “stranezze” che però, in un certo qual modo, potessero risultare anche interessanti. Poi chiaramente ha influito molto anche il nostro gusto personale (che chi legge Nocturno dovrebbe conoscere bene), per esempio Manlio è molto legato, tra le altre cose, a certi sottogeneri dell’horror americano tipo lo slasher; io invece prediligo l’erotico morboso all’italiana. La nostra passione comune rimane comunque il cinema bis italiano e mondiale.

La struttura del volume...
L’idea era quella di creare un dizionario (infatti i film sono raccolti in ordine alfabetico) inframezzandolo però con una serie di box che illustrassero i filoni cinematografici più particolari e le curiosità connesse ai film trattati. In pratica abbiamo tentato di analizzare tutto il cinema bis mondiale, da oriente a occidente, mantenendo però una predominanza di titoli Italiani che, assieme a quelli americani, sono tra i più particolari. E poi c’è tanto materiale iconografico (locandine, foto di scena ecc...) che, almeno al cinquanta per cento, rappresenta la forza del libro.

I titoli di cui andate più fieri...
C’è l’imbarazzo della scelta. Sicuramente, quelli che incontrano di più il nostro “gusto”, sono alcuni titoli italiani, soprattutto perché spesso abbiamo conosciuto personalmente i registi instaurando un rapporto di amicizia. Per esempio, siamo affettivamente legati al cinema di Fernando Di Leo di cui abbiamo inserito Avere Vent’anni, chiaramente motivando la scelta nella scheda del film. Ma potrei citare Joe Damato, Alberto Cavallone o Enzo Castellari. Di quest’ultimo abbiamo inserito Sensività, una strano horror anni ’70 che in pochissimi conoscono.

I titoli più folli che ti vengono in mente tra quelli raccolti...
Abbiamo citato delle stranezze assolute, per esempio alcuni misteriosissimi film turchi che ci hanno attratto esclusivamente per le magnifiche locandine. Tra i film più folli è da citare assolutamente Il mostro dei cieli, fantascienza anni ‘50 in cui il produttore, per risparmiare, aveva fatto costruire la creatura del film (che doveva essere una sorta di uccello gigante fatto d’antimateria) in Messico e alla fine è uscita fuori una cosa molto simile al Joe Condor dei vecchi caroselli, una roba inguardabile! C’è anche La Bestia in Calore con Salvatore Baccaro nei panni di un mostro che si nutre con i peli pubici delle sue vittime. Ci sono tantissime visioni folli, te ne ho citate solo due, ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

D'obbligo spendere qualche parola su Nocturno che, come hai avuto modo di dire, sta alla base del libro. Negli ultimi tempi la rivista ha subito un restyling...
Da Settembre dello scorso anno abbiamo operato questo restyling, una specie di piccola rivoluzione atta a creare una rivista con caratteristiche nuove e con un nuovo approccio: senza dimenticarci di quello che è stato il nostro passato, abbiamo deciso di essere meno settari, ci siamo dati una struttura più moderna. Questo soprattutto nel tentativo di diffondere in modo universale la conoscenza del cinema che più ci piace e quindi fare nuovi proseliti alla causa del cinema bis. È chiaro che, se vuoi arrivare a un maggior numero di lettori, devi sacrificare qualcosa ma questo non vuol dire cambiare completamente lo spirito: tutta la seconda parte di Nocturno è ancora dedicata ai temi e al cinema che hanno fatto la storia della nostra rivista, il tutto trattato con il linguaggio e lo stile di sempre.

 

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