| La festa di Orfeo |
| Scritto da Luna Saracino | ||
| giovedě 01 settembre 2011 | ||
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In breve Dopo anni trascorsi a raccontare la storia del rock, Javier Marquez Sanches si cimenta in un romanzo horror insolito e fuori dagli schemi, ma proprio per questo assolutamente imperdibile. In libreria per Gargoyle Books.
Scritto da Javier Marquez Sanchez
Scozia, 1956. Scotland Yard, nella figura di Andrew Carmichael, sta indagando su una serie di spietati omicidi che terrorizzano letteralmente la popolazione britannica. Intanto, la nascente Hammer Film sta realizzando la nuova versione di Frankenstein interpretata da Peter Cushing. Quando si scoprirà che dietro tutti quei delitti si cela una pellicola del cinema muto dal titolo La fete di Monsieur Orphèe, le strade di Carmichael e Cushing si incrociano inspiegabilmente, tracciando un percorso che porterà dritto dritto alla soluzione finale. Offrite ad un giornalista musicale l'opportunità di scrivere un libro. Chiedetegli di cimentarsi in qualcosa di completamente diverso dalle sue abituali attitudini. Proponetegli, infine, di combinare alcune tra le sue più grandi passioni in un unico, grande romanzo... il risultato, credetemi, vi sorprenderà. Nato dalla penna eccelsa di Javier Marquez Sanchez, noto giornalista musicale spagnolo, nonché autore di saggi dedicati a mostri sacri del rock come Bruce Springsteen o Elvis Presley, La festa di Orfeo è il romanzo gotico che non può davvero mancare nella vostra libreria. Caratterizzato da un ritmo crudo, tagliente e da uno stile profondamente diretto (figlio, forse, dello stampo giornalistico dello scrittore) e volutamente privo di fronzoli, il romanzo edito da Gargoyle è il mix perfetto tra il romanzo horror, il thriller e il saggio. Sì, perché la dovizia di particolari (se così si può definire) è affidata quasi esclusivamente alla descrizione di quella che è stata la pioniera dell'horror cinematografico mondiale, la Hammer Film. Per il resto, La festa di Orfeo è un mirabolante viaggio a picco e nei meandri della oscura psiche umana, fatta di antri segreti e inesplorati e nei quali, talvolta, può essere davvero troppo pericoloso entrare. Sanchez si definisce “scrittore per vocazione e giornalista per necessità”. E che la letteratura sia effettivamente la sua principale velleità lo si deduce fin dalle prime righe del romanzo: “Se mia moglie è una creatura di Dio, come sostiene mia suocera, mia cognata deve essere l'opera maestra del Diavolo”. (Luna Saracino)
“Arthur, calmati, ti prego. Non pensavo che la cosa potesse sconvolgerti in questa maniera”.
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Categoria Narrativa




















