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Guida alle librerie indipendenti di Roma
Scritto da D. Silipo, A. Sciamanna   
Thursday 09 June 2011

Categoria Saggistica

In breve Le librerie indipendenti sono ormai una realtà consolidata. Roberta Barbi, Sara Regimenti ed Egilde Verì, le autrici della Guida, ci accompagnano alla scoperta di questo 'mondo' e dei bookstore più particolari di Roma.

 

IL LIBRO

Guida alle librerie indipendenti di Roma
Scritto da Roberta Barbi, Sara Regimenti, Egilde Verì
Edito da NdA Press
Acquista on line

Una guida scritta “a piedi” visitando, una per una, 105 librerie della Capitale: da quelle riconosciute dal Campidoglio “botteghe storiche”, a quelle più curiose specializzate in erotismo o culture orientali, da quelle invase da scatoloni polverosi a quelle in cui si può prendere un caffè o un calice di amabile rosé, come impone l’ultima tendenza in fatto di bookstyle. Realtà diverse unite da un’idea comune: essere indipendenti. Il volume è un viaggio nel grande mare della città, alla scoperta di librerie grandi e piccole, mondi sconosciuti che vivono, o a volte appena sopravvivono, solo grazie al passaparola di chi le ama e le consiglia agli amici. Spesso infatti si tratta di locali di pochi metri quadrati dove il libraio - un personaggio che di solito vi accoglie alzando gli occhi dalle pagine di un libro - è sempre pronto a consigliarvi e diventa in qualche caso un amico di esistenza. Nata a sei mani da tre giornaliste innamorate della lettura, la guida coglie i fermenti di una metropoli che cambia e si dà da fare per guadagnarsi il titolo di Capitale della cultura. E non è solo una guida alle librerie, ma un modo per turisti e appassionati di scoprire la città attraverso percorsi nuovi e sguardi inediti. Completano l’opera, una serie di introduzioni storiche ai quartieri e le mappe con la localizzazione delle librerie.

Le autrici:
Roberta Barbi. Giornalista professionista dal 2006. Tra web, agenzie di stampa e radio, si è occupata di giornalismo sociale, musica, enogastronomia e viaggi. Ma le sue passioni restano la cronaca locale, che le ha permesso di andare a zonzo in ogni più piccolo angolo di Roma.
Sara Regimenti. Giornalista professionista dal 2006. Si è occupata negli anni di cronaca bianca e cultura e ha collaborato per diversi uffici stampa, fra cui quello dell'Estate Romana. Scrive per una testata online che si occupa di libri e il suo hobby è collezionare incipit di racconti mai pubblicati.
Egilde Verì. Giornalista professionista, sceglie questo destino già prima di conoscere l'alfabeto. In dieci anni di lavoro le ha provate proprio tutte: radio, tv, web e stampa. Adora i romanzi, le scarpe rosse e i viaggi che la Farnesina sconsiglia.

 

INTERVISTA ALLE AUTRICI

a cura di Daniele 'Danno' Silipo e Alessandra Sciamanna

 

Nell’epoca in cui lettura e libri sembrano destare sempre meno interesse, le librerie specializzate e indipendenti proliferano. Nel mercato bibliografico la nicchia vince sui megastore generalisti?
È vero, le librerie indipendenti proliferano, ma sono anche tante quelle che chiudono solo dopo pochi mesi dall’apertura. Si tratta infatti, nella maggior parte dei casi, di un tipo di “scommessa imprenditoriale” dai costi altissimi per chi decide di portarla avanti e con un turn over altissimo. Non parliamo però di costi economici di avvio dell’attività, quanto di “costo umano”. I librai indipendenti, innamorati della lettura, nella maggior parte dei casi vanno infatti a sacrificare tutta la loro giornata senza “orario d’ufficio” alla loro attività, e in cambio ne ricavano uno stipendio mensile poco maggiore di quello di un operaio non qualificato, come ci hanno raccontato. Non è un caso che la maggior parte di loro sopravviva vendendo altro: non solo libri, ma anche prodotti enogastronomici (tante le librerie indipendenti che hanno deciso di aprire spazi caffetteria, all’interno). Tuttavia, se l’attività delle librerie di nicchia non vince (economicamente) sui megastore del libro, è pur vero che tante librerie indipendenti vanno avanti proprio grazie alla capacità di fidelizzare gruppi di lettori-clienti, magari specializzandosi su uno specifico argomento o genere letterario (la nautica piuttosto che il giallo, la moda o lo yoga). La parola d’ordine è in effetti fare il più possibile “nicchia”, ovvero far sì che gli aficionados tornino a trovarli. Questa fidelizzazione – indispensabile per la sopravvivenza di questo tipo di attività – è tutta merito della competenza e dell’esperienza professionale dei librai: le loro scelte, i loro consigli qualificati, il contatto personale con i clienti sono quanto di più lontano dal marketing massivo su cui sempre più fanno leva i grandi editori italiani per procacciarsi lettori.

 

Quali sono le caratteristiche tipiche di una “libreria indipendente” doc?
Innanzitutto, per essere “indipendente” la libreria non deve rientrare nella tipologia delle librerie di catena (i megastore del libro di proprietà di grandi editori italiani, per intenderci). Indipendenti sono quelle librerie che, a differenza di quelli che noi chiamiamo “supermarket della lettura”, non propongono solo grandi case editrici, né tantomeno in vetrina espongono i soliti best seller, quanto piuttosto preferiscono proporre titoli provenienti da piccole e medie case editrici. Se le librerie di catena sono infatti organizzate “in serie” secondo modelli replicabili in ciascuno dei punti vendita, non esiste una libreria indipendente che sia uguale a un’altra. Ognuna espone una personalissima selezione di titoli – secondo i gusti, la formazione, le opinioni del libraio stesso, è innegabile – fra cui è possibile trovare “chicche” invisibili nei punti vendita di catena, e che la rendono nemica dell’omologazione dei gusti letterari. È infatti proprio la presenza di un libraio qualificato, che cura tutta l’attività – dalla scelta dei cataloghi al cambio degli scontrini alla pulizia del locale, in molti casi – ad essere il cuore delle librerie indipendenti. Sono i librai che rendono ognuna di esse unica nel suo genere.

 

Quali sono le librerie indipendenti più bizzarre e particolari di Roma?
Ognuna, come dicevamo, è unica nel suo genere, e quindi per rispondere a questa domanda dovremmo elencarle proprio tutte! Fra le tante che potremmo citare però, ci piace segnalarne una specializzata sulla cooperazione internazionale ("360 gradi Sud", via A. Toscani 11/13), e il "Caffè letterario" in via Ostiense, dove ogni pezzo di arredamento - dalle sedie alle lampade - è di design e può essere acquistato. Fra le più bizzarre, ce n’è una - la polacca - incastonata in una grotta di sale ("Ksyergarnia polka", Circonvallazione nomentana 516) o quella dedicata al mondo della nautica ("Il Mare", via di Ripetta 239) che sembra la stiva di una nave, tutta in legno e con portolani e bussole alle pareti. Molto suggestiva. Segnaliamo anche "‘900 di carta" (via Acqui 9b), che supplisce all’assenza di una libreria dedicata alla poesia.

 

Addentriamoci nel vostro libro. Avete raccolto e analizzato oltre cento librerie: come avete organizzato il tutto e cosa contengono le varie schede?
Innanzitutto precisiamo che questa Guida nasce da un matrimonio felice della nostra idea originale (che portavamo in giro per case editrici da tre anni senza successo) e Massimo dell’NdA: noi volevamo scrivere una pubblicazione sulle librerie specializzate di Roma, lui inseriva questa Guida in un progetto più ampio, che NdA sta portando avanti, di mappatura delle librerie indipendenti a livello nazionale. I criteri di selezione delle 105 librerie sono stati, quindi, molteplici: un po’ il nostro gusto, non lo nascondiamo, un po’, come voleva l’editore, una cernita di tipo economico, cioè realtà che avessero almeno 20mila titoli in catalogo. A quest’ultimo criterio, poi, abbiamo fatto alcune deroghe dovute alla storicità, alla rappresentatività di un settore, di una comunità etnica o linguistica, e all’unicità geografica in un dato quartiere di alcune delle librerie inserite. Ognuna delle 105, ci teniamo a dirlo, è stata visitata di persona e ognuno degli altrettanti librai è stato incontrato vis-à-vis: questo, infatti, ci sembrava il modo migliore di lavorare, sia per rendere giustizia alle personalità e al lavoro dei librai, spesso una missione più che un mestiere, sia per comunicare l’atmosfera che si respira all’interno di queste librerie che, per i clienti, ma soprattutto per i librai, sono qualcosa di più di un luogo di lavoro, un piccolo mondo in cui loro stessi si mettono a nudo. Ognuna, poi, è presentata attraverso una recensione molto ‘raccontata’ (e crediamo anche molto divertente), con uno stile informale e personale. Infine, le recensioni sono precedute da schede in cui oltre ai dati per così dire ‘tecnici’ della libreria per una consultazione veloce (ad es. indirizzo, orari, mail, sito internet, ecc.), abbiamo inserito una voce contrassegnata con ‘Ipse dixit’, cui teniamo molto. Qui troverete condensato il ‘libraio-pensiero’, ossia un segreto, un sogno, un desiderio che ogni libraio ha voluto rivelarci, piuttosto che una chicca della sua storia lavorativa, un aneddoto curioso e così via: insomma, pillole di saggezza che riassumono le nostre chiacchierate con loro.

 

Esiste un turismo bibliografico?
Certo! Noi abbiamo l’ambizione e la speranza che questa Guida venga accolta anche in senso ‘turistico’, inteso come volontà di scoperta, oppure di riscoperta, di Roma, sia da parte del turista propriamente detto che da parte del romano doc. In pratica: non solo uno strumento utile per i divoratori di libri o i lettori appassionati di un determinato tema, ma anche per chi vuole vivere la città attraverso i libri che la raccontano e le librerie che la popolano. Anche per questo le librerie sono divise per rioni nel caso del centro storico e per quartieri nel caso delle zone più periferiche e sempre per questo sono introdotte da mappe e da una piccola presentazione del contesto nel quale sono inserite, che viene affrontato attraverso una prospettiva storica, ma anche culturale, sociale e… turistica, appunto. Per intenderci: se una libreria si apre a pochi metri da piazza Pasquino, ad esempio, non potevamo esimerci dal raccontare chi era questo illustre esempio della cosiddetta Congrega degli Arguti. Sempre per mantenere aperto un occhio su quanti ‘ci vedono da fuori’, infine, va sottolineato che particolare attenzione è stata riservata alle librerie che offrono libri in lingua.

 

 

 

 
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