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Cronache del fantastico - Intervista a Gianfranco De Turris
Scritto da Alessandra Sciamanna   
martedì 10 novembre 2009

Categoria Saggistica

In breve Direttamente dalla storica rivista L'Eternauta, una raccolta di saggi riguardanti il mondo del fantastico e della fantascienza. Ne abbiamo parlato con l'autore Gianfranco De Turris, guardando anche al panorama del fantastico in Italia e ripercorrendo in breve un pezzo di storia della nostra editoria periodica.

 

Scritto da Gianfranco De Turris
Edito da Coniglio editore (www.coniglioeditore.it)
Pagine: 368 Prezzo: €16.50

 

DAL LIBRO:
Dal 1982 L’Eternauta è stata il punto di riferimento per tutti gli appassionati di letteratura e fumetti fantasy, horror e science fiction, diffondendo nel nostro Paese tutto ciò che veniva prodotto in Italia e all'estero. Tra le sue firme storiche e più autorevoli è Gianfranco De Turris, giornalista, scrittore ed esperto di letteratura dell’Immaginario, che con i suoi articoli ha segnato le tendenze principali della scrittura fantascientifica. Cronache del fantastico ne raccoglie gli scritti apparsi tra 1988 e 1995: articoli sempre attuali, utili all’esplorazione di generi oggi sempre più popolari, fotografati nel momento di uscita dalla fase “ghetto”. Da Tolkien a Lovecraft, da King a Sclavi, dalla narrativa al cinema e al fumetto, una guida per orientarsi all’interno del labirinto del fantastico, con piccoli gioielli di critica dall’intatto valore informativo e culturale, a dimostrazione di quante battaglie condotte all’epoca siano state alla fine del tutto vinte.

 

INTERVISTA ALL'AUTORE GIANFRANCO DE TURRIS

a cura di Alessandra Sciamanna

 

Gianfranco De Turris (Roma, 1944). Per venticinque anni, giornalista e scrittore nella redazione cultura del Giornale Radio Rai. Ha scritto per giornali, enciclopedie, cataloghi di mostre; ha diretto riviste e collane editoriali; ha curato almeno quattrocento volumi di vario genere. Ha contribuito a far conoscere in Italia Lovecraft e Tolkien, la heroic fantasy, la storia alternativa e la protofantascienza italiana; ha pubblicato (anche in collaborazione con Sebastiano Fusco) sedici libri fra narrativa e saggistica dedicati al fantastico e alle polemiche culturali. Il suo ultimo libro è Il drago in bottiglia (Ibiskos, 2007). L’ultima opera curata è I figli di Hurin di J.R.R. Tolkien (Bompiani, 2007). Le ultime antologie approntate: Investigatori dell’ignoto (Alacràn, 2008) e Da Arkham alle stelle: tributo a H.P. Lovecraft (Bottero, 2008).

 

 

Descriva L’Eternauta a chi non l’ha mai conosciuta: cos’era, cos’ha rappresentato e cosa proponeva?
L'Eternauta era una rivista che si imperniava sull'omonimo personaggio fantascientifico argentino, era quindi specializzata in questo settore. Quando nel 1988 fu rilevata dalla Comic Art di Rinaldo Traini, questa sua specializzazione si accentuò, inizialmente per i fumetti e in seguito anche per gli articoli e la narrativa. Si trattava di mie proposte che Traini condivise: volevo portare sulle pagine de L'Eternauta l'esperienza positiva che avevo fatto su Linus e Alterlinus/Alteralter. Vale a dire effettuare una osmosi tra lettori di fumetti di fantascienza e quelli di narrativa, e viceversa: pubblicavamo quindi articoli sul fantastico e sulla fantascienza, e soprattutto racconti dei lettori ma anche di scrittori noti. Fino a che questo esperimento andò - cioè sino all'inizio degli anni Novanta, quando anche L'Eternauta venne coinvolto nella crisi delle riviste generaliste a fumetti - il mensile di Traini divenne, e poi restò per anni, un punto di riferimento per i lettori di fantascienza italiani, anche perché non esisteva nient’altro di simile. Non a caso, vinse più volte il Premio Italia per la migliore rivista di fantascienza tout court assegnato ogni anno all'Italcon.

Quali autori ha contribuito a scoprire l’Eternauta?
Ci sono state ottime "scoperte". Mi vengono in mente ad esempio Pier Giuseppe Cavalli e Giandomenico Antonioli, ma la cosa è rimasta lì. Nel senso che, pur avendoli pubblicati e fatti conoscere, data la situazione del mercato, non hanno avuto altre possibilità editoriali: chi pubblica in Italia racconti fantastici o di fantascienza a livello professionale (quindi non amatoriale, fanzines)? Stessa cosa è avvenuta anche per il Premio Tolkien: dei molti buoni scrittori emersi, quanti alla fine hanno potuto continuare?

Ci sono stati altri tentativi, in Italia, di realizzare riviste dedicate al fantastico (alcune delle quali portano anche la sua firma), ne vuole ricordare qualcuna?
Certamente, ma sono tutti tentativi che, presto o tardi (più presto che tardi!), sono falliti (mi riferisco al settore della narrativa, ovviamente). Infatti uno dei misteri, e dei drammi, della fantascienza nel nostro Paese è che i lettori non apprezzano granché le riviste, accettando quasi esclusivamente collane di romanzi da edicola. Forse perché - è una mia ipotesi - sin dall'esordio, nel 1952, la fantascienza si è presentata in Italia sotto le vesti di collana di romanzi, non lasciando spazio ad altro. Quindi occorre ricordare sicuramente Oltre il Cielo, la testata di più lunga vita, negli anni '60; poi Robot e Aliens negli anni '70; quindi Nova SF, che esce tuttora ma solo in abbonamento. L'ultimo tentativo (un solo numero!) fu nel 1999, Fictionaire.

Veniamo a Cronache del Fantastico: da dove nasce il desiderio di realizzare questo libro, e che metodo ha seguito per selezionare e raccogliere gli scritti?
Non c'è stata una "selezione" ma, come anche per alcuni dei miei precedenti libri, ho voluto riunire tutte le mie collaborazioni legate a l’Eternauta, come una specie di bilancio di una esperienza chiusa (e non ci sono riuscito: un paio di articoli sono sfuggiti alla ricerca!). Quel che ho invece fatto, dato che si trattava di scritti "d'occasione" come si suol dire, è stato dividerli in quatto gruppi generali che ne individuassero gli scopi: eventi, polemiche, personaggi, recensioni, almeno per dare un minimo filo conduttore. Ho poi inserito tutte le date per far capire il momento della pubblicazione, e aggiunto delle note sia di riferimento fra un articolo e l'altro, sia di aggiornamento al 2009. Non tutto altrimenti sarebbe stato comprensibile e non tutto quel che avevo scritto all'epoca si è poi realizzato, in positivo o in negativo...

Secondo lei, quali sono i più importanti maestri del fantastico italiano e perché?
La nostra storia letteraria non si occupa di "fantastico", anche se il "fantastico" è come un fiume carsico che la attraversa sotterraneamente almeno per quanto riguarda gli ultimi due secoli. L'unico "maestro" acclamato e accettato è Dino Buzzati, perché riconosciuto come grande scrittore dalla critica ufficiale e come tale presente in manuali e antologie (oggi, come molti altri del resto, è stato quasi dimenticato). Ma, se intendiamo "fantastico" in un senso più ampio, ci sono molti altri maestri “minori”. Uno di questi (ad alcuni sembrerà strano) per me è Guido Morselli, autore sfortunato e straordinario. Naturalmente Landolfi, ma siamo più sul surreale; una parte di Calvino, quella meno intellettualistica. E poi un certo Palazzeschi, un certo Bontempelli e molti futuristi decisamente fantascientifici. E poi... si sta scavando nelle nostre miniere letterarie dimenticate per portare alla luce molti piccoli capolavori caduti nell'oblio.

 

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