| Cavie |
| Scritto da Luna Saracino | |||
| mercoledě 06 luglio 2011 | |||
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In breve Chuck Palahniuk (Fight Club, Soffocare, Invisible Monster) rinchiude in un teatro di posa ventitré scrittori per dare vita ad un tragico e bizzarro reality che fa più paura di un film dell’orrore.
Scritto da Chuck Palahniuk Titolo or. Haunted
Chi conosce, apprezza e solitamente legge i romanzi di Chuck Palahniuk, alla domanda “Perché ti piace?” risponde generalmente con un sospiro ed un secco “Perché ogni volta è come un pugno dritto nello stomaco”. Ed effettivamente è questa la sensazione più diffusa, e non è soltanto una questione di stile. Palahniuk è l’anima inquieta che si cela dietro ognuno di noi, è il rumore di sottofondo che dovrebbe sostenere le nostre esistenze. Crudo, freddo, sintetico, sterile (solo all’apparenza), la sua narrativa è tuttavia ricca e densa di particolari, senza lo spiacevole inconveniente dei fastidiosi fronzoli da romanzo descrittivo e pomposo. Quando nel 2005 esce in libreria Cavie, la sua bizzarra raccolta di racconti, la prima edizione va letteralmente a ruba (il fenomeno Palahniuk aveva da poco preso piede, grazie a bestseller come Fight Club, ma anche a piccoli capolavori come Soffocare, Survivor e Invisible Monster. Il libro ruota attorno alla storia di ventitré aspiranti scrittori che, dopo aver letto sul giornale l'annuncio “Ritiro per scrittori: abbandona la tua vita per tre mesi”, decidono di intraprendere un’avventura all’apparenza innocua ma che, in realtà, trasformerà la loro vita sensibilmente. Ventitré stralci di vita, ognuno a suo modo grottesco, ognuno a suo modo drammatico, ognuno a suo modo incredibile. Ma c'è un'altra figura che caratterizza questo libo: un uomo crudele, vecchio e invalido, intenzionato a dare un risvolto diverso al finale della sua storia personale, sfruttando i poveri malcapitati, abusando delle loro vite e nutrendosi del loro dolore. Questo è molto altro succede in Cavie, romanzo narrato attraverso ventitré racconti, tutti assolutamente diversi eppure incredibilmente in sinergia, perché unico è il fil rouge che li accomuna: il successo, ad ogni costo. Critica mai velata alla società dei reality e della mercificazione dei corpi, Cavie è un romanzo sottile come una lama, colpisce al cuore e allo stomaco con la stessa intensità – e a tratti lo stesso dolore – di una pugnalata ben assestata. I suoi personaggi sono drammatici quanto detestabili e i loro drammi sono tanto surreali quanto incredibilmente vicini al nostro cuore, alle nostre sensazioni, al nostro vissuto. Ogni singolo istante di vita trascorso dai protagonisti dei racconti diventa per noi fonte di turbamento, emozione, disorientamento. Vicino ad autori come Ellis e Welsh, Palahniuk è così scarno ed essenziale da rendere perfino irritante ogni passaggio del suo romanzo, trasformando in cavia anche il suo lettore, che disarmato si abbandonerà completamente nelle mani del suo carnefice. (Luna Saracino)
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Categoria Narrativa





















