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Branchie
Scritto da Saverio O. DeSantis   
venerdì 06 febbraio 2009

Categoria Romanzi

In breve - Da Roma all’India in un folle viaggio tra ladri d’organi, complessi sotterranei e varie stramberie. Il brillante esordio di Niccolò Ammaniti, edito per la prima volta nel lontano 1994.

 

"BRANCHIE"
L'epopea rocambolesca di un eroe disponibile a tutto, sia pure controvoglia

Scritto da Niccolò Ammaniti
Edito da Einaudi (stilelibero), 1997
Pagine: 192 Prezzo: € 8.80

 

Marco Donati è un ragazzo che studia il comportamento dei pesci e costruisce acquari. Ha scoperto di essere malato di cancro e vive questa sua nuova condizione con una certa apatia. Nella Roma dei quartieri alti, si trascina da una festa all’altra finché, una lettera di lavoro, lo invita a trasferirsi in India per costruire l’acquario più grande di Delhi. L’India si rivelerà essere un mondo a parte, eccentrico, pericoloso e illogico.

Romanzo d’esordio di Niccolò Ammaniti, Branchie, è un racconto strampalato scisso in due parti ben distinte, non solo per questioni narrative ma anche per tono e contenuto. La prima, ambientata a Roma, è molto realistica e cupa, simile a certe cose dell’Ammaniti di oggi; la seconda, a Nuova Delhi, è invece eccessiva e colorata, folle e a tratti ‘disgustosa’. Forse è per questo effetto shock che, chi ha conosciuto l’Ammaniti maturo di romanzi come Io non ho paura e Ti prendo e ti porto via, potrebbe trovare questo suo primo lavoro insensato e a tratti irritante: il pubblico al quale si rivolge Branchie e quello al quale si rivolge la produzione successiva (lasciamo fuori Fango che merita un discorso a parte) non è esattamente lo stesso. Non a caso, mentre c’è chi considera questo esordio una macchia nella bibliografia ammanitiana, c’è anche chi ne rimpiange l’ironia delirante, la vivacità immaginifica senza fondo e gli impulsi surreali e grotteschi. Di culto e di sprezzo. Da evitare l’omonimo adattamento cinematografico. (Saverio O. DeSantis)

 

INCIPIT:
Le salamandre sono capaci di tornare nella loro tana con una precisione sorprendente. Se le prendi e le porti oltre una montagna, quelle se ne tornano a casa.
Io no. Io mi perdo. Soprattutto quando bevo.

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