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Andy Warhol era un coatto
Scritto da Daniele 'Danno' Silipo   
lunedì 18 agosto 2008

Categoria Saggistica

In breve - Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul trash e non avete mai osato chiedere. Il libro più noto e discusso di Tommaso Labranca, un classico contemporaneo.

 

"ANDY WARHOL ERA UN COATTO"
Vivere e capire il trash

Scritto da Tommaso Labraca Prefazione di Emanuele Bevilacqua
Edito da Castelvecchi editore, 2005
Pagine: 121 Prezzo: € 12.00

 

Trash, kitsch e camp: parole al vento dal significato sfuggente, pronunciate spesso a vanvera o, peggio ancora, utilizzate indistintamente. Tommaso Labranca, con il suo Andy Warhol era un coatto; vivere e capire il trash, tenta di fare il punto della situazione spiegando al mondo il significato profondo di questa terminologia apparentemente facile e di poco conto. Ricco di verve e molto divertente da leggere, il volume in questione, si approccia allo studio e all’analisi del trash in modo lucido e intelligente, valutandone tutte le sfumature a andando a fondo nelle varie questioni, nobilitando la materia trattata e sottraendola da quell’aura di ‘sciocchezza’ a cui viene troppo spesso relegata.

Ma, i veri meriti del libro di Labranca, sono altri. Il primo: non dà nulla per scontato e stimola il lettore a fare altrettanto. Il secondo (conseguenza diretta del primo): dimostra quanto sia inutile la suddivisione del mondo in cose belle e cose brutte. Il bello e il brutto, non hanno alcun senso, poiché non influenzano in alcun modo l’interesse che può annidarsi anche in opere e oggetti apparentemente discutibili. Insomma, al di là del sublime e dell’inverecondo, c’è l’interessante: l’unica cosa che nell’arte conta davvero.

Da leggere assolutamente, anche solo per poterne dissentire. (Daniele 'Danno' Silipo)

 

Sito dell'autore: www.tommasolabranca.eu
(sul sito dell'autore è possibile scaricare gratuitamente l'edizione del 1994 del libro)

 

INCIPIT:
Quando i casi della vita mi pongono di fronte a una cartuccia stereo 8 di Fausto Papetti, mi guardo intorno cercando negli altri uno sguardo di complicità. Ma il mio entusiasmo per l’importante rinvenimento di un reperto trash è puntualmente raffreddato poiché trovo sempre il nulla, la meraviglia, l’ignoranza e l’inesattezza. Spesso trovo anche una domanda: «Che cos’è il trash?».
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