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Mondo Catodico #1: The Gong Show
Scritto da Roberto Fontana   
Thursday 07 October 2010

Provenienza Usa

In breve Il più folle talent show della televisione americana, tra emuli di Elvis, vermi ballerini, comici misteriosi, ghiaccioli fallici e un presentatore davvero singolare.

 

Alcuni concorrenti in posa

The Unknown Comic e Chuck Barris

America, seconda metà degli anni ’70. La mezzanotte è scoccata da un po’ e qualcuno trascorre il tempo facendo zapping alla televisione. Sul canale NBC va in onda un talent show molto strano: un presentatore apparentemente brillo e con due lenticchie al posto degli occhi, introduce un ragazzo elogiandolo per una sua particolare dote che a breve sarà esibita sul palco. Il ragazzo entra in scena con disinvoltura attaccando a parlare di sé e, senza indugiare in convenevoli, continua a parlare di sé “ruttando”: inizia a rigurgitare singole parole per poi passare ad eruttare frasi di senso compiuto. Sul più bello, arriva il suono di un gong a interrompere la gag.

Questo, e molto altro ancora, era ciò che poteva capitare al The Gong Show, creato e condotto per quattro lunghi anni dall’eclettico Chuck Barris, già noto in America per programmi come The Dating Show (da noi diventato Il gioco delle coppie) e altre simili trasmissioni “spazzatura”. Per la durata complessiva di 25 minuti, sul palco del The Gong Show si alternavano artisti e sedicenti tali, tutti debuttanti e ognuno in corsa per aggiudicarsi gloria e visibilità, ma soprattutto un premio in denaro di 516 dollari circa. Al cospetto di una giuria composta da tre “guest star” (che cambiavano con l’avanzare delle puntate), i partecipanti dovevano convincere, divertire e stupire cercando di guadagnarsi il voto più alto in una scala da 1 a 10. Chi vinceva, prima di intascare il premio e rincasare, veniva festeggiato con una pioggia di coriandoli opportunamente generata da un nano vestito di tutto punto (tale Jerry Maren).

È ovvio che, di fronte a un programma del genere, si presentassero persone pronte a tutto pur di mandare il pubblico in visibilio. Qualcuno ci ha provato scimmiottando Elvis e finendo intrappolato in un balletto interminabile, qualcun altro - detto “Big Nose” - ha mostrato come molestare un flauto traverso per poi denudarsi e sfasciare tutti gli oggetti a portata di mano. Ma una menzione speciale la merita sicuramente l’inafferrabile trio dei “Worms” (veterani del The Gong Show): non facevano in tempo a portare a termine una canzone, che erano tutti spalmati sul pavimento a rantolare come invertebrati. Indubbiamente, una gabbia di matti garantisce meno movimento.

 

The Worms: il richiamo della natura

 

Non era raro l’ingresso in scena di personaggi ricorrenti quali “The Unknown Comic” e “Gene Gene the dancing machine”: il primo era dedito a elargire freddure col volto coperto da una busta di carta, il secondo - dotato di piede ballerino - era chiamato in causa ogni qual volta l’orchestra in studio accennava le note della famosa “Jumpin' at the Woodside”.

 

Gene Gene the dancing machine

 

Tra i tanti talenti esordienti, il palco del The Gong Show ha visto debuttare Paul “Pee Wee Herman” Reubens al fianco di Charlotte McGinnis in un duetto comico, oltre a regalare la furiosa e quanto mai bizzarra performance musicale dei “The Mystic Knights of the Oingo Boingo” (divenuti in seguito semplicemente Oingo Boingo).

 

L’invasione dei “The Mystic Knights of the Oingo Boingo”

 

La popolarità dello show era ormai alle stelle quando critica, puritani e censura, iniziarono a discutere le scelte di Barris, individuando in più di una performance un potenziale oltraggio al pudore pubblico. Le polemiche si esacerbarono quando lo show ospitò l’esibizione delle “Popsicle Twins”, due ragazze in maglietta e pantaloncino che simulavano una simpatica fellatio su due poveri ghiaccioli inermi e lunghi diversi centimetri. Due membri della giuria si indignarono di fronte a una simile speculazione, nonostante una terza giurata sentì il dovere di assegnare un bel 10 alle due ragazze, forse riconoscendo l’abilità mostrata nell’esecuzione.

 

La gustosa fellatio delle Popsicle Twins

 

Chuck Barris e il suo sguardo magnetico

Nel luglio del 1978, la NBC decise di mandare in onda l’ultima puntata dello show e sebbene voci di corridoio imputino la ragione della chiusura a Barris che rifiutò di “ripulire” la verve del programma, in realtà non esistono motivazioni ufficiali. Ad ogni modo, il The Gong Show aveva già fatto scuola e sulla scia del suo successo nacquero nuovi programmi tra cui l’americano Extreme Gong e l’indiano 'Sabse Badhkar Gong; ma anche l’italiano La Corrida (in onda dal 1986) deve molto alla “creatura” di Barris, sebbene con evidenti varianti.

È inevitabile ricondurre la fortuna del folle programma alle numerose qualità del suo conduttore che, tra le tante cose, ha anche trovato il tempo di regalare al suo pubblico una chiacchieratissima autobiografia; la stessa che, dopo aver fatto indignare la CIA, ha ispirato il primo film diretto da George Clooney: Confessioni di una mente pericolosa. Restate quindi sintonizzati su Bizzarro Cinema, molto presto vi introdurremo nel lato oscuro di Mr. Chuck Hirsch Barris.

 

Curiosità:

►Le radici artistiche del The Gong Show sono (probabilmente) da rintracciare in un programma radiofonico degli anni ’30, diretto da Edward Bowes, in cui simpatiche performance eseguite via telefono venivano anche qui congedate da un gong o da una campana.

►Nel 1980, lo stesso Barris diresse The Gong Show Movie, una rassegna di performance mai andate in onda, accostate a curiose intromissioni nella routine del presentatore.

 

A cura di Roberto Fontana

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