Home

Frigidaire - Intervista a Vincenzo Sparagna
Scritto da D. Silipo, A. Sciamanna   
Thursday 10 June 2010

Di cosa si tratta Rivista (Maivista)

In breve Il ritorno in edicola di Frigidaire, la più rivoluzionaria rivista d'arte del mondo. Ne abbiamo parlato con lo storico direttore Vincenzo Sparagna.

 

La copertina del nuovo Frigidaire

Correva l’anno 1980 quando un gruppo di impavidi ragazzi (Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza, Filippo Scòzzari e Stefano Tamburini), capitanati da Vincenzo Sparagna, diede vita a una delle più surreali riviste mai apparse nelle edicole del Bel Paese: Frigidaire. Stralunata, irriverente, ironica e spiazzante, la rivista maivista (come venne presto “sottotitolata”), tra un fumetto svalvolato e un articolo d’assalto, ha attentato i gusti imposti dal comune sentire, ha sbeffeggiato e denudato il potere, ha rifiutato stereotipi e scorciatoie facendo dell’invenzione continua e della più totale libertà espressiva la sua bandiera. Ma nulla dura per sempre e Frigidaire, dopo aver tentato di resistere cambiando più volte forma ma non sostanza, si spegne lentamente nei primi anni del 2000 (per una storia dettagliata della rivista si veda il libro Frigidaire. L'incredibile storia e le sorprendenti avventure della più rivoluzionaria rivista d'arte del mondo di Vincenzo Sparagna).

Dopo un anno in versione inserto di quattro pagine all’interno del quotidiano Liberazione, proprio in questi giorni, Frigidaire è tornata in edicola come “edizione popolare d’elite” formato tabloid (sul sito ufficiale tutte le indicazioni per abbonarsi). Una notizia bomba che non poteva lasciarci indifferenti. Per festeggiare l’evento abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lo storico direttore Vincenzo Sparagna.

 

Intervista a Vincenzo Sparagna

Partiamo dal “primo” Frigidaire: cos’era, cosa ha rappresentato, quali le idee più folli che vi sono venute in mente e quali gli elementi che la resero così rivoluzionaria...
Frigidaire è stata animata sin dal principio dall’ambizione di dar vita a un racconto totale, capace di fondere linguaggi diversi in un unico flusso di comunicazione. Questo ci ha permesso di usare la satira e la tragedia, il riso e il pianto, e ha favorito la trasgressione più radicale senza costringerci in un ghetto semplicemente trasgressivo. Le idee, le sequenze sorprendenti e spettacolari, le “trovate”, sono state moltissime in tutti i campi, dal fumetto alla politica, dal reportage al racconto, fino alla produzione di giornali “falsi, ma non bugiardi”. Potrei citare qui tre esempi famosissimi. Nel campo del fumetto abbiamo pubblicato fino a farlo diventare un fenomeno mondiale il personaggio di Ranxerox, un robot dal cuore tenero, ma dalle pratiche ferocissime. Un fumetto che la rivista Heavy Metal aveva rifiutato perché “troppo violento”. Dopo il suo trionfo in Italia e in Europa con Frigidaire, è arrivato trionfalmente anche negli Usa. In realtà la sua violenza (morti, sangue, droga e sesso) era una violenza sarcastica e nient’affatto gratuita, ma se non avessimo rotto lo schema “perbenista” del supereroe buono non sarebbe mai stata capita. Un altro esempio è il nostro falso di Stella Rossa, il giornale dell’Armata Rossa, distribuito alle truppe d’occupazione in Afghanistan con il titolo “Basta con la guerra, tutti a casa”. Un falso così verosimile nella sua totale inverosimiglianza che costrinse gli stessi giornali sovietici a smentire le notizie che conteneva (e che in questo modo divennero quasi vere). Oppure si può citare la nostra intervista a Cicciolina, “Io troia senza peccato”. L’intervista scandalizzò il prof. Norberto Bobbio che discettava nello stesso numero su argomenti “più seri”, ma finì per portare Cicciolina sui banchi di Montecitorio, a conferma che la nostra “provocazione” era una fotografia iperrealista del mondo politico dell’epoca. Infine sono innumerevoli i giornali inventati come filiazioni di Frigidaire (Vomito, Frìzzer, Tempi Supplementari, Il Nuovo Male, Il Lunedì della Repubblica, il Ramo Verde, L’Obiettore, La Piccola Unità ecc.). Tutti giornali insoliti, che rifiutando ogni norma prevedibile hanno finito per fare scuola presso tantissimi giovani, diventando modelli dell’invenzione sovversiva in sé.

 

Quali battaglie avete vinto e quali avete perso?
In 30 anni non si contano le battaglie vinte, ma neppure quelle perse. Per esempio abbiamo vinto la battaglia ideale e pratica contro il falso comunismo dell’est, ma ci ritroviamo un mondo capitalista feroce e un’Italia piduista. Oppure abbiamo vinto la battaglia per affermare il fumetto d’autore come una forma narrativa di pari dignità del romanzo o del cinema, ma dobbiamo anche subire l’invasione mondiale di un fumetto iperpop fatto apposta per non far pensare la gente.

 

Parliamo del nuovo Frigidaire...
Un giornale agile. Popolare d’élite, come diciamo noi. Ovvero molto divertente e vivace, ma anche durissimo con i prepotenti e il potere in generale. Un giornale allegramente sovversivo, perché la rivoluzione comincia quando si ride dei potenti, ma senza accontentarsi delle barzellette e soprattutto senza diventare mai i loro giullari…

 

Oggi, quali riviste e giornali legge Vincenzo Sparagna?
Leggo tanti giornali e riviste, ma non ho un giornale preferito. Tuttavia per rispondere alla domanda “in negativo”, credo che l’abisso dell’orrore sia Il Giornale di Vittorio Feltri: posso capire le debolezze di alcuni e la stupidità di molti, ma quello che proprio non sopporto è la doppiezza, l’inganno sistematico alla Goebbels.

 

Cos’è la Repubblica di Frigolandia?
La Repubblica di Frigolandia, prima repubblica marinara di montagna, è una mossa laterale per riorganizzarci e tornare a colpire e sbeffeggiare un mondo sbagliato. È un luogo reale, un gruppo di edifici circondati da un bosco di due ettari, ma anche una dimensione immaginaria. Lo abbiamo preso in concessione dal Comune di Giano dell’Umbria nel 2006 sulla base di un bando pubblico andato deserto varie volte. Al principio il Comune sembrava simpatizzare, poi si è fatto influenzare dalla destra locale e ci fa la guerra nei modi più sleali. Ma non ci fa alcuna paura, perché con noi ci sono centinaia, anzi migliaia di giovani di tutta Italia. Ne fanno parte infatti, come suoi cittadini immaginari, amiche e amici, collaboratrici e collaboratori e tutti quelli che cercano non un comodo rifugio, ma una base operativa di lotta nell’arte e nella comunicazione.

 

Un ricordo dei sui compagni di avventura...
Vorrei ricordare Stefano Tamburini, che ha fondato la rivista con me e che è morto di overdose nel 1986. Era un ragazzo della periferia romana, ma con una sensibilità e un’intelligenza straordinariamente acuta, capace di intuire e in un certo senso creare il futuro. Poi naturalmente il mio pensiero non può non andare ad Andrea Pazienza, con il quale c’è stata un’intesa artistica e umana irripetibile. La sua scomparsa nel 1988 (anche lui morì per una overdose di eroina) mi fece entrare in un lungo periodo di dolore e, di fatto, chiuse il primo ciclo di Frigidaire costringendomi a una rielaborazione completa del nostro progetto. Ma sono migliaia le persone che sono state e sono partecipi della nostra avventura. Tutte, per le ragioni più varie, meriterebbero un ricordo affettuoso, anche quelle che nel tempo si sono allontanate cedendo alle lusinghe di imprese più facili. Quello di Frigidaire è un viaggio lungo, idealmente senza fine, ed è naturale che ci sia chi abbandona per stanchezza, rifugiandosi nel “giàvisto” e “giàfatto”. La rivoluzione, anche stilistica, è un desiderio, un’aspirazione più dei giovani che dei vecchi.

 

A cura di Daniele 'Danno' Silipo e Alessandra Sciamanna

» Nessun commento
Non ci sono commenti fino ad ora.
» Invia commento
Email (non verrà pubblicata)
Nome
Titolo
Commento
 caratteri rimanenti
 
< Prec.   Pros. >

Recensioni

Rubriche

 

cineforum

 

 

Non cinema

 

 

Non cinema

 

TRADUTTORE

 

 

 

PARTNER

 

 

 

 

 

 

CI TROVI ANCHE SU