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Bizarra: teatronovela in dieci puntate
Scritto da Luciano Panella, Alessandra Sciamanna   
Thursday 03 February 2011

In breve Bizarra la prima e unica teatronovela al mondo. Un’opera teatrale in dieci puntate, ironica e stravagante, scritta dall'autore argentino Rafael Spregelburd e finalmente approdata in Italia.

 

Prima a Napoli con la produzione del Napoli Teatro Festival e del Teatro Bellini, e poi a Roma negli spazi dell'Angelo Mai: la teatronovela Bizarra (di nome e di fatto), è finalmente approdata nel Bel Paese grazie alla regista Manuela Cherubini.

L'opera nasce nel 2003 in Argentina, a Buenos Aires, dall’unione di un gruppo di artisti intorno alla figura di Rafael Spregelburd (uno dei più importanti drammaturghi contemporanei) e dalla forte necessità di reagire al clima terribile generato dalla crisi economica. Spregelburd ha chiamato a raccolta gli artisti che operavano a Buenos Aires per realizzare un’opera mastodontica, di straordinaria poesia, divertente e tragica (i temi affrontati sono proprio quelli della crisi che ha gettato nel baratro il paese), per scavalcare qualsiasi tipo di mediazione istituzionale ed economica e far sentire la propria voce e presenza al pubblico in un momento tanto grave da mettere in discussione le basi stesse dello stato democratico.

Bizarra racconta una storia tragicomica, assurda, spiazzante, a volte dolente, impossibile da riassumere in poche righe. La storie di due gemelle separate alla nascita per una strana questione legata ad antiche profezie ed eclissi solari. Una delle due, Velita, è una bambina povera; l'altra, Candela, è invece molto ricca ma anche tanto triste.

Venti ore, dieci puntate della durata di due ore ciascuna, un centinaio di artisti coinvolti fra attori, musicisti, danzatori, scenotecnica, costumi, trucco, organizzazione e promozione: un vero e proprio atto di resistenza spietata! All’Angelo Mai di Roma, da Ottobre a Dicembre 2010, sono andati in scena i dieci spettacoli, più quattro repliche a puntata, per un totale di quaranta repliche. Più un riassunto finale: a Gennaio 2011 sono state riproposte tutte e dieci puntate, in una maratona di dieci giorni, dedicata "agli sciagurati che ne avessero persa qualcuna". Bizzarro Cinema, ovviamente, era proprio tra quegli sciagurati...

Di seguito, l'intervista rilasciataci da Manuela Cherubini - regista di Bizarra nonché traduttrice "ufficiale" di Spregelburd - e Giorgina Pilozzi (una delle colonne portanti dell'Angelo Mai) che assieme e Manuela ha curato la regia e la direzione artistica.

WEB: www.bizarra.it

 

Intervista a Manuela Cherubini e Giorgina Pilozzi

Cos'è Bizarra e da dove la scelta di proporre anche in Italia uno spettacolo così particolare e inedito?
Bizarra è una teatronovela, la prima e unica al mondo. Un'opera teatrale in dieci puntate, ispirata nel formato e nella struttura narrativa alle telenovelas, che a loro volta sono basate sul romanzo d'appendice, melodrammatico e gotico. Bizarra è un'opera teatrale e letteraria di eccezionale spessore, che coniuga una scrittura scenica mobilissima, stratificata, che si esprime in diversi registri. Un classico contemporaneo, paragonabile a mio avviso soltanto alle opere di Shakespeare, di Pinter, dei Monty Python e di David Lynch, tutti messi insieme. Nella versione dell'opera andata in scena a Napoli con la produzione del Napoli Teatro Festival e del Teatro Bellini, è stato realizzato un adattamento del testo in dialetto napoletano. Per quell'occasione hanno subito modifiche anche la sequenza delle scene e il formato da 10 a 20 puntate, con l'aggiunta di riassunti delle puntate precedenti, diversi nella forma per ogni puntata, dal momento che ciascuna delle 20 puntate è andata in scena una sola volta, nell'ambito di un festival. La versione andata in scena a Roma ha rispettato fedelmente l'originale sequenza delle scene, in dieci puntate, senza riassunti delle puntate precedenti - proprio del format originale che prevede la sfida di fidelizzazione allo spettatore. A Roma siamo andati in scena con quattro repliche di ciascuna puntata nell'arco di tre mesi e con una maratona finale di dieci giorni in cui abbiamo riproposto i dieci spettacoli, uno a sera: proprio come era accaduto a Buenos Aires nel 2003. Abbiamo rispettato fedelmente il testo dell'opera, lasciando l'ambientazione Argentina e tutti i riferimenti politici, economici e culturali contenuti nell'opera, fatta eccezione per piccoli dettagli che abbiamo scelto di modificare per rendere immediata la comprensione di metafore fulminanti (un esempio per tutti: puntata 8, processo. La giudice sostiene che non la spaventa nulla, dal momento che ha presieduto il processo ai generali responsabili di torture e sparizioni durante il periodo della dittatura militare. Abbiamo sostituito con il processo Andreotti). Ci è sembrato interessante lasciare al pubblico il compito di completare la distanza fra la realtà argentina e la nostra, dal momento che spesso la coincidenza era imbarazzante e lasciava poco spazio all'incomprensione. Le leggi economiche varate in Argentina durante la crisi economica del 2001, illustrate letteralmente in Bizarra, sembrano le scene più surreali dell'opera, quelle meno credibili, eppure rispecchiano fedelmente una sperimentazione liberistica esasperata, che ha gettato una delle più importanti democrazie occidentali nel baratro e nella disgregazione sociale. In Europa probabilmente non riusciremmo a osare tanto, ma segni e semi di ciò che è accaduto lì sono leggibili chiaramente nel tempo e nel paese che ci troviamo a vivere. Per quanto riguarda il resto, si parla di relazioni umane e la cultura argentina ci è molto prossima. Una volta ho letto una definizione del popolo argentino: gente che vive in America, parla spagnolo, si sente inglese, ma in realtà è italiana.

 

 

I protagonisti della teatro-novela si dividono in ricchi, poveri e inclassificabili, sono tutti tipi molto strani che sembrano richiamare in modo grottesco i vizi e le virtù della nostra società...
Non credo che i personaggi di Bizarra siano grotteschi, né particolarmente strani. Anzi, li consideriamo iper reali. Sono esseri umani e Spregelburd è un maestro nel crearli e renderli comici, tragici, insopportabili, amabili, in un termine direi ridicoli, come siamo tutti.

 

Si è detto di Bizarra: un’opera impossibile da produrre, da mettere in scena, da proporre. Eppure ce l’avete fatta. Tante le realtà coinvolte nel progetto, enormi gli sforzi produttivi…
Bizarra a Roma è la più grande produzione indipendente mai realizzata nel nostro paese. Siamo riusciti a mettere in piedi un'opera che è stata in scena per 50 giorni, di fronte a circa 7000 spettatori, con quaranta attori in scena, una squadra registica, organizzativa e produttiva di 20 persone, in uno spazio di produzione di cultura indipendente come l'Angelo Mai. I produttori dell'opera sono stati: Angelo Mai, PsicopompoTeatro, Fattore K, Semintesta, Rialto Santambrogio, produzionepovera, coordinamento degli attori di Bizarra. Ciascuna delle realtà coinvolte ha messo nella produzione risorse diverse, che hanno reso possibile la realizzazione del progetto Bizarra con una perdita minima. Abbiamo investito tutto ciò che avevamo in risorse umane, nella valorizzazione del lavoro delle persone: nessun elemento scenico, tecnico o costume è costato di più del lavoro delle persone. Questo è stato il principio produttivo di Bizarra, che ha fatto sì che nessuna delle risorse impiegate fosse sprecata o gestita con leggerezza. Nessun teatro stabile, con a disposizione finanziamenti pubblici, si sarebbe mai sognato di affrontare un progetto simile, né di seguire un'etica della produzione come quella che ci siamo prefissi. Siamo convinti del fatto che il modo in cui viene realizzata un'opera d'arte sia altrettanto importante dell'opera stessa. Si tratta di contenuti e non di strumenti di realizzazione.

 

 

Bizarra è uno spettacolo particolare non solo per la sua natura, ma anche per una serie di fattori “collaterali”. Per esempio la produzione di gadget insoliti (come l’album di figurine), o la scelta di mettere “all’asta” alcuni personaggi quando l’incasso non raggiunge il minimo sindacale per tutti gli attori…
Bizarra è un oggetto insolito e come tale si esprime attraverso diverse modalità comunicative, tutte da inventare, di cui si sono fatti carico Andrea Carnevali e Ale Sordi, creando un sito, una pagina facebook, coordinando flash mob per la città, concorsi a premi per gli spettatori. Per il teatro si tratta di formule inedite di comunicazione e promozione. L'album delle figurine era previsto nella versione originale argentina e risponde all'esigenza di creare un gioco di relazione e con il pubblico: la continuità e l'esigenza dello scambio. Attraverso l'album, che è un oggetto artistico e drammaturgico, abbiamo riproposto a un pubblico adulto la forma ludica dello scambio e del dialogo, convincendo decine e decine di persone a sedersi ai tavoli dell'osteria dell'Angelo Mai a chiacchierare. Abbiamo anche scoperto che in un bar a Roma si era costituito un gruppo di scambio settimanale: dietro il bancone era affisso un cartello che dava appuntamento ai fan di Bizarra ogni mercoledì per fare scambi di figurine. Abbiamo creato accaniti collezionisti. Originariamente il progetto prevedeva la messa all'asta degli attori, ma abbiamo deciso di non farlo per una gestione meno complicata degli spettacoli. In fondo siamo comunque stati finanziati dal pubblico, che ha pagato un biglietto abbordabile (9 euro). Ovviamente nessun omaggio.

 

 

(Manuela Cherubini) Sei la traduttrice di Spregelburd, ed è grazie a te che l’Italia conosce questo autore. Facciamone un breve “ritratto", di lui e del suo teatro…
Rafael Spregelburd è semplicemente uno degli scrittori contemporanei più geniali in circolazione. Tradurlo per iscritto e per la scena è un'avventura e un privilegio. Come tutti i grandi non si conforma a regole o stili, a forme preesistenti, ne crea di nuove, sfida il conosciuto e se stesso in continuazione. Crea linguaggi, mescola tutto, esplora il dicibile, il pensabile, l'immaginabile con una profonda leggerezza. Oltre a Bizarra ho tradotto L'Eptalogia di Hieronymus Bosch (Ubulibri, 2010, 2 voll.), sette opere teatrali ispirate alla tavola dei sette vizi capitali del pittore fiammingo. Ho messo in scena quattro opere dell'Eptalogia: L'inappetenza, La stravaganza, La modestia e Il panico. Entro l'anno vorrei portare in scena La stupidità. Si tratta di un innamoramento in corso da cinque anni, dal momento in cui ho letto la prima opera di Spregelburd e pochi giorni dopo avevo già in tasca il biglietto per Buenos Aires. Ho intitolato l'introduzione all'Eptalogia “La pornografia delle idee emozionanti”: penso che questa sia una chiave per comprendere la potenza di questo autore, che ti investe come un treno ad alta velocità, colpendo allo stesso tempo testa, cuore e stomaco, senza riuscire più a distinguere.

 

Dichiarazioni degli attori

Abbiamo chiesto agli attori di Bizarra di rilasciare una dichiarazione rispettando però, il carattere dei loro personaggi. Tra citazioni, trovate e gustosi sproloqui... ecco il risultato!

 

Bella gente del Sapuckay, questa avventura Bizarra, è stata proprio carina, piccina... innocente...
Alvaro Aluche (Giorgio Sorrentino)

certo franc…
bacini

Mona Zucher 1 (Elettra Mallaby)

Io dico: un giorno mi danno un uovo, un altro giorno mi danno un altro uovo. Io mi abituo all'uovo e il mio stomaco lo aspetta. A un certo punto, il terzo giorno, mi danno un Patacòn...
Ganga Lopez (Andrea Martorano) CIT.

Ah, come è triste la prudenza.
Trisha Inge (Serenella Tarsitano) CIT.

Scusate ma vorrei approfittare di questo spazio per dire che alla fine di tutto, sono io quella che del profumo Bizarra ne aveva più bisogno!
Agente Costa (Laura Sampedro)

...questo è un sogno? Allora prefesisco non svegliarmi mai e rimanere per sempre qui in quest'orgia danzereccia volgare e bordellistica....
Candela Auster (Luisa Merloni) CIT.

Bizarra è per corrotti, perché un’anima che non sa amare….non si può corrompere.
Suor Trinidad (Mariano Arenella)

Boicotta Bizarra! È sicuramente un complotto capitalista per trasformare le nostre tragedie!
Huguito Capriota (Raimondo Brandi)

Abelarda, l'assurda donna passionale spietata grazie a Dios assolutamente ironica, che compra mongolfiere quando si sente a terra, ma ormai ex ricca ex donna in politica, ex regina delle api, quasi ex madre perchè sebas suo figlio adorato sposa una plebea prostribolaria... ma allora diciamolo, cosa deve fare una povera donna per essere amata?
Meno male che ci sono sempre le sue adorate caramelline alla propoli, e sempre una Spa a farle credito!
OK OK OK! ...grazie a tutti i fan!

Abelarda Ritchie de Pierri Macao (Clara Galante)

...mi chiedono di scrivere una testimonianza su Bizarra...
Da quando tutte le mie ambizioni si sono appagate di colpo posso dire di sentirmi più tranquilla. Non sono più così assetata di sangue da quando prendo il mio fedele Tavor. E anche se la felicità eterna, come il mito della macchina a moto perpetuo, non esiste, devo ammettere che vivere Bizarra è stata un'esperienza... Magnifica! Provo una strana emozione, che credo si chiami gratitudine, verso tutti i miei folli e straordinari compagni di viaggio, verso l'Angelo Mai e gli angeli che lo popolano, verso gli ironici capovolgimenti e giri della sorte che mi hanno trasportato in Bizarra.
E ora addio signori.Confessare questo sentimento mi ha eccitato più del previsto. Vado a divorarmi il mondo. E anche un altro po' di Tavor.

Magnifica Panda (Sylvia De Fanti)

Mi sembra banale qualsiasi parola, posso solo dire di aver amato CIECAMENTE Bizarra!!!
Genoveva Setubal (Pamela Sabatini)

Il bizarro paradosso, divertirsi a più non posso a far franco il depresso col pitale sempre appresso... magia signori, magia!!
Franco Setubal (Ferruccio Ferrante)

I'd love to hear how it ends!!
Satana (Matìas Enoch Endrek)

Non è che son strabica, è che gli occhi vanno proprio per conto loro! In fondo, chiedevo solo un giocattolino, no? Comunque la mia missione è riuscita e al diavolo tutti... wuahahahahhaaha! Bizarra is just the beginning.
Bambina Strabica (Orsetta Paolillo)

 

Staff e Cast

BIZARRA
di Rafael Spregelburd
traduzione: Manuela Cherubini

Una produzione: Angelo Mai, Fattore K, PsicopompoTeatro Con il sostegno di: Semintesta – Spazio Zip, Rialtosantambrogio, produzionepovera, I Generali

Direzione artistica: Manuela Cherubini, Giorgio Barberio Corsetti, Giorgina Pilozzi Squadra Regia: Manuela Cherubini, Giorgina Pilozzi, Fabio Cherstich, Flaminia Caroli

Direttrice di produzione: Donatella Franciosi Produttrice esecutiva: Francesca Mancini Location, scene, costumi: Francesco Esposito Direzione tecnica, disegno luci e video: Igor Renzetti Video aggiunti: Carlo Hintermann Produzione video e audio: Semintesta Suono: Graziano Lella

Comunicazione e promozione: Andrea Carnevali, Ale Sordi Grafica: Ale Sordi Ufficio stampa: Francesca Donnini, Ippolita Nigris Cosattini con Valentina Fanelli (Angelo Mai) e PAV Album di figurine, calendario: Blu Mambor, Ale Sordi Foto sfondi, foto di scena, backstage: Blu Mambor, Simona Caleo, Davood Viiksi-Pete Kheradmand Trucco: Sara Cotichelli Assistente costumista e sarta di scena: Teresa Papa, Adriana Lupone Staff tecnico: Semintesta

Cast fisso degli eroi di Bizarra: Stefania Aluzzi, Mariano Arenella, Gaspare Balsamo, Raimondo Brandi, Valentina Bruscoli, Andrea Capaldi, Giorgio Carugno, Pepita Cianfoni, Paolo Civati, Sylvia De Fanti, Gian Marco Di Lecce, Alessandra Di Lernia, Mary Di Tommaso, Matías Endrek, Ferruccio Ferrante, Clara Galante, Andrea Alessandro La Bozzetta, Elettra Mallaby, Andrea Martorano, Luisa Merloni, Paola Michelini, Orsetta Paolillo, Fabio Pappacena, Raffaella Pontarelli, David Power, Marco Quaglia, Laura Riccioli, Alessandro Riceci, Patrizia Romeo, Pamela Sabatini, Laura Sampedro, Simona Senzacqua, Giorgio Sorrentino, Serenella Tarsitano

 

A cura di Luciano Panella e Alessandra Sciamanna

 

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