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The Passenger
Scritto da Roberto Fontana   
Thursday 25 March 2010

Di cosa si tratta Magazine a fumetti

In breve The Passenger è un magazine molto particolare, che coniuga cinema e fumetto dando origine a un prodotto innovativo e con un alto tasso di creatività.

 

The Passenger è un magazine a fumetti che presenta soggetti inediti creati da artisti noti ed emergenti legati al mondo della settima arte - tra cui spiccano i nomi di Bruce La Bruce, Lloyd Kaufman, Piotr Sikora e Marcello Cesena (tanto per citarne alcuni) - e li fonde con illustrazioni di vario genere realizzate da disegnatori provenienti da ogni dove. The Passenger crea uno stile, frantuma scogli e come un’onda investe tutti gli amanti delle arti visive, di qualunque specie essi siano, cinefili sfegatati e amanti del fumetto. Christian G. Marra e Marco Andreoletti muovono i fili della giovane e prolifica factory, che risponde al nome di The Passenger Press e che adotta la rivista in questione come apri pista per tutta una serie di altre proposte: oltre al magazine, infatti, altri prodotti attendono di essere accolti negli scaffali di tutte le case del mondo, ma per approfondire il discorso, è sicuramente meglio interpellare Christian e Marco, che intanto sono al lavoro...

Sito ufficiale: http://passengerpress.blogspot.com/


 

Intervista a Christian G. Marra e Marco Andreoletti

 

Quando e come nasce la rivista The Passenger? Come si configura nel panorama editoriale italiano e come in quello estero?

CM: La rivista è nata dopo una lunga gestazione iniziata a gennaio 2007. Ho sempre avuto un amore incondizionato per il fumetto e finalmente, dopo tanti anni di gavetta, ho potuto cominciare a guadagnare facendo ciò che amo di più: disegnare. Ma a un certo punto ho sentito che mi mancava qualcosa. Mi interessavo già da tempo alle piccole realtà editoriali indipendenti sia italiane che straniere, poiché deluso dall'offerta mainstream del panorama fumettistico. Così, inizialmente incoraggiato dal nascere di diverse iniziative nazionali molto originali, ho contattato parecchi professionisti del cinema e della pubblicità chiedendo loro delle storie da trasformare in fumetti, e per illustrarle ho chiamato sconosciuti ed emergenti, come lo sono tutt'ora io. Da circa tre anni combatto quotidianamente per diffondere i miei progetti che riscuotono un piccolo ma significativo successo soprattutto al di fuori del nostro paese. È più facile coinvolgere autori e registi stranieri, molto più inclini alle collaborazioni di quelli italiani, indice di una paludosa condizione creativa nazionale che, per fare soldi e vendere, non rischia più da anni. Spesso per crescere bisogna guardare alle altre esperienze. Come ho sempre fatto e come farò sempre.

MA: Nel panorama italiano The Passenger si colloca come uno dei primi esempi di pubblicazione fluida, sopratutto a livello concettuale, unico modo per venire incontro alla morte dei generi e per ovviare alla chiusura in un micro mondo di finta quotidianità naif. In altre parole: il mercato si è sempre più orientato sul lettore, lasciandolo a crogiolare sulle sue convinzioni. Continuano a fornirgli quello che vuole. Questo è malissimo, perché porta alla svalorizzazione dell’artista e all’immobilismo del mercato (inteso come scena creativa). Chi ha la fortuna di pubblicare invece dovrebbe solleticare l’eclettismo di ogni fruitore, imponendogli il punto di vista dell’autore (che così riacquista la libertà che merita). Se imparo a cambiare ottica ogni volta che affronto un’opera posso godermi un film di Seth Rogen e subito dopo l’esordio di Steve McQueen o l’ultimo capolavoro di Patrick Tam. Senza perdermi nulla, basta richiamare determinate sovrastrutture che mi permettano di godere al meglio di quello di cui sto per fruire. L’appassionato italico invece spesso si auto ghettizza, perdendosi un bel po’ di roba. Per questo motivo nel Passenger, soprattutto nell’ultimo numero, abbiamo il post apocalittico queer, la favola per bambini, l’horror politico, il fumetto autoriale e l’esplosione trash. Te la vuoi godere? Sta tutto a te, basta che ti attivi e che cerchi di capire la poetica di ogni singolo autore. Non puoi prendere il volume come un tutt’uno. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a un blob organico dove tutto sia slegato e al contempo coeso, lasciando al lettore la ricerca del filo rosso.

 

A chi è rivolto The Passenger? Cosa offre? Quali sono i prodotti collaterali ?

CM: The Passenger è un "prodotto" particolare, per palati non dico elitari, ma sicuramente non commerciali. Si potrebbe definire anche "underground", ma di certo non con l'accezione negativa che spesso viene attribuita al suo significato. È un magazine che propone storie brevi, spesso anche solo frammenti, come fossero schizzi su un taccuino da viaggio. I registi mi mandano note e appunti, anche se a onor del vero sono sempre abbastanza meticolosi. Io li giro al disegnatore il cui stile mi sembra più vicino al genere o totalmente distante: mi piace la contaminazione di ingredienti diversi. Grazie all'esperienza che ho accumulato con The Passenger, sono riuscito ad allargare la produzione realizzando altre pubblicazioni. Per esempio il primo volume a colori della collana B.HA.M. Comics, una raccolta di storie brevi scritte e disegnate da un giovane ma già rodato autore napoletano, Saverio Montella, che ha prestato per anni le sue matite a Frigidaire e che possiede uno stile molto francese e molto originale. Inoltre, con l'entrata del mio socio Marco Andreoletti, abbiamo pubblicato i primi due quaderni d'arte e un magnifico speciale in edizione limitata...

MA: Si tratta del P.A.L.E. (Passenger Album Limited Edition, nelle foto a sinistra n.d.r.), un primo esempio di libro oggetto. Diversi formati, diversi tipi di carta, un dvd con cortometraggi, poster, cartoline. Comprende artisti che vanno dalla Image alla Biennale di Venezia, passando per oscure fanzine e il mondo del design. Da Israele al Giappone, attraverso Svezia, Cina, Stati Uniti, Polonia… tutto all’insegna dello stupore infantile. Non per nulla l’abbiamo battezzato proprio “il fumetto più bello del mondo”, per richiamare certe emozioni che avevamo provato da bambini rimirando il nostro primo albo a fumetti. Non ci si capiva nulla, ma continuavi a sfogliarlo in maniera ossessiva. Ogni volta qualche nuova tavola catturava la tua attenzione, nella speranza che prima o poi qualcuno ti avrebbe letto qualche pagina. Con il P.A.L.E. volevamo ricreare quelle stesse sensazioni, l’idea di avere un tesoro tra le mani. Non per nulla è un album stampato in sole 300 copie, rilegato e numerato a mano e stampato su carte pregiate.

 

Come vengono selezionati gli artisti che contribuiscono alla redazione della rivista?

CM: Seleziono personalmente gli artisti che incontro alle fiere, o che scovo su internet, o che mi scrivono. E con tutti cerco di instaurare un rapporto di stima e simpatia. Ogni storia, ogni volume, sono autoconclusivi: tutti, sia i numerosi e sconosciuti talentuosi che i pochi famosi, collaborano a titolo gratuito e non voglio abusare chiedendo loro di "lavorare" gratuitamente ad infinitum. Gli autori hanno totale libertà espressiva e io mi limito solo a dirigere e supervisionare come un buon produttore. Noi della Passenger Press siamo consci che gli artisti debbano essere pagati ma per ora possiamo solo concentrare gli sforzi economici nella "confezione" delle pubblicazioni, curando la scelta della carta e della stampa che sin dal primo volume è in mano alla Tipografia Negri di Bologna. Nel pieno rispetto per i talenti che rappresentiamo.

MA: Mi limito a contattare i miei registi preferiti! Tutta gente con un solido background fatto di indipendenza e autopromozioni. Quasi scontato che decidano di partecipare o comunque di farci sapere cosa ne pensano dei nostri volumi.

 

Quanto è faticoso/rischioso portare avanti un’iniziativa tanto inconsueta, in un mercato (quello dell’editoria) dove la sopravvivenza è probabile solo se ci si conforma a stereotipi già consolidati?

CM: Ah,ah,ah... mi sa che ti sei già risposto da solo... anche se la domanda era tendenziosa!

MA: Penso che le persone giuste a cui fare questa domanda siano le nostre fidanzate! Sinceramente, oltre a fiumi di soldi e tanta fatica, il tempo investito sarebbe inaccettabile da due ragazze normali. Non possiamo che ringraziarle.

 

Sulle pagine del fumetto compare spesso il personaggio The Passenger: cosa rappresenta e chi può ritenersi oggi un “passeggero”?

CM: Il logo e il personaggio del Passenger è l'avatar asettico che il lettore utilizza per viaggiare all'interno delle vicende raccontate. Senza una meta precisa poiché è proprio il viaggio la parte importante, così densa di sensazioni.

 

Cosa c’è nel futuro della rivista?

CM: Il prossimo numero sarà un’evoluzione e un mix dei due formati presentati fin'ora. Questo non per rinnegare quanto fatto ma per soddisfare anche la platea che ci segue e che con l'edizione P.A.L.E. si è ingrandita, spalancando diverse porte. Personalmente non disdegno il lato più commerciale dei nostri progetti e l'unione con il mio socio Marco ha portato linfa e aspetti "pop" che hanno anche rinfrescato i miei gusti. Per quanto riguarda i nomi coinvolti, a parte gli illustri sconosciuti (ah!) per i nomi dei famosi rimanete sintonizzati sul nostro blog. Possiamo solo rivelare che sarà un numero al femminile.

MA: Senza dimenticare mondi da favola e botte da orbi. Capirete, capirete…

 

 

Per acquistare The Passenger: http://passengerpress.bigcartel.com/

 

 

Intervista a cura di Roberto Fontana

» 3 Commenti
1"mi piace!"
il Friday 26 March 2010 11:40by nina
mi piace !
2"Here starts a mith...."
il Friday 26 March 2010 12:12by The Passenger
Grazie per il vs interesse, la vs grande apertura...ora qui si comincia una nuova avventura!
3"bene!"
il Tuesday 30 March 2010 17:20by Ewa
Bravi ragazzi che parlate di simili meritorie iniziative!
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