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Body Snatchers: cadavere vendesi, cadavere comprasi
Scritto da Claudia Petrazzi   
Thursday 10 March 2011

In breve Tra il XVII e il XVIII secolo quella del “ladro di cadaveri” era una professione abbastanza diffusa. Lo sviluppo della medicina e il suo crescente bisogno di condurre studi sui corpi, favorì il dilagare di questo macabro mestiere...

 

“Up the close and down the stair,
But and Ben with Burke and Hare.
Burke's the butcher, Hare's the thief,
Knox the man who buys the beef.”

(Anonymous street song)


Cadaveri e medicina

Una professione antica, fatta per stomaci forti e affamati: il mestiere del ladro di cadaveri. Si ma a molti verrebbe da domandarsi: chi ruberebbe un cadavere e per quale motivo? Il quesito e la sua risposta vanno di pari passo con lo sviluppo della medicina e il suo crescente bisogno di condurre studi sui corpi per ragioni di progresso scientifico. C’era costante bisogno di cadaveri, e di qualcuno che li procurasse in un modo o nell’altro. Questa torva e assai poco legale attività non poteva essere svolta dai medici stessi (anche se in certi casi accadde), che si affidavano, per il rifornimento di cadaveri da dissezionare ed esaminare, a uomini specializzati nel trafugare salme e farle trovare loro pronte sui tavoli da lavoro per la mattina dopo.

 

Vignetta satirica che ritrae il Dottor Knox che impartisce lezioni di anatomia.
(Immagine data in concessione al sito Morbid Anatomy dalla Biblioteca del Royal College dei Medici di Edimburgo).

 

Questa proficua attività nasce tra il XVII e il XVIII secolo, e cresce contemporaneamente all’incremento degli anatomisti interessati ad illuminare gli oscuri percorsi del corpo umano. Le richieste principali venivano dalle scuole di medicina, in cui era necessario che gli studenti imparassero empiricamente la materia; spesso le lezioni venivano tenute anche pubblicamente, in quelli che erano chiamati i teatri, in cui visitatori esterni potevano recarsi pagando. Non è che fosse proibito dissezionare cadaveri, ma quelli legalmente permessi non bastavano a soddisfare la domanda sempre crescente. Era infatti possibile utilizzare esclusivamente i corpi dei condannati a morte dalle corti giudiziarie.

La questione si differenziava molto da nazione a nazione. Generalmente però, la mancanza di salme era dovuta alla diminuzione dei condannati alla pena capitale. I cosiddetti body snatchers o resurrectionists, i ladri di corpi, entrarono in gioco a supplire questa carenza, riuscendo a fare soldi tramite la vendita, alle scuole di medicina e agli ospedali, di cadaveri appena dissotterrati. Il vantaggio di avvalersi dei servigi di un body snatcher risiedeva anche nel fatto che i corpi risultavano abbastanza freschi da poter essere esaminati.

 

Scrivere messaggi sui tavoli da lavoro era una pratica comune in queste foto. Sul tavolo qui fotografato si legge: “L’utilità degli uomini non termina con la morte”. 1915, Università del Maryland.

 

Trucchi e accorgimenti

Tratto dal film The Body Snatcher di Robert Wise.

Un compito di certo non facile, quello di riesumare una salma. Infatti la pratica divenne così comune che parenti e amici delle vittime appena trapassate erano soliti vegliare sul corpo prima e dopo il seppellimento, finché non fosse abbastanza ‘poco fresco’ da poter essere lasciato in pace. Vennero inventati anche numerosi deterrenti per distogliere i ladri di cadaveri dai loro torbidi intenti: i più ricchi compravano delle bare in metallo o in legno rivestite internamente con delle barre metalliche chiamate mort safes (alcuni esempi delle quali si possono tuttora vedere nel cimitero di Greyfriars, ad Edimburgo). I cadaveri della gente povera invece venivano custoditi in casse di massa fino al raggiungimento di uno stadio di decomposizione tale da non poter essere più trafugati. In ogni caso, la maggior parte delle volte risultava abbastanza semplice per gli esperti del settore il compito di disseppellire un morto. Il metodo più usato consisteva nello scavare uno stretto buco fino alla bara, preferibilmente con un bastone di legno (meno rumoroso del ferro) rompere le assi del feretro e tirare su il corpo tramite un cappio.

Un altro modo era quello di rimuovere una porzione di tappeto erboso a circa 5-6 metri di distanza dalla testa della tomba, scavando da lì un tunnel fino ad intercettare la bara. Una volta trascinato il cadavere lungo il tunnel e riposto il manto erboso perfettamente intatto nella sua posizione, nessuno dei parenti di guardia sulla tomba si sarebbe accorto dell’intervento dei ladri. A dimostrazione del fatto che questo modus operandi era molto diffuso, sono state successivamente ritrovate numerose bare vuote. Negli Stati Uniti si adottavano accorgimenti come il porre un telo incerato di fianco all’area da scavare, così da potervi posare la terra evitando di lasciare tracce sull’erba. Una volta recuperato, il bottino veniva trasportato dentro ad un sacco, generalmente mimetizzato come merce.

 

Leggi e reati

In tempi in cui le legislazioni al riguardo erano ancora ambigue, rubare un corpo non costituiva reato, solo infrazione; quello che si rischiava al massimo era l’imprigionamento temporaneo. Con una certa attenzione ai particolari: un cadavere veniva considerato proprietà di nessuno e poteva essere recuperato con conseguenze relativamente poco gravi, ma mai ci si doveva appropriare di oggetti personali o gioielli, né della sindone entro cui era avvolto, per non essere accusati di furto. In generale valeva la pena di rischiare, dato che l’attività per i body snatchers risultava piuttosto fruttuosa. Ad esempio solo una dentatura completa estratta da un cadavere valeva in Irlanda una sterlina (circa 60 euro oggi).

Più avanti alcuni resurrezionisti adottarono nuovi drastici metodi, in seguito al fatto che più i corpi erano freschi e più profumatamente venivano pagati. Si passò rapidamente dal trafugamento all’assassinio. Ad esempio tra il 1827 e il 1828, ad Edimburgo, furono in molti ad adottare questo metodo, ad imitazione dei famosi William Burke e William Hare, resurrezionisti divenuti assassini. Questi ultimi in un anno uccisero 17 persone per rivenderle come materiale da dissezionare al dottor Robert Knox, docente di anatomia presso il Medical College di Edimburgo. Burke venne impiccato pubblicamente ed il suo corpo donato alla scienza e dissezionato nello stesso college in cui recapitava i cadaveri. Hare testimoniò contro di lui in cambio dell’immunità e in seguito venne rilasciato.

 

Esecuzione di Burke nella Piazza del mercato, illustrata in un giornale del tempo. 1829

 

Dopo il 1832, nel Regno Unito venne promulgato l’Anatomy Act, legislazione che regolamentava l’uso dei cadaveri, concedendo di poter adoperare per studi medici i corpi non reclamati e quelli donati alla scienza dai parenti delle vittime. Da quel momento in poi solo i medici provvisti di licenza poterono praticare la dissezione, e la professione del ladro di cadaveri si avviò verso la fine dei suoi giorni.

Chi prima chi dopo, i ladri di cadaveri dovettero cambiare mestiere. I provvedimenti furono diversi, e non solo legislativi. In Italia per esempio, per insegnare l’anatomia senza dover ricorrere a cadaveri sempre freschi, fu creata la collezione anatomica in cera della Specola, a Firenze. Per ottenere le sculture di cera furono usati corpi veri provenienti dall’Arciospedale di Santa Maria Nuova. Si trattava di cadaveri di persone povere o di criminali che vennero sezionati per farne riproduzioni in cera dettagliate, poi riassemblate in modelli a grandezza naturale.

Tra le singolarità che avvolgono la vicenda dei resurrezionisti e dei dottori che se ne servivano, emerge una stramba situazione degna di nota. Con l’avvento della fotografia gli studenti di medicina cominciarono a scattarsi foto segrete insieme ai cadaveri che dissezionavano. La maggior parte degli scatti erano umoristici e polemici nei confronti della mancanza di corpi da studiare; ma venivano anche realizzati come documentazione personale, ritratti seri o cartoline da mandare ad amici e parenti (la fonte delle fotografie è il libro “Dissections – fotografie di un rito di passaggio nella medicina americana: 1880-1930”).

 

Sul tavolo si legge: “Il suo tempo è stato brutto, ma il nostro è PEGGIORE”

 

Curiosità e consigli

► Dal nome di William Burke è nato un verbo che deve il suo significato al modo in cui Burke e Hare uccidevano le loro vittime. To burke: assassinare per soffocamento. O, in senso figurato: insabbiare, mettere a tacere, soffocare qualcosa.

► I body snatchers in Francia venivano chiamati Les Corbeaux, i corvi.

 

Da leggere:
Il romanzo The Body Snatcher (“Il trafugatore di salme”) di Robert Louis Stevenson, del 1884.

 

Da vedere:
- The Body Snatcher , di Robert Wise. Film horror del 1945 tratto dall’omonimo libro di Stevenson. Con Boris Karloff e Bela Lugosi.
- I Sell The Dead, di Glenn McQuaid, del 2008. Con Dominic Monaghan, Ron Perlman e Larry Fessenden.
- Burke & Hare, di John Landis, del 2010. Con Simon Pegg e Andy Serkis.

 

Da ascoltare:
Bodysnatchers dall’album “In Rainbows” dei Radiohead, del 2007.

 

A cura di Claudia Petrazzi

 

 
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