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[Generazione di Fenomeni] Michela Tobiolo (Pittrice/Illustratrice)
Scritto da Daniela Nativio   
Tuesday 29 May 2012

[GDF: giovani talenti creativi italiani]
In breve: Pittrice, illustratrice, scultrice, scenografa; la poliedrica Michela Tobiolo ci racconta la sua arte, sempre alla ricerca dello stupore, della magia, della spiritualità tra simbolismi onirici e puro intuito.

 

Alla continua ricerca della spiritualità che la quotidianità spesso ci nega, la giovane pittrice Michela Tobiolo, vive l'atto creativo come una connessione magica, lontano dalla semplice razionalità, qualcosa fatto di intuito, istinto e stupore che ci tiene vicini al significato più profondo di noi stessi. Proprio attraverso il simbolismo onirico e intuitivo possiamo accedere ad un luogo meraviglioso che è dentro di noi e che, con la fase adulta abbiamo mano a mano perso. Ed è qui che dobbiamo cercare il vero significato della nostra esistenza, in modo universale e vicino a tutti e a tutto. Istanze artistiche espresse con penetranti pennellate di colori vivi e caldi che la nostra ha deciso di raccontarci in un'intervista vicina al flusso di coscienza.

WEB:
http://www.michelatobiolo.blogspot.it/
http://michelatobiolo.tumblr.com/

 

 

Ciao Michela, raccontaci dei tuoi studi e del tuo amore per la pittura.
La mia passione per la pittura nasce da piccola, attraverso la figura di mio nonno che mi ha instradata verso tutto ciò che è artistico tra le righe della vita e della creatività, mi ha trasmesso la curiosità, la voglia di guardare oltre. Il passo verso la scelta accademica è stato quindi naturale, ho infatti frequentato il liceo artistico per poi laurearmi in “Decorazione” presso L'Accademia delle Belle Arti di Roma. Ma non riesco a inserirmi in una categoria stilistica ben precisa, credo di essere vicina ad una pluralità di discipline artistiche comprendenti anche la scultura e la scenografia. Attualmente mi sto dedicando molto alla pittura e all'illustrazione: la prima la vivo come un forte strumento d'autoanalisi, la seconda è per me un vero e proprio ritorno al passato. In quanto la sento come il linguaggio più vicino a questo periodo della mia vita, dove le parole e le immagini danzano assieme. Un approccio che ho riscoperto grazie alla collaborazione con la fanzine “Carta Straccia”, un modo per ricontattare quell'universo creativo che da bambina vedevo nei libri illustrati.

 

 

La creazione artistica come forma di rivelazione del soprannaturale. In cosa si concentra il tuo universo creativo?
La mia idea di spiritualità nell'arte è stata approfondita già nella mia tesi di laurea dal titolo “Arte come magia”, un episodio che ha segnato la conclusione di un percorso iniziato da ragazzina e che poi, l’esperienza accademica, ha solamente consolidato: quell’idea di arte come massima elevazione non mi ha mai abbandonata. Sicuramente credo in una connessione magica, lontana dalla razionalità, fatta solamente di intuito, istinto, meraviglia e sogno che ci avvicina alla parte più profonda di noi stessi e dell'universo. Una connessione fondamentale e apotropaica nei confronti della mera materialità che siamo costretti a vivere tutti i giorni. L'arte è sicuramente un canale essenziale per stabilire questo contatto.

 

 

Nei tuoi dipinti è molto presente la figura femminile contraddistinta da sembianze animalesche. Chi sono questi personaggi al confine?
Sono io nel mio piccolo contesto, fatto appunto di sogni, intuizioni, parole e immagini: prima arrivano le suggestioni, poi i significati. Sicuramente nei primi dipinti la figura femminile era un modo per analizzarmi, e prendere consapevolezza di me. Più avanti questa figura si è evoluta in un contesto più generale dove inserisco anche il dialogo tra il maschile ed il femminile che è fondamentale, come il bene ed il male, il giorno e la notte. Sicuramente la parte animale e umana dialogano sempre tra di loro, rappresentando il dualismo vivente nella sua incantevole pluralità.

 

 

Un accenno al tuo librino muto...
Il Librino muto dal titolo La Sua Magia è un esperimento, un piccolo gioco con un Lui, una Lei e la Luna. Quattro immagini che dialogano tra loro in silenzio, dove ognuno può trovare la propria storia, i propri contenuti e il proprio viaggio fantastico. Ho provato a giocare con pochi elementi desiderando che tutto il “gioco” stringesse i due personaggi nella magia ma anche nella claustrofobia. Ho provato a trasmettere sentimenti contrastanti tra loro: la dolcezza ma anche la manipolazione, la poesia ma anche l’immobilità, il legame profondo e la distanza. Il librino si chiude a fisarmonica e le uniche parole sono sul retro : “Tra Le Sue Mani. Magia o prigionia? Segni e Sogni lontani dal Mondo”. Ma in realtà vorrei che ognuno ci ritrovasse la sua personalissima chiave di lettura.

 



Progetti per il futuro?

Attualmente sto lavorando a vari progetti, uno dei quali individuale: un albo illustrato per bambini dove ho la necessità di ricontattare la parte più infantile e pura di me.

 

 

 

A cura di Daniela Nativio

 

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