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Felix Fiigenschou pittore dell’Era Felina
Scritto da Claudia Petrazzi   
Thursday 23 September 2010

In breve Oggi viene chiamato “The Cat Artist”, di lui si sa pochissimo e le rare informazioni che si trovano su internet sono tutte copie di uno stesso testo. I ricercatori che ne parlano lasciano intendere di essere convinti che si trattasse realmente di un gatto pittore, scagionandosi dalle accuse di essersi inventati una favola. Vero è che le date di nascita e morte di questo misterioso personaggio sono ovunque riportate allo stesso modo: 1628-1633. Un lasso di tempo umanamente troppo breve per imparare a dipingere egregiamente...

 

Felix Fiigenschou

La ‘scoperta’ di Felix Fiigenschou (che gatto o uomo che fosse, era nato a Oslo, allora chiamata Christiania, in Norvegia) è avvenuta nel 1968, durante la ristrutturazione di una mansarda in via Kjell O. Dahls a Oslo, dove è stata rinvenuta una strana collezione di dipinti che ritraevano gatti. Questo ritrovamento alimentò la convinzione, affiorata a partire dagli anni ’50, che un tempo il mondo fosse dominato dai gatti. In realtà i misteri che circondano questi dipinti e il loro autore sono ancora da dissipare, e le rare fonti che si posseggono oggi su Felix Fiigenschou provengono principalmente dalla lettura dei diari che egli meticolosamente annotava.

Felix mosse i suoi primi passi nel mondo della pittura ad Amsterdam, dove si era trasferito per inseguire il suo sogno di diventare un ritrattista. La sua permanenza nella capitale olandese non fu però piacevole, in quanto egli non venne mai realmente apprezzato, né il suo talento compreso dai docenti dell’Accademia. Questo non gli impedì di acquisire le necessarie conoscenze artistiche che gli permisero in seguito di diventare uno dei più rinomati pittori di Scandinavia.

Tornò in patria a causa dell’improvvisa morte del padre Mauritz, convinto di poter godere di un’abbondante eredità, ma si rese conto che non gli erano rimasti altro che guai. La morte del padre, infatti, era stata tutt’altro che accidentale: fu probabilmente assassinato dopo una serie di misteriosi eventi scaturiti da un processo che lo vedeva coinvolto. Per tirarsi fuori dal processo Mauritz aveva stretto un patto con Fredric Feline, un uomo (cioè, un gatto) spietato che aveva promesso di farlo scagionare, tenendo la bocca chiusa riguardo a una tangente che il padre di Felix aveva pagato ad uno dei giudici della corte. Mauritz perse il processo e si ritrovò a dover pagare con grandi somme di denaro il silenzio di Fredric Feline. Senza niente da perdere, l’uomo probabilmente tentò di raccontare la verità a qualcuno ma venne fermato per tempo e gettato nel fiume Akerselva.

Felix dovette affrontare i numerosi debiti del padre e fu costretto a vendere la proprietà di famiglia per coprire i costi del processo. Era inoltre costretto a pagare Feline, ma non avendo più denaro a disposizione propose al creditore di impegnarsi nella realizzazione di una serie di ritratti di famiglia, per saldare definitivamente i debiti. Questo patto tra il presunto assassino di suo padre e l’artista dette vita alla “Collezione-Feline”, una serie di dipinti ad olio di diverse misure, da ritratti in miniatura a lavori di grande formato. I ritratti raffigurano dei nobili dalle fattezze feline abbigliati secondo la moda del momento, con baveri e colletti di pizzo, fazzoletti, gorgiere, parrucche e spade, a volte a cavallo, a volte all’interno di stanze dai purpurei drappeggi. Una seconda civiltà parallela alla nostra? Uno scherzo di qualche uomo che scimmiottava usi e costumi della propria epoca? Nessuno può dirlo.

 

La teoria dell'Era Felina

La Monna Lisa a raggi X
La moneta "felina"

La teoria dell’Era Felina sembra a tratti confermata da alcune scoperte e ritrovamenti alquanto curiosi. Ad esempio le bizzarre monete d’argento datate 1637, ritrovate in grandi quantità nell’appartamento ad Oslo, assieme ai dipinti di Fiigenschou. Questa moneta è apparentemente identica a quelle in circolazione all’epoca del regno di Cristiano IV, eccetto che per un particolare: il volto del re è evidentemente quello di un leone. La rarità di certi oggetti è giustificata dagli esperti del “fenomeno felino” affermando che, a un certo punto della storia, gli uomini abbiano tentato di insabbiare e nascondere ogni traccia riguardante l’Era Felina. Ma esiste un’altra prova sull’esistenza di questa misteriosa epoca: coloro che si occupavano della catalogazione delle opere di Fiigenschou, nel 2005, ricevettero da un loro contatto parigino una lettera contenente un’immagine a raggi X molto particolare. Si trattava del ritratto della Monna Lisa, ma con fattezze feline. Esperti della Norvegian State Gallery condussero degli studi indipendenti sulla probabile connessione esistente tra Leonardo Da Vinci e l’Era Felina; prova di ciò sarebbe ad esempio il nome stesso dell’artista che, scomposto nelle due parole “Leon” e “Ardo” (che sta per il termine latino “Ardor”), darebbe come risultato qualcosa come “il coraggio del leone”. Sono in molti a sostenere che Leonardo fosse realmente un leone, e a dichiarare che la suddetta diapositiva a raggi X, elaborata intorno al 1982, fu fatta sparire dalle autorità del museo del Louvre.

 

Quel che rimane di Fiigenschou

Di Fiigenschou restano non solo la collezione di opere che eseguì per la famiglia Feline, ma anche una serie di rari ritratti abbozzati che realizzò durante il periodo accademico ad Amsterdam, una serie di studi sui volti di “gatti contadini”, e un album di schizzi recentemente restaurato e molto interessante. Quest’ultimo presenta studi sull’anatomia felina, scene di genere e paesaggi; è presente anche una serie di “cathematics” (cat-mathematics), ovvero formule matematiche e teorie scientifiche, nonché studi per invenzioni come la trappola per topi zampa-artiglio.

E voi credete nell’Era felina? Possibile che sia stata condotta una manovra tanto raffinata di cancellazione di prove e oggetti, di frammenti di storia e ricordi, e che nessuno abbia preservato la memoria di una così incisiva presenza felina nel mondo? Non resta che approfondire l’argomento e saziare la curiosità che queste scoperte hanno stimolato, anche a costo di smascherare qualche impostore che si è abilmente burlato di esperti e studiosi. Oppure restare nel limbo di una fantastica rivelazione, sognando di gatti che vestono alla moda seicentesca e cavalcano destrieri, intessono intrighi amorosi e muoiono per mano di perfidi creditori. (Claudia Petrazzi)

 

Nella foto sopra: Pagine del quaderno di schizzi di Fiigehschou

 

 

» 4 Commenti
1Commento
il Thursday 23 September 2010 14:16by kingjoe72
e dove si possono ammirare i quadri di Felix Figenschou?
2Commento
il Friday 24 September 2010 01:29by Claudia
Alla "Statsgalleriet for Rikskunst", Oslo, Norvegia. L'ubicazione esatta non viene specificata in nessuna fonte, ma questo è il sito ufficiale: http://www.statsgalleriet.no/ ;)
3Commento
il Sunday 31 October 2010 11:18by Jan Terje rafdal
Indeed a very nice article on the works from the Age Felina or Feline Era. I would also like to suggest for those interested, a visit to the artist profile at Artifolio.com 
Here is the link: http://www.artifolio.com/Fiigenschou/gal lery/ 
 
Many thanks for your interest in this elusive cat. 
 
Kind regards 
Jan Terje Rafdal 
Conservator for the Norwegian State Gallery of Feline Art
4"Oh yeah"
il Sunday 31 October 2010 11:17by Jonas
I have seen these pictures in real life. They are really good. They are catually, i mean actually so good i dont belive a human can have made them. Im desperately trying to find out more information about this artist
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