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Albert Fish Albert Fish
Titolo originale: Albert Fish: In Sin He Found Salvation

Categoria Shock & oscenità
Tipologia Lungometraggio
Genere Documentario
Parole chiave Serial killer, Cannibalismo

Regia: John Borowski
Cast:
Oto Brezina, Joe Coleman, Bob Dunsworth
Sceneggiatura John Borowski
Anno: 2007
Nazione: Usa
Durata: 86 minuti
In breve:
Uno dei più pericolosi serial killer della storia nordamericana, raccontato tra documentario e fiction
Visite: 2263

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: ultra-indipendente
Ritmo: affascinante
Brividi: solo la faccia mette inquietudine...
Sangue: morboso
Erotismo: sussurrato dalla voce off

Recensione:

Il cannibale vestito di grigio

Tutti quanti conosciamo il vecchio adagio “l’apparenza inganna”. Eppure, tutti quanti spesso finiamo con il cadere nella trappola delle apparenze. è difficile nascondere il male, ma ancor più difficile e riconoscerlo. Albert Fish, denominato anche il “Vampiro di Brooklyn”, “Il cannibale metropolitano” e “L’uomo grigio”, è stato riconosciuto come uno dei più pericolosi serial killer della storia nordamericana. Sua peculiarità era l’aspetto piuttosto innocuo, da buon nonnetto di periferia. Ma alla cattura nel ’35 venne accusato di aver molestato più di cento bambini e sospettato di almeno quindici omicidi (di cui cinque sembrano essere quasi certi). Nel gennaio del ’36 è stato condannato alla sedia elettrica nel carcere di Sing Sing. Ad oggi è l’uomo più anziano (65 anni) mai giustiziato dalla pena di morte negli Stati Uniti d’America.

Si dice che abbia ispirato la saga culto di Nightmare, considerando la notevole somiglianza con Freddy Krueger, anche lui pedofilo e depravato. E deve aver influenzato anche Rob Zombie se ne La casa dei 1000 corpi Fish è tra i serial killer presenti nel museo del Capitano Spaulding. Ma la lista potrebbe continuare all’infinito.

Il regista indipendente John Borowski (già autore nel 2004 di un altro shockumentary, H.H. Holmes: America's First Serial Killer) ha scelto invece una strada del tutto particolare per raccontare le sue gesta. Albert Fish, infatti, è un curioso esempio di film ibrido, per metà documentario, con immagini di repertorio e interviste a studiosi del caso, e per metà fiction (teatrale), in cui si tenta di ricostruire le sensazioni e i momenti intimi, quelli appena sussurrati dallo stesso Fish dopo la cattura, o addirittura ispirati alle note lettere con cui rispondeva agli annunci messi sul giornale per gli incontri omosessuali. Borowski, in definitiva, cerca di ricostruirne la vera identità (frammentaria), le oscure fantasie sadomaso e la follia religiosa che lo spingeva a considerarsi Gesù Cristo bisognoso della santa comunione fatta di carne umana. Per questo motivo praticava sia il cannibalismo che il vampirismo come una sorta di piacere sessuale. E nel maltrattamento della sua carne intravedeva la vera espiazione. Da vedere per smettere di credere... alle leggende. (Giacomo Ioannisci)

Da notare- Sempre nel 2007, l’esordiente Scott L. Flynn sulla storia di Albert Fish ha realizzato il biopic The gray man (uno dei suoi tanti appellativi). Il volto del “Vampiro di Brooklyn” è stato affidato all’attore belga Patrick Bauchau.

Perché su Bizzarro- Un modo diverso di raccontare le gesta di efferati Serial Killer tra documentario e fiction...

Film (più o meno) Simili: Texas chainsaw massacre: a family portrait (1988), Ed Gein (2000), Dahmer (2002)

Trailer

 

Edizioni home video disponibili

 

NOTE:

Edizione italiana: DVD Gargoyle Video (anche se erroneamente non riportato nel retro di copertina, contiene interessanti extra: tre diversi trailer, una lunga intervista al regista e le lettere originali di Albert Fish)

Scheda del film a cura di: Giacomo Ioannisci


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