Home Shock & oscenità Bambole e sangue (Private Parts)

Bambole e sangue (Private Parts) Bambole e sangue (Private Parts)
Titolo originale: Private parts

Categoria Shock & oscenità
Tipologia Lungometraggio
Genere Horror, Grottesco
Parole chiave Serial killer, Sesso, Albergo

Regia: Paul Bartel
Cast:
Ayn Ruymen, Lucille Benson, John Venantonio, Laurie Main
Sceneggiatura Philip Kearney, Les Rendelstein
Colonna Sonora Hugo Friedhofer
Anno: 1972
Nazione: Usa
Durata: 87 minuti
In breve:
Una ragazza si rifugia in un albergo dove vivono pochi clienti ambigui e stravaganti. Cominciano gli omicidi
Note Fotografia: Andrew Davis
Visite: 730

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: ipnotico ed insinuante
Ritmo: sostenuto
Erotismo: nudità, situazioni morbose e perversioni
Tensione: abbastanza anche se spezzata ogni tanto da diverse situazioni grottesche
Humour: molto umorismo nero
Violenza: moderata anche se non mancano scene slasher.

Recensione:

Viale del tramonto, sesso e vecchi merletti

Bambole e sangue è uno di quegli esordi che possono essere definiti folgoranti. Solo che se ne sono accorti in pochi. Paul Bartel, divertente attore dai gusti trasgressivi e grande amante di Buńuel, dopo un paio di corti, esordisce alla regia con questo horror ironico. Bambole e sangue o se preferite Private Parts, nasce sotto l'ala protettiva di Roger Corman e lancia il giovane Bartel nel panorama - mai troppo ricco - del cinema indipendente. Cosa c'è di interessante in un film come Bambole e sangue? Sicuramente la sua struttura altmanianamente corale. Oppure il modo in cui si prende in giro il genere, da Psyco di Hitchcock fino ai thriller geriatrici di Aldrich (grazie alla “vecchia” Lucille Benson), passando attraverso gli sleaze movies che andavano di moda proprio in quegli anni (siamo nel 1972). Ma, soprattutto, quello che convince nel film del nostro, è l'estrema leggerezza e l'umorismo caustico con cui il regista affronta la satira sulla società americana ipocrita, viziosa e malsana. Ed è infatti questo curioso mix a dare un'aria misteriosa e affascinante al film, facendolo diventare, a distanza di più di trent'anni anni, un oggetto di culto assolutamente inclassificabile, come tra l'altro tutto il cinema di Paul Bartel.

L'albergo di zia Marta, dove si svolge la vicenda, è un microcosmo infestato da personaggi bizzarri al limite della patologia, in cui si aggira un Candide al femminile (che tanto candida non è, anzi, è piuttosto maliziosa) e in cui un matriarcato da manuale psicoanalitico tiene sotto controllo tutti e tutto. E questo sotto l'egida del grande tentatore, ossia Luis Buńuel, citiamo solo lui perché David Lynch e i suoi luoghi/non-luoghi devono ancora arrivare.

Imbevuto nei colori lividi dei seventies, gli stessi anni della liberazione sessuale e ovviamente della sua espressione più morbosa, Bambole e sangue può risultare malato, cinico e beffardo ma è sicuramente una pellicola competente e profondamente cinematografica. Paul Bartel dirige i suoi attori in maniera impeccabile: la monumentale Lucille Benson, la provocante Ayn Ruymen, l'amante delle bambole gonfiabili di John Venantonio, la vecchia megera di Dorothy Neumann e il reverendo Moon di Laurie Main, collezionista di crocifissi e foto di ragazzi muscolosi. Se una galleria di personaggi così non vi fa gola, credo abbiate sbagliato non solo film ma anche sito. (Nicola Roumeliotis)

Da notare- La scena in cui George va a letto con la bambola gonfiabile portando solo un baby doll nero. Il direttore della fotografia, Andrew Davis, è il futuro regista de Il Fuggitivo.

Perchè su Bizzarro- Un film che mescola John Waters con Andy Warhol e Luis Bunuel non può che trovare il suo habitat naturale su Bizzarro Cinema.

Film (piu o meno) simili: ???

Trailer

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

Scheda del film a cura di: Nicola Roumeliotis


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