Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: scarno ma funzionale
Ritmo: concitato
Tensione: di natura sociale
Erotismo: tanto, strumentale alla vicenda
Violenza: costante e psicologica
Recensione:
Senza redenzione nell'inferno del racket
L'opera maledetta, controversa e per molti anni irreperibile del maestro Lizzani (la Raro Video ha finalmente pubblicato un'eccellente edizione DVD), resta a distanza di molti anni un pugno nello stomaco dello spettatore, decisamente irripetuto nel suo genere.
Il film racconta diverse vicende sul tema annunciato dal sottotitolo: il racket della prostituzione minorile. Due sono i filoni di fondo: quello delle giovani sprovvedute, immigrate nelle grandi città del Nord dalle province meridionali o dalle grandi isole, spinte dal bisogno di lavorare e allettate con promesse lusinghiere e quello delle ragazze di famiglie borghesi, i cui genitori conducono ipocritamente una doppia vita oppure sono incapaci di rapporti affettivi e confidenziali con i propri figli. Per tutte queste minorenni, dopo le prime esperienze amorose, si fa avanti la piovra avvinghiante del racket, alle cui imposizioni e ricatti non si sfugge se non a prezzo di amare delusioni o di tragiche ribellioni.
Girato con interpreti non professionisti e sviluppato su un plot piuttosto elementare e schematico (di Mino Giarda e dello stesso regista) l'opera è una libera rielaborazione della scomoda inchiesta di una giornalista de "L'Espresso" sul fenomeno della prostituzione minorile. Il risultato appare oggi indubbiamente datato, eppure l'efficacia essenziale dell'opera è qualcosa che “resta dentro”, un disturbo che irrompe violento nelle nostre certezze più costituite. Impossibile rimuovere dopo una sola visione i volti smarriti delle vittime, i giochi perversi dei facoltosi clienti (al limite del mostrabile lo smunto ragioniere amante delle umiliazioni scatologiche), l'industriale annoiato che adora umiliare ragazze più giovani della stessa figlia.
I dialoghi affiancano e completano quest'approccio crudo del film, evitando accuratamente qualsiasi ellisse concettuale e centrando così in pieno il bersaglio cardine delle intenzioni: spiazzare con soluzioni narrative davvero efficaci, tanto da rischiare di apparire maldestramente accondiscendenti e compiaciute. Libero da metri di giudizio propriamente artistici, Storie di vita e malavita spalanca gli occhi di fronte ad un mondo efferato con gli stessi cruenti mezzi che lo caratterizzano. Un esperimento davvero prezioso da recuperare. (Jacopo Coccia)
Da notare- Tra le differenti storie raccontate solo una risulta essere totalmente inventata in fase di sceneggiatura, quella della ragazza borghese che ama isolarsi dalla propria famiglia ascoltando musica classica a tutto volume.
Perché su Bizzarro- Esperimento davvero efficace di docu-fiction, che sfonda abbondantemente (forse incoscientemente) nelle scene erotiche, i limiti della censura del tempo.
Film (più o meno) Simili: Morte sospetta di una minorenne di Sergio Martino
Titoli di testa
Edizioni home video disponibili
NOTE:
Edizione italiana: DVD Minerva/Rarovideo
Certificazione: VM 18
Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia