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Macellai (Bloodthirsty Butchers) Macellai (Bloodthirsty Butchers)
Titolo originale: Bloodthirsty Butchers

Categoria Generi & commistioni
Tipologia Lungometraggio
Genere Horror
Parole chiave Serial killer, Cannibalismo, Splatter

Regia: Andy Milligan
Cast:
John Miranda, Annabella Wood, Jane Helay, Berwick Kaler
Sceneggiatura John Borske, Andy Milligan
Anno: 1971
Nazione: Usa
Durata: 74 minuti
In breve:
Un barbiere diabolico, con l'aiuto di una panettiera, trasforma i suoi clienti in pasticcini di carne

Note

Costumi Raffine (Andy Milligan)
Visite: 1294

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: cupo e malsano
Ritmo: rapido
Sangue: non abbastanza
Tensione: purtroppo spesso rovinata da dialoghi torrenziali
Erotismo: c'e' nell'aria anche se si vede ben poco

Recensione:

Aperitivo al sangue

Se non fosse stato per Tim Burton e per il suo intenso Sweeny Todd, il personaggio letterario di Benjamin Barker (efferato barbiere-killer di Fleet Street che con l'aiuto di una panettiera trasforma i suoi clienti in succulenti gateaux di carne), sarebbe sopravvissuto nei ricordi cinematografici soprattutto per questo filmetto di Andy Milligan dal titolo Bloodthirsty Butchers - in italiano Macellai – che ne riprende le gesta. Le altre apparizioni “video” del diabolico barbiere appartengono solo alla televisione, ad alcuni corti e a un paio di titoli assolutamente introvabili degli anni '30. Non che questo Macellai si trovi facilmente in giro ma, dopo il successo del film burtoniano (ricordiamo tratto da un musical di Stephen Sodhein del 1979 e interpretato niente meno che da Angela “La signora in giallo” Lansbury), forse a qualcuno potrebbe venir voglia di proporlo anche in digitale.

Bloodthirsty Butchers è girato in estrema economia, come tutto il cinema di Milligan, un regista che incarna benissimo l'idea d'autore di z-movies: nella sua carriera lunga più di trent'anni ha firmato una trentina di pellicole, sopratutto horror, ma anche alcuni nudies e commedie sexy. Insomma un regista coi fiocchi.

Ma nonostante Macellai sia girato con due lire - cosa di solito deleteria per un film in costume - non lo dà a vedere. Purtroppo, però, non dà a vedere nemmeno tante altre cose: anche se i flani dell'epoca strillavano di omicidi terribili, sadismo e cannibalismo, nel film di Milligan, il gore è poca cosa e i rapporti masochistici tra i vari personaggi sono spiegati con dialoghi fiume anziché analizzati o mostrati. E questo per un horror è veramente deleterio. Ma niente paura, per gli amanti del trash assoluto come il sottoscritto, ci sono le interpretazioni di John Miranda e della sua “complice” Jane Haley, talmente al di fuori da qualsiasi schema che risultano insopportabilmente divertenti. Inoltre, l'ambientazione pseudo dickensiana, dà un bel senso di straniamento al tutto. Abbastanza malsano da meritare una riscoperta. (Nicola Roumeliotis)

Da notare- La scena in cui una mammella fuoriesce da un pasticcio di carne e le dita visibilmente posticce che vengono staccate con una mannaia da un cadavere.

Perché su Bizzarro- Per l'assoluta inconsapevolezza del regista che ha firmato un trash di prima grandezza.

Film (più o meno) simili: Spider Baby (1968) di Jack Hill; Two Thousand Maniacs (1964) di Herschell Gordon Lewis

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

Scheda del film a cura di: Nicola Roumeliotis


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