Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: Dramma nichilista
Ritmo: Distruttivo
Humour: Molto nero
Emozione: Carnale
Erotismo: Provocatorio
Violenza: Disturbante
Sangue: Esplicito quanto basta
Recensione:
Melodramma al sangue
Ballard parlava di una fiera della atrocità, di un'America in balia di miti e paure distorte, di figure incomprensibili e stranianti. L'istantanea del vecchio continente, nello specifico la Francia di un imprecisato periodo storico, risulta nell'opera di Noè certamente diversa da quella americana, eppure il senso di disperazione, di totale disillusione verso un sistema alla deriva è molto prossimo alla sensibilità del grande scrittore visionario. In principio era Carne (1991), mediometraggio pluripremiato del giovane regista (classe 63') il cui maggior pregio, tra i tanti di una quasi opera prima coraggiosissima e disturbante, è quello di introdurre allo spettatore un protagonista nuovo, quasi postmoderno, affascinante nelle sue sventure esistenziali, incisivo nella sua insistita filosofia spicciola, perennemente esposta attraverso irripetibili monologhi fuori campo: il "macellaio".
Cresciuto carico di rabbia un macellaio di mezza età, convinto che la Francia sia rimasto il paese corrotto e collaborazionista dei tempi della Repubblica di Vichy, ha come unica gioia la figlia Cynthia, oggetto di morbose fantasie e concepita con una ragazza che lo abbandonerà poco dopo la nascita della bambina, in una stanza dell’Hotel de l’Avenir.
Impersonato da un eccellente Philippe Nahon, contenuto eppure drammaticamente umano, la figura del boucher assurge a icona perfetta della nostra sfortunata epoca, immagine epica (ed il fatto che sia trait-d'union di ben tre film di Noè lo conferma esplicitamente) sintesi di un disagio esistenziale incolmabile, speculare ad una realtà tremendamente spietata ed ingiusta. Il marcio di ingiustizie ed egoismi ci ha travolti tutti, ormai la follia o la devianza sono le uniche risposte possibili. Sembra riassumersi così il cinico punto di vista del regista, che con amarezza guarda ai sogni traditi di un paese (la sequenza sulla società francese), all'impossibilità di sentimenti puri (parlare di amore è impossibile, il sesso è invece svogliato e deludente), alla fine di un'umanità condannata alla deriva, dove la solidarietà è utilitaristicamente assente: nella parte migliore del film, il macellaio cerca aiuto nel suo passato, ma tutto è cambiato irrimediabilmente. Il nichilismo più oscuro di Noè sottolinea come tutto sia ormai irrimediabilmente corrotto, perduto, rifiutandosi con sfrontata perentorietà di suggerire una qualsiasi via di fuga, o soluzione di sorta, alla tormentata epoca attuale. Una visione discutibile e manichea, che non nasconde un chiaro coraggio di intenti ed una voglia (compiaciuta ma sincera) di fare tabula rasa di tutto il perbenismo imperante, costellato di compromessi e false illusioni. Si insiste su elucubrazioni sociologiche, si fa ricorso a soluzioni estetiche forse discutibili (le frasi in stile propaganda sovietica che interrompono il narrato), di certo quello del regista francese è cinema prezioso, che in tempi tanto bui non può che farsi trementamente necessario. (Jacopo Coccia)
Da notare- Il personaggio del macellaio tornerà per pochi secondi nel prologo del controverso Irreversible (2002), sempre di Noé
Perché su Bizzarro- Anarchico ed ipercinetico, confonde con maestria atmosfere horror con situazioni iperrealiste
Film (più o meno) Simili: Taxi Driver (1976)
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: inedito in Italia
Atri titoli: I stand alone (titolo internazionale)
Film correalati: il personaggio principale del film compare anche in Carne (1991) e Irreversible (2002)
Premi principali: miglior sceneggiatura al festival di Stiges (1998)
Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia