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Morte ha fatto l'uovo, la Morte ha fatto l'uovo, la
Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Thriller, Grottesco
Parole chiave Serial killer, Consumismo, Metamorfosi e mutazioni

Regia: Giulio Questi
Cast:
Gina Lollobrigida, Jean-Louis Trintignant, Ewa Aulin
Sceneggiatura Franco Arcalli, Giulio Questi
Colonna Sonora Bruno Maderna
Anno: 1968
Nazione: Italia, Francia
Durata: 86 minuti
In breve:
Secondo film di Giulio Questi: un giallo anarchico, destrutturato e arricchito di nuove forme.
Visite: 926

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: giallo colorato
Ritmo: old style
Violenza: senza veli
Humour: sottile
Erotismo: con i veli ma non troppo

Recensione:

Meglio un uovo oggi che… il pollo modificato

Dopo aver scardinato le regole del western con il film Se sei vivo spara, il regista Giulio Questi, con La morte ha fatto l'uovo, tenta un'operazione analoga: le regole classiche del giallo vengono scomposte e sovvertite, lasciando ampio spazio ad una narrazione anarchica e in un certo qual modo, schizzata.

Marco, giovane e affascinante intellettuale, è sposato con Anna, una ricca allevatrice di polli. Nell'azienda arriva anche Gabriella, cugina di Anna che, ben presto, farà perdere la testa a Marco. In realtà, la ragazza, è attratta soltanto dal denaro e usa l'ingenuo cognato per ereditare l'azienda. La situazione degenera.

Tutte le opere di Giulio Questi sono difficilmente catalogabili: il genere è un dettaglio, una forzatura, che al maestro va stretta sin dagli inizi. Ne La morte ha fatto l'uovo, salta ogni schema e punto di riferimento per lo spettatore: l'immagine e la struttura narrativa camminano su strade parallele e, proprio quando sembrano toccarsi, è l'intervento di montaggio a separarle. Il montatore (e sceneggiatore) Franco Arcalli, più che al raccordo pensa, infatti, al contrasto: un assemblaggio strampalato di elementi diversi, apparentemente scollegati l'uno dall'altro, che così combinati riacquistano un senso e una nuova dimensione.

Ritorna prepotente, anche in quest'opera, un certo gusto dell'orrido (violenza e forzatura visiva), un elemento tipico che ricorre nella filmografia di Questi quasi fosse un'ossessione: i polli geneticamente modificati, senza ali e senza testa, brancolano come storpi in balia degli eventi, lasciando addosso una sensazione di piacevole ribrezzo. Fa da sfondo una scena mutevole, che si tinge di una vena pop straniante, pienamente anni '60: niente più registro unico ma continui cambi cromatici accompagnano numerose e ossessive incursioni pubblicitarie che rimandano al consumismo imperante (in maniera quasi profetica Questi parla già di OGM) e alla politica arraffona, tipicamente italiana. Originale e fortemente sperimentale anche la colonna sonora - composta dalle musiche di Bruno Maderna - che accompagna per mano i personaggi del film, in ogni loro movimento, calcando fino allo stremo ogni singolo crescendo narrativo.

Gulio Questi regala al cinema 'uno sguardo d'autore' originale e spiazzante, che potremmo comodamente inserire al fianco di Marco Ferreri. Una carriera di visioni estreme, contrastata dalla presenza ingombrante della censura e mai pienamente riconosciuta. (Alessandra Sciamanna)

Da notare- Gli stranianti titoli di testa e le pubblicità deliranti.

Perché su Bizzarro- Atipico nelle musiche, nella regia, nel montaggio e nella sceneggiatura. Un giallo destrutturato e arricchito di nuove forme.

Film (più o meno) simili: L’uccello dalle piume di cristallo (1970)

Trailer

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

Scheda del film a cura di: Alessandra Sciamanna


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