Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: yakuza movie appestato di perversioni S&M e morbosità
Ritmo: discreto
Humour: caustico e dissacrante
Azione: rigorosamente all'arma bianca
Violenza: sadisticamente iper-gore
Sangue: fino al soffitto
Recensione:
SadoMasoKiller
L'ossigenato gangster Kakihara ha due irrinunciabili quanto impegnative ossessioni: ama vestire improbabili mise da golden age della disco-music e lasciarsi andare alle più efferate manifestazioni S&M. Quando il suo amato boss sparisce misteriosamente, Kakihara inizia a rivoltare come un calzino gli ambienti yakuza della capitale, torturando senza pietà chiunque sia minimamente sospettato della sparizione. Una carneficina che non si arresta nemmeno quando Kakihara riesce a mettersi sulle tracce del misterioso Ichi che, sotto la scorza di timido e problematico giovane, nasconde inarrestabili pulsioni omicide manovrate da altrui mani. Sedotto dalle potenzialità mortifere di Ichi, Takihara farà di tutto per scontrarsi col killer e soffrire come mai ha fatto in tutta la sua vita.
Il frequente e più che legittimo rischio in cui si incorre nell'affrontare a viso aperto e disarmati pellicole cult come Ichi the Killer è quello di venire bellamente abbattuti dalla mastodontica slavina rosso sangue messa in piedi da Miike: accontentandosi dell' inferno di violenza e dolore che tutto sembra travolgere ed inglobare, si rinuncia a scavare sotto il tappeto di cadaveri, perdendo il lato più squisitamente cinefilo e cinematografico del nostro Takashi. Più del messaggio intrinseco della pellicola - Ichi potrebbe voler dire tutto, oppure niente, oppure quello che pare ad ognuno - ciò che nobilita e legittima l’opera, distinguendola con imbarazzante evidenza da un qualsiasi - e pur originale - trattato di bassa macelleria, è il linguaggio cinematografico che media tra lo spettatore e le nefandezze che scorrono senza soluzione di continuità sullo schermo. Nelle sue due ore di lezione Miike mastica, digerisce e rigurgita davanti ai nostri occhi un lavoro figlio di mille e mille suggestioni, un tourbillon brutalmente psichedelico ed oppressivo che unisce il cyberpunk più organico e sanguigno alla pop culture, yakuza movie dove non si spara un colpo al dualismo eros/thanatos, sull'onda di una narrazione che è un nevrotico alternarsi tra reale oggettivo ed immaginario deviato dei suoi protagonisti. La mano di Miike disegna movimenti di camera schizoidi che, unitamente ad un montaggio dai tempi spesso dispari, ricodifica le regole di quello stile ribattezzato "da videoclip" nell'esatto momento in cui è diventato manierismo e, come si suol dire, sterile esercizio di stile. Da subire fino alla fine, senza se e senza ma.(Andrea Avvenengo)

Da notare- Per la scena della tortura su Suzuki (Susumu Terajima), appeso al soffitto tramite dei ganci infilati nella schiena, sono state necessarie 12 ore di makeup preparatorio e altre 12 ore per girare la scena.
Perché su Bizzarro- Provate ad inquadrarlo in una categoria, se ci riuscite.
Film (più o meno) simili: Tetsuo (1989), Imprint (2006, serie tv: Masters of horror), Tokio Gore Police (2008).
Trailer
Edizioni home video disponibili
NOTE:
Edizione italiana: DVD Dynamic Italia
Premi principali: migliori effetti speciali al Fantafestival 2002, premio della giuria al Neuchâtel International Fantasy Film Festival, miglior regista e miglior film ai Japanese Professional Movie Awards
Opere correlate: tratto dall'omonimo manga di Hideo Yamamoto
Scheda del film a cura di: Andrea Avvenengo