Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: Surreale
Ritmo: Onirico
Tensione: Perenne
Brividi: Sottopelle
Erotismo: Elegante e sensuale
Violenza: Estetizzata
Recensione:
L'incredibile circo della vita
Identità sessuali negate, confuse, violate. L'immaginario iperbarocco di Sion (regista passato al cinema tradizionale dopo una lunga militanza nell'hard) si fa forma estetizzata, ridondante, incentrata sulle vessazioni e sui piaceri estremi dell'esistenza. Si respira molto Pasolini nei suoi lavori, inframezzato esplicitamente da schegge visionarie prossime a Fellini o al Ferreri più caustico.
Il preside dell'istituo Ozawa Gozo abusa di sua figlia Mitsuko, dopo averla sorpresa a spiarlo mentre faceva l'amore con sua madre Sayuri (una superba Masumi Miyazaki). Da questo preciso momento madre e figlia vivranno un inferno voyeuristico e sadico, costrette ad assistere ai rispettivi amplessi con l'uomo, imprigionate all'interno di una custodia da violoncello. Anni dopo la scrittrice paraplegica Taeko scriverà un romanzo sulla terribile esistenza della picccola Mitsuko, ma la realtà dei fatti risulterà molto più complessa e diversa dai ricordi che affiorano nei suoi racconti...
Considerare Strange Circus un capolavoro della recente produzione cinematografica nipponica, temporaneamente in fase di stasi creativa (assorbita com'è da spiriti maligni e fantasmi troppo omologati), non è parere azzardato. Tralasciando i facili confronti, la fantasia surreale e perversa, perennemente sospesa di questo regista non può non lasciare incantati. Forse un sogno terribile, che trova respiro in una messa in scena dal gusto per il dettaglio quasi maniacale, che accompagna in modo speculare tutti i sentimenti dei protagonisti: come non rimanere esterrefatti di fronte al corridoio rosso porpora che Mitsuko attraversa più volte dopo le violenze subite? O al grottesco circo-freak che fa da cornice alla vicenda? Tematiche taboo dure e disturbanti quelle manipolate abilmente da Sion, che tuttavia sembra ricordarci come la vita, per quanto imprevedibile e difficile, debba passare sempre attraverso grandi sofferenze esistenziali, un passaggio necessario per (ri)trovare definitivamente se stessi. (Jacopo Coccia)
Da notare- Il regista è stato, fin dall'adolescenza e prima di iniziare a far cinema, un talentuoso poeta.
Perché su Bizzarro- Bunuel e Fellini (con derive estetiche verso Bergman) in salsa orientale.
Film (più o meno) Simili: Audition (1999)
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: fuori catalogo
Premi: premio della giuria al Festival di Berlino 2006
Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia