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F.F.S.S. F.F.S.S.
Titolo originale: F.F.S.S. cioè: 'che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?'

Categoria Humour & vaneggiamenti
Tipologia Lungometraggio
Genere Comico, Grottesco
Parole chiave Parodia, Fama e successo, Film nel film

Regia: Renzo Arbore
Cast:
Renzo Arbore, Pietra Montecorvino, Luciano De Crescenzo, Andy Luotto, Roberto Benigni, Gerardo Gargiulo, Pippo Baudo, Gigi Proietti, Isaak Gorge, Nino Frassica
Sceneggiatura Renzo Arbore, Luciano De Crescenzo
Colonna Sonora Gianni Mazza, Renzo Arbore
Anno: 1983
Nazione: Italia
Durata: 98 minuti
In breve:
Federico Fellini vittima di un furto? Non è cronaca, è ciò che avviene nelle prime scene di FFSS.
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Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: tamarro colto
Ritmo: scorre liscio e non si dilunga
Humour: è il punto forte del film e non concede un attimo di tregua

Recensione:

C’era una volta…un’Italia che sapeva farci ridere

Federico Fellini vittima di un furto? Non è cronaca, è ciò che avviene nelle prime scene di FFSS (Federico Fellini Sud Story). In sella ad una cabrio, Renzo Arbore e Luciano De Crescenzo vagano per le strade di Roma come due napolo-americani discutendo di un eventuale soggetto da filmare. Non convince l’idea di Arbore dei Vermicelli western da girare nel sud di Napoli, ma bisogna fare in fretta, “il produttore vuole il secondo film”, urge un’idea. Un semaforo rosso, in cui scorre il sangue di San Gennaro, blocca l’auto proprio sotto casa Fellini e, dalla finestra del maestro, piovono le pagine di una sceneggiatura incompleta. I due arrabattano i fogli e ringraziano per il miracolo. Tutto è subito pronto, persino i 48 chili di tette sono giunti sul set: via con il primo ciak. Assisteremo alle vicende di un manager magnaccia e della sua cantante prediletta in viaggio tra Napoli, Milano e Roma, fino a Sanremo, alla ricerca di un modo per sfoggiare il talento canoro.

è un cast ricco di personaggi noti quello che abita FFSS, tra cui Andy Luotto che traduce per il pubblico islamico e Don Lurio che esce da una toilette piroettando tra strisce di carta igienica. Appare anche il pittore Renato Guttuso sdraiato a terra in un vicolo di Roma, mentre dipinge una Madonna. Quasi tutti gli interpreti si auto-citano.

La demenzialità dell’opera è contesa tra le battute di Arbore - in puro stile Alto Gradimento - e la scenografia essenziale, ai limiti dell’improvvisazione. Città e personaggi, infatti, diventano caricature e le vicende cadono talvolta in preda a convulsioni visionarie. Insomma un‘‘opera che potrebbe irritare i puristi del cinema, poiché appare frettolosa e tirata via in molti suoi elementi (scenografia, costumi, musiche ) ma, tale apparente mancanza di professionalità, è invece ricercata con gusto, molto più complessa di quanto non sembri.

Un film nel film, metacinema senza sofismi, spassoso e dissacrante. (Roberto Fontana)

Da notare- Non potevano mancare gli sketch delle pubblicità demenziali. Dopotutto tra gli amici di Arbore, nonché tra le comparse di FFSS, c’è anche Alfredo Cerruti, voce fuori campo degli Squallor.

Perché su Bizzarro- Tra un capezzolometro, una cantante affetta da napoletanite e un milanese che taglia la nebbia con un coltello, c’è poco da essere seri.

Film (più o meno) simili: Se non son matti non li vogliamo (1941)

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FILMATI:
4 scene tratte dal film

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

Scheda del film a cura di: Roberto Fontana


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