Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: morboso e provocatorio
Ritmo: andante ma non troppo
Sangue: a fiumi
Violenza: improvvisa e disturbante
Erotismo: fetish
Tensione: con picchi da thriller
Recensione:
Vampire movie ai limiti della provocazione
Il prete cattolico che divenne cavia medico-scientifica, la cavia che divenne vampiro assetato, il vampiro che divenne folle amante. Uno spunto di base che, con fare dissacrante e a briglia sciolta, mischia e sconvolge sacro e profano, umano e disumano, reale e draculesco. Thirst di Park Chan-wook è un film incredibile, per stomaci forti, cuori d’acciaio e animi non proprio puritani.
Va in scena una storia tanto inusuale (a dir poco!) quanto geniale, provocatoria e morbosa, come solo il cinema può e sa fare mescolando input e generi tra i più diversi. Sang-hyun è un prete cristiano devoto e amato dalla sua comunità che accetta di prestarsi ad un esperimento medico per testare un vaccino contro un virus letale. Ma qualcosa va storto. Il reverendo muore, poi si risveglia e scopre di essere un vampiro. La disperazione ha il sopravvento, ma presto s’invaghisce di una giovane donna. Una storia di amore molesto e sesso morboso, che lo porta ad infrangere il suo voto di celibato e castità. Vola via il colletto bianco, ed è solo l’inizio…
Liberamente ispirato a Teresa Raquin di Emile Zola e vincitore del Premio della Giuria a Cannes 2009, Thirst è davvero un film scioccante. Fa dell’eccesso e dell’iperbole il suo stendardo, come di chi non è mai sazio di spudorata provocazione. Il pungolo fetish e sanguinoso colpisce ad libitum, e, se prete e “consorte” non sono mai satolli di globuli rossi, dopo un po’ lo è lo spettatore, che giunge ai titoli di coda semplicemente sfinito.
Una love story mai vista prima, che rinasce a vita nuova (vampiresca) tra sacche di sangue e flebo succhiate con avidità, voli danzanti e atterraggi leggiadri, mani strette al collo e gomiti spezzati.
A dir poco spinte e al limite del fastidio fisico sono le molteplici bed scenes, scene di sesso, che costellano la pellicola. La giovane Tae-ju provoca e Sang-hyun non disdegna, finendo così distesi e nudi nel retro di una bottega, su un letto umido come l’oceano o su quello di uno spettrale e cupo ospedale. A livello registico, Thirst è una summa matura dei tratti peculiari di Park Chan-wook: spettacolari movimenti di macchina, montaggio serrato, cesure e tagli improvvisi, fusione di registri e toni diversi nei dialoghi, ecc. Svariate le scene che lasciano il segno (ma non sul collo!). Ne cito una su tutte: la sequenza stra-fetish nella quale lui, inginocchiato, lecca le dita dei piedi a lei, che a sua volta “degusta” falangine e falangette delle mani del suo amato. (Tommaso Tronconi)
Da notare- Il massimo della provocazione si raggiunge quando Sang-hyun si fa mettere una mano nel costato da un confratello, proprio come Gesù fece con San Tommaso.
Perché su Bizzarro- A un prete che diventa vampiro il termine “bizzarro” va un pochino stretto…
Film (più o meno) simili: Suck (2009)
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: Inedito in Italia
Scheda del film a cura di: Tommaso Tronconi