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Street Fighter: La leggenda Street Fighter: La leggenda
Titolo originale: Street Fighter: The Legend of Chun-Li

Categoria B-movie & trasherie
Tipologia Lungometraggio
Genere Azione
Parole chiave Arti marziali, Videogame

Regia: Andrzej Bartkowiak
Cast:
Kristin Kreuk, Neal McDonough, Michael Clarke Duncan
Sceneggiatura Justin Marks
Anno: 2009
Nazione: Canada, India, Usa, Giappone
Durata: 96 minuti
In breve:
Secondo adattamento live action dal videogame di culto Street Fighter: irrappresentabile...
Visite: 123

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: anonimo
Ritmo: soporifero
Humour: involontario
Azione: confusa e coreografata male
Violenza: dove?

 

Recensione:

Da un videogioco di culto, uno spin-off/sequel da dimenticare

Pessimo esempio di coproduzione internazionale tra America e Asia, nata sotto i migliori auspici (la produzione è della stessa Capcom, casa ideatrice del videogioco) quindici anni dopo la cocente delusione del primo film interpretato dalla star Jean-Claude Van Damme.

Chun-Li è la figlia di un ricco uomo d’affari orientale, iniziata sin da piccola alla musica ed alle arti marziali. Una mattina l’imprenditore verrà rapito da una banda di criminali, capitanati dallo spietato Mike Bison. La successiva scomparsa della madre ed il rinvenimento di una misteriosa pergamena spingeranno Chun-Li ad abbandonare le ricchezze familiari per affrontare i bassifondi di Bangkok, dove un’organizzazione segreta potrebbe aiutarla a ritrovare il padre.

Se la pellicola precedente, con cui è fondamentale fare un paragone, fu un fallimento per motivi imputabili ad una messa in scena impropria ed approssimativa (con risultati prossimi al ridicolo), per quanto concerne il lavoro di Bartkowiak, regista polacco già autore di Doom (2005), il discorso si fa ben diverso: approfondimento dei personaggi, del loro background e persino una moderata critica sociale alle contraddizioni di alcune realtà asiatiche.

Tutto lascia insomma ben sperare, se non fosse che la banalità sconcertante del plot, accompagnato da combattimenti coreografati male e dalla fotografia patinatissima di Geoff Boyle, inanelli una serie di stucchevoli luoghi comuni degni del peggior prodotto televisivo di serie B. Un risultato che, sempre a differenza del film del 1994, non emoziona né stupisce, addomesticato com’è alla peggiore percezione esterofila che il turista dell’ultima ora ha dell’Oriente: esotismo facile, contraddizioni sociali, profonda sensibilità umana e senso di pietà verso i più deboli. Una miscela tediante e superficiale, dai presupposti forse errati, che conferma la sostanziale irrappresentabilità di un fenomeno videoludico di culto, di per sé tanto curato ed innovativo da risultare molto più cinematografico dell’adattamento live action su grande schermo. (Jacopo Coccia)

 

Da notare- Compare per la prima volta sul grande schermo uno dei villain più amati del videogioco Capcom: Vega, un matador-ninja interpretato nientedimeno da Taboo (al secolo Jaime Louis Gomez) membro della band musicale The Black Eyed Peas.

Perché su Bizzarro- I videogiochi restano un’eccellente base per i cosiddetti tie-in, gli adattamenti commerciali da opere di natura diversa, ma i picchiaduro (con l’esclusione di Mortal Kombat) sembrano maledetti dalla settima arte.

Film (più o meno) Simili: Tekken (2011) di Dwight H. Little

Edizioni home video disponibili

 

Trailer

 

NOTE:

Edizione italiana: dvd sony

 

Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia


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