Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: mockumentary
Ritmo: incalzante
Humour: grottesco, surreale
Tensione: crescente
Azione: mal di mare da camera a mano.
Violenza: cruda, disturbante
Recensione:
La vita quotidiana di un Serial Killer
Una troupe televisiva segue passo passo, nello svolgersi abitudinario della sua giornata feriale, un lavoratore come tanti: un serial killer. L’assassino racconterà sé stesso, i trucchi del mestiere, gli inevitabili imprevisti dietro l’angolo e darà prova della sua dedizione alla causa, costantemente sotto l’occhio attento della telecamera.
Fra i migliori esempi europei di Mockumentary low budget, rappresenta probabilmente uno dei parti più eccentrici dell’industria cinematografica Belga. Se l’intento originario di Belvaux, Bonzel e Poelvoorde era forse quello di colpire lo spettatore, sconcertarlo, scuoterlo nel profondo attraverso la durezza delle immagini e la totale mancanza di morale del suo protagonista, quel che ne viene fuori è un film che offre il meglio di sé attingendo nel grottesco, nell’ironia, trasformandosi in un affresco surreale di una figura poco credibile, ma profondamente affascinante.
Un film diviso in due parti ben distinte, con un episodio centrale a fungere da spartiacque. Lo spettatore viene prima invitato a sedere dalla parte del protagonista, a vivere con lui un’esperienza straniante ma non priva di fascino, a sporcarsi le mani provando un senso di strana soddisfazione, per poi, improvvisamente, prenderne le distanze, scoprirsi nudo di fronte a chi, tutto sommato non aveva mai nascosto di essere un mostro senza “morale”. Lo stile è volutamente scarno, fedelmente ancorato alla realtà, seguendo i dettami di quel “Cinema veritè” che la pellicola cita, omaggia, ma non si trattiene dallo sbeffeggiare a più riprese. Lo stesso protagonista è un killer spietato con velleità filosofiche, un macellaio che vede nella verbosità e nella prolissità un modo per nobilitare la propria “Professione”. Quel che rimane de Il cameraman e l’assassino è un’impareggiabile satira cinefila, un omaggio divertito ad un genere sottovalutato, una sfida allo spettatore e un esercizio di cinema originalissimo, unico nel suo genere. (Enrico Costantino)
Da notare- Remy Belvaux abbandonò il cinema all’indomani dell’uscita de Il cameraman e l’assassino morendo suicida nel 2006, a soli 39 anni.
Perché su Bizzarro- Un documentario su un serial killer, c’è da dire altro?
Film (più o meno) Simili: ???
NOTE:
Edizione italiana: fuori catalogo
Scheda del film a cura di: Enrico Costantino