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Un tranquillo posto di campagna Un tranquillo posto di campagna
Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Thriller
Parole chiave Sogni e incubi, Fantasmi, Dimora maledetta

Regia: Elio Petri
Cast:
Franco Nero, Vanessa Redgrave, Georges Géret, Gabriella Grimaldi, Rita Calderoni
Sceneggiatura Tonino Guerra, Elio Petri, Luciano Vincenzoni
Colonna Sonora Ennio Morricone
Anno: 1968
Nazione: Italia
Durata: 105 minuti
In breve:
Un manifesto sulla crisi dei valori tra paranoie artistiche e incubi sovrannaturali
Visite: 2305

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: jazz
Ritmo: paranoico
Tensione: crescente
Erotismo: il giusto

 

Recensione:

Un pittore in crisi alla ricerca dell’arte in una casa maledetta

Il pittore Leonardo Ferri, vittima di un blocco creativo e della sua compagna manager Flavia che sembra non capirlo, decide di comprare una vecchia villa di campagna, per riprendere a dipingere: non tarderà a manifestarsi una presenza ingombrante quanto pericolosa.

Elio Petri dirige un manifesto sulla crisi dei valori (come farà in altri film successivi) soffermandosi in questo caso sul mondo dell’arte e relativa commercializzazione: il pittore alienato e schizzato interpretato da un forsennato Franco Nero è vittima infatti della sua arte pop mercificata e incastrata in un sistema borghese. Quello che per lui nasceva come un bisogno di espressione diventa semplicemente una fonte di guadagno che prosciuga il suo spirito artistico e nello stesso tempo alimenta una rottura nel rapporto con la propria amante, troppo spesso manager e simbolo di questa svendita al miglior offerente. La fuga lontano dalla città e dai suoi ritmi sincopati (perfettamente accompagnati dalla splendida colonna sonora firmata Morricone ed eseguita dal Gruppo di improvvisazione Nuova Consonanza) rappresenta per l’artista un ritorno alle origini e un allontanamento da un mondo in cui tutto ha un prezzo e ogni valore è in vendita. Il raggiungimento di questo obiettivo passerà attraverso il soggiorno in quella villa “infestata” dagli incubi del pittore e da un passato poco chiaro fonte di inquietanti suggestioni. È nell’insieme di paranoie artistiche e incubi sovrannaturali che il film raggiunge la perfezione, forte di un montaggio sicuro in cui ogni flash disturbante dell’artista è come uno schizzo di colore che andrà a comporre le opere della sua tragica rinascita artistica. (Alessandro Cruciani)

 

Da notare- I quadri che realizza il protagonista sono opera dell’artista Jim Dine

Perché su Bizzarro- I tormenti di un artista in un contesto horror sono un connubio davvero bizzarro.

Film (più o meno) simili: Blow Up (1966)

 

NOTE:

Edizione italiana: Fuori Catalogo

 

Scheda del film a cura di: Alessandro Cruciani


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