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Todo Modo Todo Modo
Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Grottesco
Parole chiave Politica

Regia: Elio Petri
Cast:
Gian Maria Volonté, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato
Sceneggiatura Berto Pelosso, Elio Petri
Colonna Sonora Ennio Morricone
Anno: 1976
Nazione: Italia
Durata: 130 minuti
In breve:
Una forza e un'attualità disarmanti per una sorta di horror-politico tra corruzione e lascivia
Visite: 2263

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: surreale.
Ritmo: onirico.
Tensione: crescente
Violenza: catartica.

 

Recensione:

Il rinnovamento della politica Italiana, nel sangue.

In un eremo/bunker isolato dal resto del mondo, il gotha del “più grande partito Italiano” si ritrova periodicamente per una sessione di esercizi spirituali e per stabilire le linee guida per l’anno a venire; il rinnovamento sarà ben più radicale di quanto immaginato dai partecipanti.

Una pellicola di rara bellezza ed intelligenza, con una forza e un'attualità disarmanti, siamo sui livelli più alti della storia del cinema Italiano, quando arte e messaggio si fondono in un'opera unica, incredibile. Ultimo film del sodalizio Petri-Volontè prima della rottura definitiva fra i due, Todo Modo è (liberamente) ispirato al romanzo di Sciascia, ma se con A ciascuno il suo il risultato era decisamente più aderente al testo e "canonico" nei risultati, qui tutto si trasforma in un attacco feroce alla classe politica democristiana, alla Chiesa e al potere, tanto che la pellicola finirà fra le opere più nascoste del cinema degli ultimi 40 anni. Il ritratto di Moro fornito da Volontè infatti (si, forse macchiettistico a tratti, ma un'ispirazione diretta avrebbe reso di fatto impossibile la distribuzione del film in sala) ha contribuito poi, dopo la morte del leader democristiano, ad affossare del tutto il futuro del film, consegnandolo all'oscurità. 

Petri adopera un registro volutamente surreale e visionario, per evitare un attacco diretto alle istituzioni, denunciandone la corruzione e la lascivia, una specie di horror-politico insomma, un tentativo più unico che raro ma di una forza prorompente: da una parte una sorta di requiem per la DC, dall'altra un affresco dell'Italia degli anni di piombo destinato ad arrivare intatto, fino ad oggi. Inutile parlare delle interpretazioni: Mastroianni, l'ovviamente immenso Volontà, la miglior attrice Italiana di sempre Mariangela Melato, un Ciccio Ingrassia straniato e perfettamente in parte, Franco Citti e tanti altri diretti da un genio vero, uno dei più grandi. (Enrico Costantino)

 

Da notare- Dopo i primi due giorni di girato, Petri dovette cestinare tutto il materiale per l’eccesiva somiglianza del personaggio di Volontè con Aldo Moro, una vicinanza così marcata avrebbe reso impossibile una distribuzione del film in sala. La pellicola fu ritrovata bruciata presso gli archivi di Cinecittà, in seguito al sequestro dalle sale.

Perché su Bizzarro- I godimenti sadico-religiosi di Moro-Volontè, la DC in un bagno di sangue... non male, affatto.

Film (più o meno) Simili: La proprietà non è più un furto (1973), Il Divo (2008).

 

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

 

Scheda del film a cura di: Enrico Costantino


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