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Lèvres de Sang Lèvres de Sang
Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Horror
Parole chiave Vampiri, Sesso

Regia: Jean Rollin
Cast:
Jean-Loup Philippe, Annie Bele, Nathalie Perrey, Martine Grimaud
Sceneggiatura Jean-Loup Philippe, Jean Rollin
Colonna Sonora Didier William Lepauw
Anno: 1975
Nazione: Francia
Durata: 88 minuti
In breve:
Una dissertazione onirico/vampiresca, dall'incedere lirico e surreale
Visite: 1853

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: raffinato
Ritmo: morbido e incessante
Tensione: atmosferica
Brividi: sottopelle
Erotismo: elaborato
Sangue: essenziale

 

Recensione:

Rollin, i vampiri e il sogno di ogni uomo

Il decimo film del maestro del cinema vampirico più lirico e surreale è – finalmente – un ritorno viscerale alla propria originale poetica: una dissertazione onirica sull’amore, i desideri ed i ricordi, che accompagnano l’uomo attraverso il fardello delle proprie indelebili origini.

Il giovane Frédéric durante un party presso la propria villa riconosce in una fotografia un antico castello. Un luogo strettamente legato alla propria infanzia, dove da piccolo incontrò una misteriosa dama vestita di bianco. Sarà solo l’inizio di una ricerca che lo porterà a scoprire un oscuro segreto familiare.

Se l’incipit è dei più classici, sarà la scintilla che accende gli occhi di Frédéric a sancire l’inizio dell’inarrestabile vortice sensoriale cui sarà vittima e carnefice: uno scatto realizzato da un’affascinante fotografa ed un salto emozionale verso un ricordo infantile, capace di accendere la bramosia verso una donna caparbiamente idealizzata per anni. La donna è ovviamente Annie Belle - all’apice del suo etereo splendore - incarnazione perfetta dell’ideale femmineo secondo Rollin, eguagliata successivamente solo dalla connazionale Brigitte Lahaie. Complice una fotografia armoniosa (curata dal grande Jean-François Robin) ed una sceneggiatura che non accumula, ma asciuga il più possibile le oscure logiche che muovono la vicenda, Lèvres de sang rigenera nel profondo gli elementi e le tematiche portanti che hanno reso unico ed originale l’approccio di Jean Rollin. La recitazione straniante degli attori, la forza evocativa delle coste francesi, l’erotismo raffinato nelle figure femminili divengono nuovamente (come nel debutto La vampira nuda) una componente preziosa e necessaria per la concretizzazione di un’esperienza filmica al limite del metafisico. In tempi di 3D e computer grafica, si fa incredibilmente maggiore il valore artistico di un’opera del genere. (Jacopo Coccia)

 

Da notare- Il film, girato in sole tre settimane, presenta diverse sequenze (filmate senza alcun permesso!) all'interno di storici cimiteri francesi.

Perché su Bizzarro- Rollin ha trsformato la mitologia dei vampiri in un personale discorso autoriale di totale coerenza, identità e continuità. Fino all'ultimo lavoro realizzato: La masque de la Méduse (2010).

Film (più o meno) Simili: She killed in ecstasy (1970) di Jess Franco

 

NOTE:

Edizione italiana: inedito in Italia

 

Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia


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