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Profumo della signora in nero, Il Profumo della signora in nero, Il
Categoria Generi & commistioni
Tipologia Lungometraggio
Genere Horror
Parole chiave Disturbi mentali, Sogni e incubi

Regia: Francesco Barilli
Cast:
Mimsy Farmer, Maurizio Bonuglia, Aldo Valletti
Sceneggiatura Francesco Barilli, Massimo D'Avak
Colonna Sonora Nicola Piovani
Anno: 1974
Nazione: Italia
Durata: 101 minuti
In breve:
Film dal grande fascino in cui ogni elemento della storia è incastrato alla perfezione
Visite: 1605

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: elegante
Ritmo: lento
Sangue: macabro
Erotismo: irrisolto

 

Recensione:

Elegante discesa nell’incubo tra messe nere e fantasmi dal passato

Silvia, scienziata rispettabile dal passato difficile, in seguito alle parole di un sociologo africano sul mondo della magia nera inizia a soffrire di allucinazioni e a rievocare momenti mai risolti del suo passato: è la realtà che si fa insostenibile o la fantasia sta diventando sempre più tangibile?

Nell’assolata e semideserta estate romana, la bellissima Mimsy Farmer interpreta Silvia, una donna apparentemente appagata e solare che nasconde un’infanzia traumatica e si muove elegantemente tra gli incubi orchestrati dal film di Barilli, con un ritmo lento e angosciante capace di creare un forte crescendo, fino all’inaspettato e brillante finale.

È questa una pellicola dal grande fascino in cui ogni elemento della storia è incastrato alla perfezione e ogni momento di tensione (che non si fa attendere) aumenta il mistero senza banalizzare la vicenda. Le riflessioni sul mondo dell’esoterismo africano si alternano alle apparizioni dell’irrisolto dramma infantile di Silvia e alla sua vita sentimentale; gli incontri quasi fortuiti con strani personaggi e i riflessi nello specchio si completano alla perfezione ed elevano questo prodotto rispetto agli altri classici del cinema di “serie B” degli anni ’70. Il film si discosta dai prodotti coevi e anche dal cinema argentiano (complice ad esempio la colonna sonora firmata Nicola Piovani) avvicinandosi a thriller psicologici e paranoici alla Polanski, conservando un'eleganza forse troppo curata che non inficia comunque il risultato e la completezza della storia raccontata. (Alessandro Cruciani)

 

Da notare- La fotografia curata e la costruzione di alcune scene evidenziano il background artistico del regista Barilli qui al suo primo lungometraggio

Perché su Bizzarro- Ottimo esempio di cinema di genere anni ’70 italiano non proprio convenzionale, il banchetto finale ne è la prova.

Film (più o meno) simili: La corta notte delle bambole di vetro (1971), Tutti i colori del buio (1972), L’inquilino del terzo piano (1976)

 

Edizioni home video disponibili

 

Trailer

 

NOTE:

Edizione italiana: DVD RaroVideo

 

Scheda del film a cura di: Alessandro Cruciani


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