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Quintet Quintet
Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Fantascienza, Thriller
Parole chiave Post apocalittico, Fantasport, Ghiaccio e neve

Regia: Robert Altman
Cast:
Paul Newman, Vittorio Gassman, Bibi Andersson, Fernando Rey, Brigitte Fossey, Nina Van Pallandt, Françoise Berd, Thomas Hill, Michael Maillot, Monique Mercure, Craig Richard Nelson, Marushka Stankova.
Sceneggiatura Robert Altman, Patricia Resnick, Frank Barhydt
Anno: 1978
Nazione: Usa
Durata: 110 minuti
In breve:
Il film più anomalo di Robert Altman: shi-fi pseudo-filosofica che basa le sue vicende su un gioco da tavola.
Visite: 485

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: ostico e riflessivo.
Ritmo: tendente al sonnolento.
Tensione: normodotato.
Emozione: il dramma è presente ma non eccessivamente lacrimevole.
Violenza: qualche omicidio e un po’ di sangue.

Recensione:

Giocare è un po’ morire

Robert Altman firma un prodotto intellettualoide e meditabondo ambientato in una città claustrofobica e malandata dal retrogusto rinascimentale. Quintet procede utilizzando molti elementi giallo-thriller (una lunga indagine per scoprire retroscena nascosti e una bella manciata di omicidi misteriosi) e si abbandona spesso, con un certo piacere, al simbolo e ai significati ermetici.

La Terra è ricoperta dai ghiacci, la vita animale e vegetale sta scomparendo. Essex, un cacciatore di foche, torna nella sua città insieme alla compagna Vivia che è incinta. I due giungono a destinazione e si riuniscono con Redston, il fratello di Essex. In città, tutti praticano il “Quintet”, uno strano gioco da tavola dagli effetti misteriosi…

Si tratta di uno dei prodotti più insoliti di Robert Altman che, mai come in questo caso, entra nelle materie filosofiche e ci si chiude dentro, rischiando di lasciare fuori anche il pubblico che vorrebbe seguire il film. Il problema di Quintet, sta tutto qui: scarsa voglia di lasciarsi seguire nelle sue elucubrazioni. L’astrusità ha un suo fascino, questo è indubbio, e chi possiede il giusto palato potrebbe addirittura trovare accattivante questo contorto parlottio che lo caratterizza, ma il rischio di uscirne stressati è molto alto. Tanti sono i film capaci di lasciare dubbi e risultare interessanti proprio per questo, ma si tratta di pellicole che ragionano aprendo mille porte e mille vie d’interpretazione a chi vuole percorrerle. Quintet, invece, fa l’esatto contrario, chiudendo ogni spiraglio e creando aria viziata. Il modo migliore per guardare questo film è rassegnarsi, lasciandolo incompreso e lasciandosi cullare dall’indubbio fascino che, nonostante tutto, emana fino all’ultima scena. (Daniele 'Danno' Silipo)

Da notare- Voi le avete capite le regole del Quintet?

Perché su Bizzarro- Una visone del futuro sicuramente singolare, non solo per il “quadro d’insieme” ma, soprattutto, per l’ambientazione e le scenografie nonché per l’idea di basare il film su un gioco da tavola.

Film (più o meno) Simili: Rollerball (1975); Stalker

 

Edizioni home video disponibili

 

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

Scheda del film a cura di: Daniele 'Danno' Silipo


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