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Intervento divino Intervento divino
Titolo originale: Yadon ilaheyya

Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Commedia, Grottesco
Parole chiave Scenario di guerra

Regia: Elia Suleiman
Cast:
Elia Suleiman, Manal Khader, George Ibrahim
Sceneggiatura Elia Suleiman
Anno: 2002
Nazione: Francia, Marocco, Germania, Palestina
Durata: 92 minuti
In breve:
Una bizzarra storia d'amore e vita, ai tempi della guerra tra Palestina e Israele
Visite: 436

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: surreale, nonsense
Ritmo: dinamico
Humour: grottesco

 

Recensione:

Tatì incontra Beckett in un piccolo capolavoro firmato da Elia Suleiman

Un piccolo gioiello (prezioso) del cinema indipendente palestinese. Poetico, nonsense, grottesco, surreale, a suo modo magico, Intervento Divino - vincitore del premio della giuria a Venezia nel 2002 - racconta le avventure di Es, ragazzo palestinese di umili origini costretto a (soprav)vivere in una Nazareth dilaniata da scontri interni tra israeliani e palestinesi. Es ha una ragazza, Ramallah, grazie alla quale cerca di rendere la sua esistenza un po' meno drammatica. È molto bella Ramallah, ed ama molto il suo Es, ma i due possono incontrarsi soltanto di nascosto e in un punto preciso: davanti al checkpoint che delimita il confine tra israeliani e palestinesi. È lì che rimangono per ore in silenzio, a guardarsi, accarezzarsi e baciarsi teneramente, quasi come se la loro relazione rappresentasse l'unico momento di pace e serenità in una situazione altrimenti drammatica.

È questa la guerra secondo Es, è questo (forse) il modo migliore per raccontarla, mescolando – apparentemente a caso – la poetica surreale di autori come Jacques Tatì, strizzando nel frattempo l'occhio ai grandi protagonisti della slapstick comedy come Frank Capra, Buster Keaton e, ovviamente, Charlie Chaplin, passando poi per il surrealismo di autori contemporanei come Gondry e miscelandosi, infine, con la teatralità nonsense e bizzarra di Samuel Beckett. Ci sono molti modi per raccontare una guerra, uno di questi è non raccontarla, e affidarsi alla magia di un regista controverso come Elia Suleiman, capace di narrare una storia densa di dolore in una favola grottesca degna di essere ascoltata. (Luna Saracino)

 

Da notare- Nel film recitano sia il regista che sua madre, nei panni rispettivamente di figlio e genitore.

Perché su Bizzarro- L'intero film gioca sul nonsense e il grottesco, tipici del cinema surreale di Gondry, Tatì e affini

Film (più o meno) Simili: ???

 

Trailer

 

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

 

Scheda del film a cura di: Luna Saracino


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