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Nel paese delle creature selvagge Nel paese delle creature selvagge
Titolo originale: Where the Wild Things Are

Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Fantastico
Parole chiave Infanzia, Creature fantastiche

Regia: Spike Jonze
Cast:
Max Records, Catherine Keener, Mark Ruffalo
Sceneggiatura Spike Jonze, Dave Eggers
Colonna Sonora Carter Burwell, Karen O
Anno: 2009
Nazione: Usa/Australia/Germania
Durata: 101 minuti
In breve:
La storia della crescita di un bambino in un film spiazzante ma molto suggestivo
Visite: 2717

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: estroso
Ritmo: alternato
Humour: curioso
Emozione: malinconica
Azione: infantilmente anarchica

 

Recensione:

L'emozionante viaggio nell’universo intimo e mentale di un bambino

Parlare ai bambini e dei bambini è una cosa per niente facile, specie se ci si accosta alla materia con l’atteggiamento paternalista dell’industria hollywoodiana che vede i bimbi come menti da tenere a bada e il cinema come un grande baby-sitter. Spike Jonze, sulla base di un famoso racconto di Maurice Sendak per l’infanzia, decide di rinnegare i cascami della fiaba classica o dell’intrattenimento per raccontare la storia della crescita di un bambino entrando il più possibile nel suo piccolo mondo. Film spiazzante ma molto suggestivo.

Max è un bambino che non riesce a gestire la propria vitalità e rabbia; dopo una lite con la mamma fugge via, lontano da casa, in un luogo immaginario abitato da strane creature, tra le quali Carol, mostro che non sa gestire le emozioni. Una favola contemporanea, esplicitamente psicoanalitica, scritta da Jonze e Dave Eggers, che cerca di rendere in modo fedele l’infanzia senza lasciarsi irretire dalle voglie sentimentaliste degli adulti.

Infatti, fin dalla scelta di un protagonista iperattivo e non necessariamente simpatico, il film preferisce guardare al mondo interiore di un ragazzino con schiettezza, raccontando (senza figure adulte di supporto) il percorso autonomo che porta Max a comprendere e risolvere i propri problemi, confrontandosi con gli altri e verificando sulla realtà i propri voli d’immaginazione. Jonze rinuncia del tutto alle strutture convenzionali, lascia il racconto ai sussulti emotivi dei personaggi e preferisce ritrarre un mondo fantastico coi tratti della realtà, piuttosto che blandire lo spettatore con carinerie concilianti.

Certo, rischia molto, la sceneggiatura si struttura con libertà assoluta senza paura di prendersi i suoi tempi, ma la regia è perfetta nel porsi davvero ad altezza bambino (il perfetto incipit, quasi truffautiano) e risulta parecchio tenera nel cercare di comprendere o amare personaggi impossibili. Bellissimo, inoltre, il lavoro visivo sulle creature: pupazzi che parlano tramite una delicatissima computer grafica, che si integra in modo dolce con la prova del piccolo (e sincero) Max Records. Film che traspira emotività e onestà a ogni inquadratura. (Emanuele Rauco)

 

Da notare- Le creature sono disegnate basandosi sugli attori che le interpretano. I costumi sono alti intorno ai due metri e le facce animate al computer.

Perché su Bizzarro- Difficile realizzare un film dalla tecnica e dall'approccio filmico così compositi per parlare, senza filtri, ai bambini.

Film (più o meno) Simili: Labyrinth (1986) di Jim Henson, Coraline e la porta magica (2008) di Henry Selick.

 

Edizioni home video disponibili

 

Trailer

 

NOTE:

Edizione italiana: DVD Warner Home Video

 

Scheda del film a cura di: Emanuele Rauco


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