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Odore della notte, L' Odore della notte, L'
Categoria Generi & commistioni
Tipologia Lungometraggio
Genere Drammatico
Parole chiave Criminalità

Regia: Claudio Caligari
Cast:
Valerio Mastandrea, Giorgio Tirabassi, Alessia Fugardi, Eva Vanicek, Marco Giallini
Sceneggiatura Claudio Caligari
Anno: 1998
Nazione: Italia
Durata: 100 minuti
In breve:
Dal regista del cult Amore Tossico, una vicenda di criminalità nella periferia romana
Visite: 2397

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: crudo e nerissimo
Ritmo: vintage
Humour: sottile
Tensione: perenne
Azione: moderata senza esagerazioni
Violenza: nelle corde dell’autore

 

Recensione:

Dopo Ostia, le notti capitoline secondo Caligari

A volte ritornano, per fortuna. Quindici anni dopo il cult Amore Tossico – pausa dovuta non certo a crisi creativa – Caligari sceglie di narrare per immagini il romanzo Le notti di Arancia Meccanica di Dido Sacchettoni, a sua volta ispirato a fatti di cronaca nera avvenuti a Roma sulla fine degli anni ‘70.

Il film narra la vicenda di un gruppo di rapinatori dell’estrema periferia di Roma specializzato nell’assalto ai “quartieri alti”, in una sorta di rivalsa verso i più fortunati. La banda aggancia le proprie vittime per strada, seguendole in macchina, e poi si intrufola nelle case dei borghesi seminando il terrore. A guidare la banda è Remo Guerra (Valerio Mastandrea), un giovane arrabbiato che per un po’ continua a fare di professione il poliziotto. Ma nonostante i continui successi della banda, in Remo si affaccia una crisi di coscienza: è giusto che sia lui, rapinatore dei ricchi, a rivelare le contraddizioni della società?

La poetica marginale, sporca, fieramente metropolitana del regista è ancora viva. Si parla di fatti e personaggi di vent’anni fa solo e soltanto per costruire un sapiente espediente narrativo: parlare senza sconti delle incoerenze sociali del Paese, dove i divari civili sembrano miseramente acutizzarsi giorno dopo giorno. Si strizza l’occhio al miglior cinema poliziesco Francese, ma il cuore batte orgogliosamente nei territori del nostro cinema di genere (scelta implicitamente confermata dalla presenza di grandi volti del passato, come la celebre Franca Scagnetti). Con scaltrezza quasi anacronistica, non si identificano affatto i personaggi buoni o cattivi, al massimo sarà possibile distinguere gli “integrati” dagli “apocalittici”, gli idealisti dai disillusi, tutti partecipi della cupezza infinita che è la Roma dei quartieri alti. Mastandrea, così come il resto del cast, risulta totalmente in parte e lascia perdonare sporadiche elucubrazioni piuttosto letterarie di alcuni dialoghi. La fotografia curatissima di Maurizio Calvesi chiude il cerchio, a sottolineare la fiera diversità di un prodotto coraggiosamente antitelevisivo e certamente non accomodante, come conferma l’amaro epilogo.

Comparsata folgorante di Little Tony tra i vip vittime dei colpi della banda, costretto a cantare “Cuore matto” in condizioni quantomeno spinose. Grazie di esserci Caligari. (Jacopo Coccia)

 

Da notare- Il film, in coerenza con la poetica di Caligari, è stato prodotto dalla “Sorpasso Film” di Marco Risi e Maurizio Tedesco ma purtroppo non ha ottenuto il meritato successo

Perché su Bizzarro- Opera che aggiorna, pur rispettandone i canoni, le produzioni del glorioso decennio del poliziottesco all’italiana, ricco di violenza scorretta e volti indimenticabili

Film (più o meno) Simili: Romanzo Criminale (2005) di Michele Placido

 

Una scena

 

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

 

Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia


1 Commento

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Commento inserito : Tue 21-11-17


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