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Aria Aria
Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Musicale, Drammatico, Commedia
Parole chiave Episodi

Regia: Robert Altman, Bill Bryden, Nicolas Roeg, Ken Russell, Bruce Beresford, Frank Roddam, Charles Sturridge, Jean-Luc Godard
Cast:
Theresa Russell, Buck Henry, Beverly D'Angelo, Elizabeth Hurley, Bridget Fonda, Tilda Swinton, John Hurt
Sceneggiatura Robert Altman, Bill Bryden, Nicolas Roeg, Ken Russell, Bruce Beresford, Frank Roddam, Charles Sturridge, Jean-Luc Godard, Julien Temple, Derek Jarman
Anno: 1987
Nazione: Gran Bretagna
Durata: 90 minuti
In breve:
Dieci tra i più eccentrici registi contemporanei si misurano con altrettante arie d'opera
Visite: 681

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: elegantemente videoclipparo
Ritmo: andante con brio
Humour: beffardo
Erotismo: patinato
Emozione: Lirica

 

Recensione:

All'Opera, Maestri.

Robert Altman, Bill Bryden, Nicolas Roeg, Ken Russell, Bruce Beresford, Frank Roddam, Charles Sturridge, Jean-Luc Godard, Julien Temple, Derek Jarman. Un inedito ensemble di autori assortiti per provenienza (sette britannici, un americano, un francese e un australiano), formazione e stile, messo insieme dal versatile estro del produttore e regista Don Boyd per un eccentrico esperimento di rilettura di celebri arie d'opera.

Il risultato, Aria, è un curioso film collettivo, in cui le note di Verdi, Wagner, Lully, Korngold, Puccini, Rameau, Charpentier e Leoncavallo si mescolano in un ricco carosello visivo e sonoro, e nel quale la meccanicità da mero divertissement degli episodi meno riusciti trova ampio riscatto nelle ricercate suggestioni dei contributi di maggior pregio.

Così, se Roeg - al quale spetta il privilegio dell'apertura - sfodera al meglio il suo repertorio di zoom, contrasti cromatici e dettagli rivelatori in un compatto intrigo politico-sentimentale sostenuto dalla sfolgorante bellezza di una Theresa Russell en-travesti, Godard e Temple la buttano sull'ironia irriverente, mettendo in scena rispettivamente i vani tentativi di attirare l'attenzione di alcuni body-builders da parte di due graziose fanciulle, e il sinuoso piano sequenza di una pochade coniugale dai tratti super pacchiani. All'insegna della visionarietà si pone, invece, il terzetto Altman - Jarman - Russell: il primo scruta con piglio goliardico i comportamenti licenziosi e scurrili di un pubblico di pazzi e prostitute del XVIII secolo in attesa dello spettacolo; il secondo sfiora il sublime alternando il grottesco dell'ultima esibizione di un'attrice ormai decrepita ma acchittata di trine e merletti alla dolente poesia delle immagini in 8mm che la mostrano, giovane e innamorata, con l'etereo volto di Tilda Swinton; il terzo recupera il proprio immaginario lisergico in una bizzarra allucinazione post-trauma di inusitata potenza figurativa. Priva di impatto, all'opposto, la prova di Sturridge, così come quelle di Beresford e Roddam, nient'altro che diligenti esercizi di stile del tutto trascurabili nonostante l'elegante fotografia di Spinotti e le grazie di Elizabeth Hurley in un caso, e l'esordio della giovanissima Bridget Fonda, nell'altro; mentre Roddam tira le fila dell'intermezzo/trait-d'union tra i vari episodi, chiudendo con la malinconica maschera di John Hurt alle prese con i Pagliacci di Leoncavallo.

Operazione abile e raffinata di sperimentazione linguistica e narrativa, Aria ha il pregio di aggirare il tedio grazie all'eterogeneità e alla vivace alternanza dei singoli atti. Certo, si tratta di un prodotto degli anni '80 e forse oggi può apparire un po' datato nella sua estetica giocata sulle influenze pop del decennio, tra videoclip e derive kitsch, deliziando, ciononostante, i fan dei registi in questione. Sconsigliato, ça va sans dire, ai melomani più ortodossi. (Caterina Gangemi)

 

Da notare- Gli episodi - di durata compresa tra i 14 e i 4 minuti- sono privi di dialogo fatta eccezione per poche battute. Tra i registi interessati al progetto vi erano anche Woody Allen, Federico Fellini e Orson Welles, che morì prima di firmare il contratto.

Perché su Bizzarro- Svela il lato più pop e stravagante dell'Opera.

Film (più o meno) simili: Fantasia della Walt Disney (1940) di Samuel Armstrong, James Algard e altri.

 

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

 

Scheda del film a cura di: Caterina Gangemi


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