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Private Parts Private Parts
Categoria Humour & vaneggiamenti
Tipologia Lungometraggio
Genere Commedia, Biografico
Parole chiave Fama e successo, Sesso

Regia: Betty Thomas
Cast:
Howard Stern, Mary McCormack, Robin Quivers
Sceneggiatura Len Blum, Michael Kalesniko
Colonna Sonora Van Dyke Parks
Anno: 1997
Nazione: Usa
Durata: 109 minuti
In breve:
Parti intime e pubbliche virtù di Howard Stern, il Dj più odiato d’America
Soggetto Howard Stern
Visite: 988

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: diligente
Ritmo: radiofonico
Humour: scatologico
Erotismo: da caserma

 

Recensione:

C’è chi ci mette la faccia, lui ci ha messo qualcos’altro...

"Era offensivo, era sgradevole, era disgustoso". È nelle parole pronunciate nel prologo dalla dirigente della WWDC di Washington, l'essenza della personalità controversa del dj statunitense Howard Stern, popolarissimo in Patria, quanto pressocché sconosciuto nel resto del mondo. Ma chi è realmente Howard Stern? E quali sono i retroscena del percorso che ha portato quel ragazzone goffo e dal timbro insignificante alla consacrazione come leggenda vivente dello show-business radiofonico? Ce lo rivela Private Parts, esilarante commedia che racconta la vita e le gesta di un personaggio complesso, capace di trasformare in successo e carisma la propria mediocrità e innata ripugnanza, ripercorrendone le principali tappe (l'azione si ferma al 1985) della spericolata ascesa verso l'Olimpo dell'etere.

Lo stile è in parte quello del bio-pic più classico ma lontano da tentazioni autocelebrative, strutturato come un flashback scandito dalla voce del protagonista (interpretato dallo stesso Stern) che parte da un'infanzia precocemente segnata dalla passione per la radio e l'attitudine allo scandalo, in una famiglia della media borghesia ebrea. Prosegue con gli anni del college e dell'università a Boston, gli sgangherati lavoretti presso le emittenti locali e il mènage coniugale con la bella e paziente Alison, per arrivare ai primi successi e al definitivo trionfo newyorchese, tra censure e continui scontri con i superiori. Dall'altro lato, c'è l'insistenza sul legame tra vita privata e professionale alla base di gran parte dei numeri di Stern, nel quale la regista Betty Thomas innesta, con divertita cialtroneria, elementi da finto documentario – dagli stacchetti che ne introducono i vari capitoli della carriera, alle testimonianze dirette di congiunti e collaboratori – nell'intento di aggiungere pepe ad un ritratto già esaurientemente delineato delle imprese del nostro. E si va dal farsi fare un massaggio in studio da una starlette completamente nuda, all'orgasmo procurato a distanza - e in diretta- ad una disinibita fan, fino alla performance live di una tizia capace di ingoiare un wurstel di trenta centimetri. Il tutto accompagnato dal turpiloquio più greve, flatulenze, sberleffi a religione e minoranze etniche, gag improvvisate sui propri genitali, e perfino su fatti drammatici come l'aborto della moglie, in una sorta di anarchico e impetuoso flusso di coscienza intriso di jewish-humor, catarsi scurrile di un'eterna condizione di sfigato e reazione provocatoria ma genuina al conformismo ipocrita e ingessato imposto dalla maggior parte dei network.

Eccolo, insomma, il vero Howard Stern, gigante dalla lunga chioma riccioluta, caustica quanto scaltra voce della pancia del popolo americano e di quegli stessi benpensanti pronti a inorridire e tapparsi le orecchie, salvo poi restare attaccati all'apparecchio nell'attesa di trovarvi l'appagamento delle proprie pulsioni più represse. Un mito per alcuni, l'Anticristo per molti, ma indiscusso e rivoluzionario pioniere di una comunicazione irriverente, dissacrante e priva di ogni inibizione. (Caterina Gangemi)

 

Da notare- I fidi collaboratori di Stern, Robin Quivers e Fred Norris, interpretano se stessi, mentre la vera Alison appare brevemente come centralinista della WNBC. C'è inoltre un cameo degli AC/DC in un’esibizione live. Le finte interviste sono un omaggio al film Lenny (di Bob Fosse), visto da Stern al suo primo appuntamento con la futura prima moglie.

Perché su Bizzarro- È la vera storia dell’uomo che ha rivoluzionato la radio a suon di flatulenze e orgasmi in diretta.

Film (più o meno) Simili: Lenny (1974) di Bob Fosse.

 

Trailer

 

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

 

Scheda del film a cura di: Caterina Gangemi


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