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Minuto a mezzanotte, Un Minuto a mezzanotte, Un
Titolo originale: 36.15 code Père Noël

Categoria Generi & commistioni
Tipologia Lungometraggio
Genere Thriller, Horror
Parole chiave Festività, Infanzia

Regia: René Manzor
Cast:
Brigitte Fossey, Louis Ducreux, Alain Musy
Sceneggiatura René Manzor
Anno: 1989
Nazione: Francia
Durata: 87 minuti
In breve:
Un ragazzino ricchissimo e un Babbo Natale assassino in un film oltre il culto
Visite: 2393

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: raffinato
Ritmo: incalzante
Humour: nerissimo
Tensione: inarrestabile
Brividi: troppo
Azione: a iosa
Violenza: inaspettatamente cruda

 

Recensione:

Se il Natale non fa rima con Disney

Per la generazione degli attuali trentenni, cresciuta a dosi massicce di pubblicità, merendine e tv locali, Un minuto a mezzanotte è un film che definire di culto suona riduttivo. L’opera di Manzor è innanzitutto la consacrazione poetica del suo autore e, nondimeno, il riconoscimento artistico a chi è divenuto, senza ombra di dubbio, il padre effettivo del nuovo cinema di genere francese, grazie all’exploit de Il passaggio (1986), un dramma-fantasy con protagonista il bravo Alain Delon.

Un ragazzino ricchissimo, nella notte di Natale, solo col nonno in un castello francese da favola, aspetta Babbo Natale. Arriva, invece, uno psicopatico travestito con barba bianca e vestito rosso. Comincia la caccia.

Il soggetto, costruito su un’idea geniale che in mani sbagliate avrebbe condotto verso un simpatico cortometraggio, dà modo al regista di ampliare naturalmente il proprio universo fantastico, sospeso tra la favola e la fascinazione ipertecnologica, senza disdegnare una messa in scena dai toni dark, degna del Tim Burton dei tempi andati. La sceneggiatura, lontana dal buonismo caratteristico dei blockbuster americani, presenta personaggi e situazioni accomodanti esclusivamente per stravolgerne il ruolo: il bambino viziato è in realtà meno sconsiderato dei propri familiari, il disadattato vestito da Babbo Natale un criminale psicopatico e la festività natalizia assume connotati profondamente inquietanti, dove il senso di minaccia e solitudine sembra definire ogni singola inquadratura. Si potrebbe parlare di una rilettura laica del Natale agli albori dei tremendi anni 90, rappresentati attraverso un’invadente "ridondanza consumistica" (e non è un caso che la madre di Thomas sia direttore di un centro commerciale) in netta contrapposizione con la figura del nonno (Louis Ducreux), fragile nel corpo ma preziosissimo per la sua tenacia. Non si lesina in momenti di notevole violenza grafica (nonostante il protagonista Alain Musy fosse un ragazzino di 12 anni!), scelta che aiutò il film a conquistare al Fantafestival ben tre prestigiosi riconoscimenti: miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista; premi che in sostanza lo salvarono dalla totale invisibilità cinematografica italiana.  (Jacopo Coccia)

 

Da notare- Il regista prolungò le riprese ben oltre i tempi prestabiliti (circa due anni complessivi) pur di ottenere la soluzione visiva più prossima alle proprie intenzioni poetiche

Perché su Bizzarro- Una violenta favola nera in totale controtendenza rispetto al mieloso spirito natalizio.

Film (più o meno) Simili: Silent Night, Deadly Night (1984) di Charles E. Sellier Jr.

 

Trailer

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

 

Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia


1 Commento

Autore Commento
fabbiu@alice.it volevo dire anzichè scappare dal ladro, scappa dall'assassino
Commento inserito : Thu 12-05-11
fabbiu@alice.it A mio parere questo film lo si sopravvaluta un tantino... ci ho visto mamma ho perso l'areo (guarda caso coevo) che anzichè scappare dai ladri scappa dal ladro, il problema è che prima di diventare uno slasher (o quasi) sembra una commedia natalizia che ci parla di un bambino (tanto improbabile quanto viziato) che deve fare i conti con l'assenza di una figura paterna e lo sprito di natale (del credere o non credere); e del babbo natale? della sua forza e quasi "immortalità"? nessuna risposta.
Noioso, e alquanto insulso, ma a mio parere apprezzabile per un punto di vista su tutti, per le ambientazioni, il regista ha una grande visione di interni, di ambienti e di atmosfere, come la sala dei giocattoli, la villa-castello, gli esterni etc
Commento inserito : Tue 10-05-11


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